9 aprile 2015 ore: 15:46
Immigrazione

Dai ristoranti multiculturali al cohousing agricolo: i progetti dei migranti contro lo sfruttamento

Presentati a Roma i 13 progetti selezionati dalla Fondazione con il Sud per l’inserimento socio-lavorativo degli immigrati. Previsto uno stanziamento complessivo di 3,7 milioni di euro. Gli interventi saranno realizzati nelle 5 regioni del Sud
Cucina multiculturale - Pentole con cibo

ROMA – Un parco naturalistico su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta, un ristorante multiculturale di cucina mediterraneo- asiatica-africana, e poi corsi di formazione per assistenti familiari, la creazione di una fabbrica del riuso e un cohousing per l’agricoltura sociale. Sono questi soltanto alcuni dei 13 progetti selezionati dalla Fondazione con il Sud attraverso l’Iniziativa immigrazione, presentati oggi a Roma nel corso del convegno “L’immigrazione al Sud, contro ogni forma di tratta e sfruttamento”. I progetti, che saranno avviati a breve, verranno sostenuti con uno stanziamento complessivo di 3,7 milioni di euro (200 mila in più di quanto inizialmente previsto).

Obiettivo dell’iniziativa è infatti l’inserimento sociale e lavorativo degli immigrati nelle regioni meridionali per contrastare lo sfruttamento e la tratta. Gli interventi saranno realizzati nelle 5 regioni del Sud: 4 in Puglia, 3 in Calabria, 2 in Sardegna, 2 in Sicilia e 1 in Campania. Un intervento avrà carattere interregionale e coinvolgerà il territorio calabrese e quello siciliano. I 13 progetti vincitori sono stati selezionati su un totale di 113. In totale sono 120 le organizzazioni coinvolte nelle partnership di progetto tra associazioni, imprese sociali, istituzioni, fondazioni, università, scuole ed enti del mondo economico e della ricerca. “Abbiamo individuato i progetti, partendo dalle idee di associazioni e organizzazioni di immigrati - sottolinea Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il sud – Questa iniziativa ha anche una valenza politica, perché abbiamo voluto affrontare il fenomeno dell’immigrazione in modo realistico, partendo dai diritti, dal lavoro e dalla coesione sociale per creare opportunità concrete per il territorio. Il nostro obiettivo è fare cose concrete”.Gli interventi selezionati puntano su concrete opportunità professionali (attraverso l’avvio di imprese sociali nel settore agroalimentare, di servizi di promozione turistica, di manutenzione del verde pubblico e privato, di ristorazione, di iniziative di riciclo creativo) e sull’offerta di servizi di accoglienza e assistenza sanitaria, psicologica e legale a vittime di tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo o di accompagnamento all’autoimprenditorialità grazie anche ad incubatori di impresa.

A Rosarno, in Calabria sarà avviato Mestieri Legali (promosso dal Consorzio Terre del Sole e sostenuto con  355 mila euro) un progetto che intende realizzare un parco naturalistico fluviale su un bene e un terreno confiscati alla ‘ndrangheta. Sempre in provincia di Reggio Calabria, sarà realizzato il progetto Open – Tante vie per l’integrazione (promosso dall’Associazione Interculturale International House e finanziato con  240 mila euro), per l’avvio di servizi e realtà lavorative in cui gli immigrati saranno protagonisti: un punto vendita di prodotti agroalimentari, l’offerta di servizi turistici e per la progettazione e manutenzione del verde pubblico e privato, un portale web per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. In tutte le province della regione sarà poi creato  B.u.s – Buone uscite dallo sfruttamento (promosso dall’Associazione Comunità Progetto Sud e sostenuto con 350 mila euro) che si occuperà di entrare in contatto con immigrati vittime di tratta sessuale, lavorativa e di accattonaggio, offrendo assistenza, servizi di natura sanitaria, di ascolto e sostegno psicologico.

In Puglia vedrà la luce Wote Mezani – “Tutti a tavola” (promosso dall’Arci Comitato Territoriale di Lecce e sostenuto con 270 mila euro), per la realizzazione di un ristorante multiculturale e uno spazio virtuale di condivisione della cultura gastronomica che coinvolga gli immigrati in un percorso di integrazione lavorativi. Si chiama Le trame del mondo, il progetto che sarà realizzato. invece, in Sardegna. L’obiettivo è trasformere un bene e alcuni terreni confiscati in quartier generale di un’impresa sociale di immigrati e disoccupati, con l’avvio di produzioni agricole, di una pizzeria, di servizi di marketing, e-commerce e internazionalizzazione rivolti alle aziende. Sempre nel capoluogo sardo sarà avviato Collaborazioni tra associazioni che promuovono l’integrazione attraverso l’imprenditoria in Sardegna (promosso dal Cisv e sostenuto con 145 mila euro) che offrirà agli immigrati opportunità di formazione nel settore sartoriale e di avvio di nuove imprese, fornendo sostegno per il consolidamento di quelle già operative.

In Sicilia prenderà il via Costruiamo saperi (promosso dalla Diocesi di Ragusa e finanziato con 300 mila euro) che darà vita a Ragusa ad un incubatore di impresa nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura, con percorsi di autoimprenditorialità e la creazione di due cooperative di immigrati. Mentre a Catania sarà  realizzato F.i.e.ri (Fabbrica Interculturale Ecosostenibile del Riuso, (promosso dall’ Arci Comitato Territoriale di Catania e sostenuto con  215 mila euro), con la creazione di una fabbrica del riuso che darà lavoro a immigrati impiegati in attività di riciclo creativo, i cui prodotti saranno commercializzati. Nella regione campana, a Caserta e Napoli sarà realizzato Diritti (dal mare) alla terra (promosso dalla cooperativa sociale Un fiore per la vita e sostenuto con 350 mila euro), che permetterà a 14 immigrati di lavorare stabilmente nel settore agroalimentare, occupandosi della coltivazione di ulivi su terreni confiscati, della vendita di olio, frutta e verdura biologici, della gestione di un punto ristoro. Infine a livello interregionale sarà avviato il progetto F.i.d.u.c.i.a. Famiglie immigrate donne unite nei centri per l'inclusione lavorativa Anolf (promosso dall’Anolf Sicilia e sostenuto con 200 mila euro) favorirà l’inclusione lavorativa di donne immigrate nel settore dell’assistenza familiare in Sicilia e Calabria, attraverso sportelli di incontro, informazione, percorsi formativi e la creazione di tre cooperative sociali.

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