17 febbraio 2021 ore: 00:00
Non profit

Da circolo Arci a dormitorio: municipio revoca della licenza. Ma poi ci ripensa

Dopo 23 giorni arriva la risposta delle istituzioni, ma ha il sapore della punizione: il circolo ha cambiato “destinazione d'uso”, quindi non potrà più riprendere la propria attività. Ma il provvedimento viene archiviato
dormitorio sparwasser

ROMA - Si aspettavano un sostegno, o anche solo riconoscenza, da parte delle istituzioni: la risposta che è arrivata ha invece il sapore della punizione. A 23 giorni dall'apertura del dormitorio per l'emergenza freddo, il circolo Arci Sparwasser, al Pigneto, rischia di non poter più riprendere la propria attività originaria. Dal municipio V è arrivata, ieri mattina, una Pec, in cui veniva comunicato ufficialmente che, vista l'iniziativa intrapresa e il cambio di “destinazione d'uso” dei locali, su segnalazione della Questura, il Comune di Roma ha predisposto un atto amministrativo per revocare la Scia, ovvero la possibilità di svolgere alla riapertura attività di somministrazione di bevande.

Dopo 23 giorni le istituzioni si sono accorte della nostra iniziativa – spiegano i responsabili del circolo, che ogni notte accoglie, da oltre tre settimane, sette persone, nel rispetto di tutte le regole sanitarie - Quando, ormai più di tre settimane fa, abbiamo trasformato Sparwasser in un rifugio per i senza fissa dimora, pensavamo che qualcuno dal Comune o dall’amministrazione ci avrebbe contattato, quanto meno per sapere se stava andando tutto bene e se avessimo bisogno di un minimo di supporto. Invece nulla. Non c'è stato né un tweet della sindaca, né una visita da parte del presidente o di un assessore del Municipio, né una telefonata di un dirigente o di un funzionario. Nonostante le nostre comunicazioni formali agli uffici competenti e la grande visibilità dell'iniziativa 'Calore umano', dal comune in queste tre settimane non è arrivato nessun segnale di vita. Prendiamo dunque atto che l’unico modo con cui le istituzioni di questa città si relazionano con noi, con le associazioni del territorio, con i volontari e le volontarie è questo: una gelida e assurda comunicazione amministrativa che mette a rischio la nostra riapertura – commentano ancora i responsabili - Speriamo che questa vicenda paradossale si possa risolvere rapidamente. Dal canto nostro non solo ci siamo premurati di garantire la serietà e la sicurezza dell’iniziativa, ma abbiamo effettuato correttamente tutte le procedure formali. Non si può dire lo stesso da parte di chi oggi ostacola invece di favorire le iniziative solidali e le nostre attività. È questo il ruolo delle istituzioni? Rendere più complicata la vita di chi si impegna per gli altri? Sarebbe stato meglio se avessimo tenuto la serranda abbassata, il circolo vuoto? Sarebbe stato meglio non aiutare nessuno? Risolveremo anche questa”, concludono. L'attività del circolo sarebbe dovuta riprendere con la fine dell'emergenza freddo, presumibilmente a metà marzo.

"L’avvio della procedura di sospensione della licenza di somministrazione del Circolo Arci Sparwasser del Pigneto, a Roma, lascia avviliti e senza parole. Un atto sconcertante e preoccupante nei confronti di un circolo che aveva messo a disposizione da alcune settimane locali e risorse per accogliere persone senza fissa dimora nel periodo più freddo dell’anno". E' il commento di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci. "Una vicenda - prosegue  - che, oltre ad evidenziare l'indifferenza delle istituzioni nei confronti di chi ha più bisogno, rappresenta il tentativo, incomprensibile e inquietante, di metter fine a esperienze di promozione sociale e culturale, fondamentali per le comunità. Esperienze portate avanti in questi mesi da Sparwasser e tanti altri circoli Arci in tutta Italia, nonostante siano attraversati da una crisi drammatica, chiusi da mesi per le misure anti Covid, senza Ristori, con le utenze e gli affitti da pagare. Ma che non hanno mai smesso di dare vita a reti di solidarietà per rispondere all'emergenza sanitaria, economica e sociale che stiamo vivendo".

"Non può essere questo - conclude Chiavacci - il ruolo delle istituzioni. Non può essere quello di contrastare chi aiuta. Per questo, dopo questa bruttissima figura, chiediamo un passo indietro al Comune di Roma".

L'Arci ricorda che lo Sparwasser non è l’unico circolo a mettere a disposizione spazi e volontari, in rete con decine di spazi Arci di Roma e del Lazio, con il Forum del Terzo settore Lazio, col sindacato, con altri spazi sociali, comitati di quartiere e singoli cittadini, per accoglienza, distribuzione di aiuti e - se la Regione Lazio lo riterrà opportuno - anche per la somministrazione di vaccini e tamponi. "Sparwasser è stato visitato da parecchi cronisti negli ultimi giorni proprio per l’operazione di accoglienza di un circolo circolo culturale. La solidarietà da parte della gente del quartiere è clamorosa. Il calore umano è il vero antidoto a quella freddezza che ha già ucciso dieci persone nelle ultime settimane. - conclude - Le stesse istituzioni che hanno fatto un “mantra” del “restate a casa” non sono in grado di occuparsi con efficacia di chi una casa non ce l’ha. Per questo la risposta del Comune di Roma e delle istituzioni è sconcertante soprattutto alla luce dell’assenza di risposte a ogni tentativo di Sparwasser di avere un’interlocuzione in questa fase".

La storia ha però un lieto fine: la sera di martedì arriva una nuova comunicazione ai gestori del circolo: la revoca è stata annullata. "Ci è appena arrivata una comunicazione ufficiale del municipio V che annuncia l'archiviazione del provvedimento di revoca della licenza - annunciano sui social - Grazie davvero alle tantissime persone che si sono attivate per denunciare quanto accaduto e grazie anche a chi ha saputo riconoscere l'assurdità del provvedimento e ha fatto rapidamente marcia indietro".

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