19 marzo 2013 ore: 15:38
Disabilità

Da Sharon Stone a Mourinho, le richieste dei ragazzi down ai vip

Sono già 30 su 50 i personaggi che hanno accolto l'invito rivolto loro dai con sindrome di Down di donare un video per la campagna #DammiPiùVoce, che ha l’obiettivo la raccolta di fondi in occasione della Giornata mondiale sulla sindrome di Down
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MILANO - Quello che ha osato di più è Andrea, da Firenze: ha chiesto il video addirittura a Sharon Stone. Per ora non ha ricevuto una risposta, ma chissà che il miracolo si realizzi. Intanto sono già 30 su 50 i personaggi che hanno accolto l'invito rivolto loro da 50 ragazzi con sindrome di Down di donare un video per la campagna #DammiPiùVoce, che ha come obiettivo la raccolta di fondi in occasione della Giornata mondiale sulla sindrome di Down, prevista per il 21 marzo. La campagna è promossa dal Coordinamento nazionale delle associazioni delle persone con sindrome di down (Coordown), a cui aderiscono 75 associazioni, realizzata in collaborazione con l'agenzie di comunicazione Saatchi & Saatchi. Nei video sono i personaggi famosi a chiedere di sostenere la campagna e i diritti delle persone Down: rimbalzando sui social network i loro appelli saranno visti e ascoltati da migliaia di italiani. Hanno già aderito, tra gli altri, Diego Abatantuono, Luca Argentero, Enrico Argentero, Enrico Bertolino, Claudio Bisio, Tiziano Ferro, Chiara Galiazzo, Jose Mourinho, Vincenzo Salemme, Francesco Totti, Fabio Volo, Javier Zanetti e Jovanotti (che ha dedicato una canzone a Spartaco). Si possono vedere i video su www.coordown.it.
 
I fondi raccolti serviranno alle azioni di tutela legale, a sostenere progetti per la vita autonoma e per la attività di comunicazione e informazione. "Troppo spesso i diritti delle persone down non vengono rispettati - spiega Sergio Silvestre, presidente di Coordown -. Abbiamo stretto un accordo con l'Unione forense per i diritti dei rifugiati, un'associazione che ci aiuterà nelle cause legali". Perché le persone down possano vivere una vita autonoma, devono poter trovare un lavoro. In Italia ci sono circa 38 mila down, di cui 22 mila adulti. "Quasi la metà di loro ha seguito corsi di formazione, tirocini formativi, magari ha anche un diploma - sottolinea Sergio Silvestre -, ma solo il 10 per cento ha un lavoro. È vero che siamo in un periodo di crisi, ma esiste una norma, quella sulla collocazione obbligatoria, che troppo spesso viene disattesa". (dp)
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