6 agosto 2014 ore: 12:18
Non profit

Da discarica a centro culturale: così rinasce la stazione abbandonata

L'associazione "Stella Cometa" di Boscoreale (Napoli) ha ottenuto i locali in comodato d'uso da Rfi e li ha ripuliti. Oggi organizza corsi di teatro, musica e danza, concerti, cineforum e tornei per giovani e anziani
Iniziativa alla stazione di Boscoreale

Iniziativa alla stazione di Boscoreale

"Dal letame nascono i fiori", cantava De Andre'. E così a Boscoreale, alle porte di Napoli, nei locali che un’amministrazione comunale poi sciolta per infiltrazioni camorristiche aveva lasciato coprire di rifiuti, e' nato un centro di aggregazione, che offre musica, danza, ginnastica, teatro, gioco e cultura a una comunità altrimenti priva di ogni forma di attività culturale. La stazione di Boscoreale è stata data in comodato gratuito da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) all'Associazione onlus "Stella cometa" nel 2009. "Dall’ottenimento del comodato nel febbraio 2009, fino all'inaugurazione a novembre dello stesso anno, noi volontari abbiamo continuamente lavorato per pulirla e ristrutturarla”, spiega il presidente di “Stella Cometa”, Vincenzo Martire. “Abbiamo coinvolto per le operazioni tecniche parenti e amici esperti che hanno collaborato gratuitamente". "L'associazione, nata nel 2006, nei primi anni di vita ha potuto realizzare solo mostre presepiali, non avendo altra sede che la parrocchia del paese”, spiega Martire. Per questo aveva visto una grande opportunità nella nuova disponibilità della stazione dopo che i commissari prefettizi avevano sciolto il consiglio comunale nel 2006. Per cinque anni, infatti, il comune aveva affittato quei locali da Rfi, a un canone di 2.400 mila lire mensili, ma lasciandoli inutilizzati e in balia degli agenti di degrado. Nel 2008, le foto scattate da Martire prima di iniziare i lavori di pulizia e ristrutturazione mostrano la stazione completamente coperta di rifiuti durante l'emergenza in Campania.

"Dopo l'inaugurazione del novembre 2009 abbiamo a poco a poco iniziato le attività, sempre grazie al lavoro di tanti volontari", afferma Martire. Nel fabbricato della stazione vi è un'entrata attrezzata a ufficio sulle cui due pareti opposte si possono guardare, da un lato le fotografie della stazione degradata prima dell’arrivo dell’associazione e dall’altro le locandine delle decine di concerti, mostre e altre iniziative pubbliche organizzate dal 2009 a oggi. Vi è poi una sala computer in cui lo stesso Martire insegna informatica agli anziani del quartiere, una sala lettura con una piccola biblioteca, una stanza più ampia attrezzata per il cineforum e dove si svolgono i corsi di danza, teatro e ginnastica, una saletta per i laboratori di ceramica, una cucina e un bagno. Tutte le sale hanno pareti dipinte con colori sgargianti. Tutti i corsi vengono organizzati a prezzi sociali: una parte della quota serve per il mantenimento dell’associazione, una parte resta agli insegnanti. (Ludovica Jona)

Questo articolo fa parte di un viaggio nella penisola attraverso 12 stazioni “impresenziate”, i cui locali - lasciati liberi dal personale ferroviario - sono stati concessi dalle Ferrovie dello Stato Italiane a diverse associazioni non profit. Il reportage fa parte di uno studio sull'impatto delle attività sociali, turistiche e culturali dei progetti avviati nelle stazioni dei treni, realizzato da Redattore sociale, che sarà presentato dalle FS Italiane nei prossimi mesi. Per leggere tutti gli articoli del reportage, cliccare sul tag "Stazioni impresenziate". 

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