15 giugno 2015 ore: 15:19
Immigrazione

Dal centro d'accoglienza al lavoro nei cantieri: migranti diventano piastrellisti

Il progetto promosso dal Comune dà la possibilità ai rifugiati di rendersi utili e imparare un lavoro. Cugini (assessore Servizi sociali): “Andare oltre la prima accoglienza”. A breve altri 20 inizieranno il corso. A Piacenza sono 243 i migranti accolti, 3.500 in regione
Immigrati, piastrellisti

PIACENZA – Hanno da poco terminato un corso come piastrellisti e adesso potranno iniziare a cercarsi un lavoro per rimanere in Italia. Sono una ventina di migranti presenti nei centri d’accoglienza di Piacenza che grazie a un progetto di formazione dell’amministrazione comunale e dell’Ente scuola edile della città hanno ottenuto un diploma per lavorare nell’edilizia. I migranti per qualche mese hanno lavorato a stretto contatto con tutor e insegnanti della scuola per risistemare un asilo nido. Tra calce, piastrelle e cazzuole i 20 ragazzi, originari del Mali, della Nigeria e della Costa D’Avorio, hanno imparato a lavorare in un cantiere e a muoversi senza difficoltà. Lo scopo del progetto è insegnare loro un lavoro e dar loro la possibilità di rendersi utili sia alla comunità che a se stessi grazie all’apprendimento di un mestiere.

“Un percorso, quello avviato dal Comune di Piacenza, che inizia a muover i primi passi e che ha l’obiettivo di superare il limite di un’accoglienza che si ferma troppo spesso all’assistenza prevista dalla legge per i soli mesi di soggiorno”, spiega l’assessore ai Servizi sociali, Stefano Cugini. Grazie al diploma, rilasciato dalla scuola e riconosciuto dalla Regione, molti avranno la possibilità di cercarsi un’occupazione e provare a costruirsi una nuova vita. “Il progetto riguarda tutti i migranti accolti in città e coinvolgerà quelli che sono interessati a lavorare nel campo dell’edilizia – continua Cugini – A breve inizieranno il corso altri 20 ragazzi”. L’idea di avviare un corso di formazione sul campo è nata per cercare di impegnare i migranti che arrivano in città dall’hub di prima accoglienza regionale di Bologna, la prima tappa che i migranti, in arrivo dalla Sicilia, fanno quando mettono piede in Emilia-Romagna. In tutta la regione sono 3.500 i migranti accolti nelle diverse strutture gestite da associazioni e cooperative, di questi 243 nella sola provincia di Piacenza (dati Prefettura di Bologna all’11 giugno). 

I progetti d’integrazione e formazione non riguardano solo Piacenza ma hanno coinvolto anche altri comuni limitrofi che hanno avviato progetti in cui i migranti sono stati coinvolti in lavori socialmente utili come la cura del verde e piccoli lavori di manutenzione di uffici pubblici. Accanto alle amministrazioni coinvolte si è inserita anche la Cgil piacentina che ha messo in campo una rete di relazione per far partire progetti di formazione lavoro e corsi d’italiano. “Visitando le strutture dei comuni di Coli, Rivergaro, Pontedellolio e Fontana – dice Gianluca Zilocchi, segretario della Cgil di Piacenza – abbiamo trovato realtà di accoglienza attive, nelle quali oltre all’insegnamento dell'italiano sono stati messi in piedi progetti capaci di dare un ritorno al territorio con lavori utili e percorsi di integrazione con le comunità”. Molti ex insegnanti oggi in pensione hanno iniziato a tenere corsi d’italiano e a dare una mano alle cooperative che si occupano della seconda accoglienza. Ma il punto su cui insiste Zilocchi è il lavoro e la possibilità di dare a questi ragazzi gli strumenti per cercare lavoro. “Ci sono 17 ragazzi del Bangladesh che vogliono restare in Italia e cercare lavoro – conclude Zilocchi – per ora stanno frequentando il corso d’italiano ma abbiamo già attivato contatti con alcune aziende del territorio per cercare di avviare un percorso di formazione e lavoro”. (Dino Collazzo)

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