3 gennaio 2015 ore: 11:29
Immigrazione

Dai barconi alle "navi fantasma", il nuovo business degli scafisti

Si sono concluse stamattina le operazioni di accoglienza e identificazione del gruppo di siriani arrivati nel porto di Corigliano Calabro a bordo di un mercantile fuori controllo. I trafficanti di uomini acquistano a poco prezzo grandi imbarcazioni per poter navigare anche d'inverno e poi abbandonano i migranti
Gruppo di immigrati, stanchi e disperati

Corigliano Calabro. Si sono concluse all’alba di oggi le operazioni di accoglienza e identificazione del gruppo di siriani arrivati questa notte nel porto di Corigliano Calabro, sulla costa ionica della provincia cosentina. I migranti erano stati avvistati a largo delle coste calabresi, già ieri, a bordo del cargo Ezadeen battente bandiera della Sierra Leone. Capitaneria di porto e guardia costiera hanno subito compreso che il mercantile era fuori controllo, in quanto l’equipaggio ha abbandonato i comandi dell’imbarcazione. Stamane, al porto di Corigliano sono sbarcate 360 persone tra cui 232 uomini, 54 donne e 74 minori; 8 dei quali non accompagnati i quali sono stati temporaneamente affidati alle cure di una casa-famiglia di Corigliano.

box Una volta a terra i migranti sono stati rifocillati e visitati dai medici del 118. I sanitari hanno accertato che le condizioni dei migranti sono complessivamente buone, infatti non sono stati necessari ricoveri in ospedale. Dalle prime indicazioni e dallo stato complessivo delle persone che erano a bordo, le forze dell’ordine ritengono che la nave abbia viaggiato per pochi giorni prima di essere intercettata al largo della Calabria. Dopo lo sbarco, i migranti sono stati trasferiti in centri di accoglienza di varie regioni. Le operazioni sono state coordinate dalla Prefettura di Cosenza. Quello del cargo Ezadeen è stato definito un caso di “nave fantasma”. Secondo le forze dell’ordine e gli operatori sociali, questa è la "nuova frontiera" dello sfruttamento, ovvero le navi vengono acquistate a poche centinaia di migliaia di dollari e poi abbandonate dagli scafisti in prossimità delle coste italiane. In questo modo i trafficanti di esseri umani riescono a fare un vero e proprio business sulla pelle di centinaia di migranti.

Le "navi fantasma" non sono più i vecchi "barconi", ma raggiungono i 60 ed anche i 100 metri, in modo da consentire la navigazione anche d’inverno, col mare grosso; in passato, invece, venivano usate solo vecchie "carrette del mare" e gli sbarchi erano concentrati solo nella stagione estiva. Dopo la partenza dai porti della Grecia o della Turchia, gli scafisti inseriscono il pilota automatico, o comunque danno sommarie indicazioni per la  navigazione a qualcuno dei migranti a bordo, e abbandonano la nave. La nuova strategia degli scafisti sembra dettata dal fatto che i profughi provenienti dalla Siria sono disposti a pagare prezzi piuttosto alti per la traversata nel Mediterraneo, in alcuni casi sino a ottomila dollari ciascuno. I migranti, in cambio, pretendono l’utilizzo di imbarcazioni solide e sicure per affrontare il viaggio in mare verso le coste del Sud Italia. (msc)

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