24 ottobre 2013 ore: 17:59
Immigrazione

Trovata la madre di Maria. 21 luglio: ''Contro i rom isteria collettiva''

La notizia del presunto ritrovamento della madre della bimba trovata in Grecia in una famiglia rom, fa riflettere su uno degli stereotipi più comuni. Ma la 21 luglio rilancia e presenta un rapporto sul fenomeno inverso, quello dei minori rom portati via dalle proprie famiglie
Maria, bimba trovata in Grecia in una famiglia rom

boxROMA – “Isteria collettiva che ha riportato in auge lo stereotipo dei rom che rubano i bambini”. E' quello che scatenato, secondo l’associazione 21 luglio, la notizia della bambina bionda trovata in Grecia con un uomo e una donna rom, che alla polizia hanno dichiarato di non essere i reali genitori ma che ora sembra avviarsi ad una conclusione. Sui media europei, non solo italiani, infatti, è rimbalzata la notizia del ritrovamento della vera madre della bambina bionda trovata in un campo rom vicino Larissa, in Grecia centrale. Il suo nome è Sasha Ruseva, di 35 anni e di nazionalità bulgara: vive nel villaggio di Nikolaevo in Burlgaria, spiega il portale greco che ha riportato la notizia, dove è stata rintracciata dalle autorità bulgare, ma la conferma sul legame di parentela con la piccola Maria (questo il nome datole dalla stampa) arriverà soltanto dopo i risultati del test del Dna. La verità, quindi, potrebbe essere ancora lontana, ma stando alle prime dichiarazioni raccolte dalla stampa bulgara la donna avrebbe “regalato” la bambina a causa delle difficoltà economiche in cui versava al momento del parto.

Una vicenda ingarbugliata che porta a riflettere su uno degli stereotipi tra i più duri a morire, nonostante “uno studio del 2008 dell'Università di Verona - spiega l’associazione 21 luglio - ha mostrato come dal 1986 al 2007, in Italia, nessun caso di presunto "rapimento" di bambini non rom da parte di rom e sinti si sia concluso con una condanna per sequestro o sottrazione di persona. Nessun bimbo gagiò, dunque, è stato mai trovato nelle mani delle comunità rom e sinte in quell'arco di tempo”. Eppure, spiega la 21 luglio, nessuno parla di un altro fenomeno, quello che porta molti minori rom lontano dalle proprie famiglie. “Se fosse vero il contrario – chiede l’associazione -, Se fossero le istituzioni a sottrarre i bambini rom alle proprie famiglie affidandoli in adozione alle famiglie della società maggioritaria?”. A questa domanda cercherà di dare una risposta un rapporto dell'associazione dal titolo “Mia madre era rom”, che analizza in maniera scientifica la situazione dei minori rom, a Roma e nel Lazio, che oggi non vivono più presso le proprie famiglie. “Dalla ricerca – spiega l’associazione -, realizzata in collaborazione con la Facoltà di Antropologia culturale dell’Università di Verona, emergono dati allarmanti, che mettono in risalto un flusso sistematico e istituzionalizzato di minori dalle famiglie rom a quelle non rom in attesa di adozione, "giustificato" dalle precarie condizioni abitative alle quali le comunità rom e sinte nel Lazio sono costrette dalle politiche locali in atto. Il rapporto, in particolare, si sofferma sulla presenza dei minori rom nelle storie che il Tribunale per i Minorenni di Roma ha affrontato dal 2006 al 2012”. Il rapporto verrà presentato martedì 29 ottobre alle ore 17, a Roma, presso la sede della Regione Lazio.

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