16 novembre 2016 ore: 13:01
Immigrazione

Migranti, in aumento le richieste di ricoveri e cure psichiatriche

Rapporto protezione internazionale: mancano dati organici e aggiornati, ma le organizzazioni segnalano da tempo la tendenza. "Difficoltosa" la risposta dei servizi italiani: servono competenze cliniche e soluzioni organizzative nuove
Migranti. In fila nel cielo blu

ROMA - Aumentano le richieste di ricoveri e cure psichiatriche per i migranti. Dati organici  e aggiornati non ci sono, ma le organizzazioni che si occupano dei migranti segnalano da tempo una tendenza. Secondo gli osservatori del terzo Rapporto sulla protezione internazionale in Italia, promosso da Fondazione Migrantes, Anci, Caritas Italiana, Cittalia e Servizio Centrale dello Sprar, in collaborazione con Unhcr, il fenomeno va monitorato con attenzione e, a questo tema, dedicano un focus. Se nel 2009 i ricoveri di stranieri in psichiatria sono stati oltre 6 mila (2.682 maschi e 3.362 femmine), più o meno in linea con gli anni precedenti, nel 2011 sono passati a oltre 9.400 (4.518 maschi e 4.909 femmine), mantenendosi negli anni successivi intorno a quest’ordine di grandezza. L'incremento, "repentino e piuttosto significativo", segnalano, non corrisponde però a un aumento della presenza di immigrati nel paese (oltre 4,9 milioni nel 2009 e 5 milioni nel 2011). Pesano tra i fattori di rischio le “Post-Migration Living Difficulties”, difficoltà di vita in terra di immigrazione, insieme ai traumi subiti in patria prima della partenza (soprattutto per quanto riguarda i migranti forzati) e a quelli sofferti durante il percorso migratorio.

E' cambiato il percorso migratorio dei nuovi arrivati e si è fatto più duro e più lungo. Gli operatori e le organizzazioni da tempo incrociano situazioni difficili e osservato cambiamenti. Ad esempio hanno visto crescere il numero di assistiti  "con basso livello di istruzione, spesso analfabeti, e con storie non solo di psicotraumatologia ma anche talora di emarginazione sociale precedente la migrazione". Il Servizio di Etnopsichiatria dell’Ospedale Niguarda di Milano, ad esempio, ha registrato un incremento netto di primi contatti di pazienti stranieri negli ultimi 6 anni, che sono quasi raddoppiati, e i ricoveri di pazienti stranieri nello stesso ospedale sono passati, nello stesso periodo, dal 21% al 31% del totale. Il Servizio Ferite Invisibili della Caritas di Roma segnala un netto incremento del numero di sedute di terapia erogate a ciascun paziente, determinato con la maggior gravità e complessità delle patologie presentate dai soggetti presi in carico. Medici Senza Frontiere, che ha condotto nel 2016 un’indagine qualitativa con un campione di operatori sociali e psichiatrici in Italia,segnala che  “dalle interviste effettuate sia con il privato sociale con lunga esperienza di trattamento di psicopatologie tra i migranti, sia di psichiatri operanti in strutture pubbliche, è emersa una diversa tipologia del migrante attuale che spesso si presenta con un substrato psichico già compromesso".

"I primi indicatori sembrano suggerirci che la richiesta di cure psichiatriche da parte di questa utenza sia effettivamente in aumento, anche se le caratteristiche qualitative del fenomeno appaiono ancora nebulose. - sottlinea il rapporto - I fattori riconosciuti come in grado di aumentare il rischio di sofferenza psichica tra gli immigrati sembrano tuttavia
essere in crescita, secondo quanto è possibile sapere sui nuovi flussi in entrata nel paese".

“Nonostante la presenza di strutture dedicate di alto livello (la stessa rete Sprar comprende progetti specifici) - ricorda il rapporto -, di fronte ad una crescente domanda di assistenza psichiatrica, la risposta dei servizi italiani appare difficoltosa sia per la forte pressione cui sono stati sottoposti in modo relativamente inaspettato, sia per la necessità di sviluppare competenze cliniche e fornire soluzioni organizzative nuove, ad esempio introducendo traduttori di lingue locali poco diffuse”. Ma per quanto la situazione possa apparire complessa, “tali difficoltà – secondo gli osservatori - possono rivelarsi un’opportunità preziosa per promuovere la crescita e la maturazione complessiva di tutti i servizi assistenziali e sanitari coinvolti, con potenziali ricadute positive su tutto il sistema”.

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