27 settembre 2021 ore: 11:00
Società

Dal welfare alla sicurezza: la sfida per i candidati sindaci di Bologna

di Ambra Notari
Accoglienza con responsabilità o welfare di prossimità? Gestione delle diversità o nuovi centri pubblici di inclusione? In città, la competizione tra Fabio Battistini, candidato del centrodestra, e Matteo Lepore, candidato del centrosinistra, entra nel vivo. I programmi a confronto
Bologna_Piazza Maggiore_San Petronio

BOLOGNA - Welfare, accoglienza, sicurezza, sostenibilità. Bologna, in lenta ma costante ripresa dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria – che, anche qui, è diventata emergenza sociale – si prepara a eleggere il nuovo primo cittadino dopo 10 anni di Giunta guidata da Virginio Merola. Una decade caratterizzata, anche, dalla vittoria in Regione – il 26 gennaio 2020 – di Stefano Bonaccini su Lucia Borgonzoni al termine di una campagna elettorale fatta di momenti (in)dimenticabili, come quando Matteo Salvini, giunto in città per tirare la volata alla candidata, citofonò a un condominio del Pilastro, prima periferia di Bologna, per chiedere agli inquilini se fossero spacciatori. Una campagna, sempre quella di Bonaccini, che ha visto anche il palesarsi sulla scena nazionale del movimento delle Sardine e che ha spinto il governatore emiliano-romagnolo a scrivere, nel 2020, il libro “La destra si può battere”. Adesso il capoluogo è pronto a scrivere una nuova pagina delle sua storia. Ora tocca a chiederlo a Matteo Lepore, assessore da 10 anni, candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra: “La destra si può battere?”. Nella parte dello sfidante, l’imprenditore Fabio Battistini, candidato del centrodestra.
Le liste a sostegno di Matteo Lepore sono 7: oltre alla lista del sindaco, ci sono Partito democratico (che in lista annovera anche Mattia Santori, leader delle Sardine); Coalizione Civica Coraggiosa ecologista e solidale; Movimento 5 Stelle; Volt e Psi; Europa Verde; Anche tu Conti (la lista di Isabella Conti, renziana, sfidante – e sconfitta – alle primarie dello scorso giugno). Per Fabio Battistini, oltre alla lista del sindaco, ci sono Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Popolo della famiglia. Oltre ai 2 principali aspiranti, ci sono altri 8 candidati in corsa.

Welfare

Andando a leggere i temi, come sempre, a Bologna, la questione welfare pesa moltissimo. In una città dove la cooperazione, il mutualismo, l’associazionismo hanno da sempre un ruolo cruciale nella gestione della cosa pubblica, i due principali sfidanti allo scranno di Palazzo D’Accursio hanno le idee chiare. Battistini propone di istituire un assessorato alla famiglia e alla natali (con portafoglio) chiamato a rilanciare il ruolo dei Centri per le Famiglie e della Consulta. Tra le altre misure, l’assegnazione di sostegni diretti per famiglie e donne per la natalità attraverso l’istituzione di appositi bandi che “vadano oltre la logica di assegnazione esclusiva secondo criteri prettamente economici o reddituali”. Ancora, “andrà seguito, valutato ed eventualmente integrato il futuro dell’assegno unico per i figli a carico”. Sono poi previsti buoni scuola (buoni ripetizione per gli studenti che hanno bisogno di lezioni private; buoni asilo per incentivare l’iscrizione ai cicli scolastici della fascia 0-6), buoni sport e buoni di cura. Altro passaggio, il sostegno all’inserimento lavorativo delle fasce più svantaggiate (tra cui giovani e donne) tramite l’incremento dell’utilizzo dello strumento del “tirocinio formativo” remunerato; la diffusione di esperienze come quelle delle Case di accoglienza per lavoratori precari; la promozione del micro-credito. Per Lepore, il welfare sarà di prossimità, con l’estensione a livello di quartiere dell’integrazione socio-sanitaria. Ancora, nel programma sono previsti la realizzazione di Case della Comunità in ogni quartiere; il rafforzamento dell’assistenza domiciliare integrata; la valorizzazione delle Usca; la sperimentazione di Ostetriche di Comunità con relativo potenziamento dei Percorsi nascita e dei consultori. C’è poi la proposta di una mappatura del Terzo settore attivo in ambito sociale e sanitario per valutare la necessità di supporti, sedi e iniziative. Nel programma si parla anche di un Patto contro la povertà e l’esclusione sociale e di disabilità, voce ampia e articolata: dal sostegno ai caregiver all’attenzione del il Durante e Dopo di Noi; dall’implementazione della figura del Disability manager all’istituzione di un fondo integrativo dedicato al sostegno delle famiglie con figli con disabilità. Torna poi il suo cavallo di battaglia: “Dobbiamo azzerare le liste d’attesa degli asili nido, questo è più importante del renderli gratuiti”. Lepore ha anche un capitolo dedicato alla casa che prevede “un grande piano” per la realizzazione di nuove case popolari (e la contestuale riforma di Acer); acquisizione di nuovo patrimonio; rilancio della formula a canone concordato; istituzione di una nuova Agenzia sociale per la casa; incremento dei progetti di housing first; sperimentazione di nuove forme di residenzialità orientate alla creazione di mix sociale e nuove forme di cohousing.

Accoglienza

Uno degli slogan di Battistini è: “Bologna città dell’accoglienza e dell’integrazione con responsabilità”, che si traduce in un unico punto: “Una particolare attenzione dovrà essere costantemente assicurata all’integrazione scolastica dei giovani stranieri che vivono nella nostra città, le cui famiglie rappresentano – e come tali vanno sempre più percepite – una risorsa per il nostro futuro. L’integrazione va gestita e aiutata con l’ausilio di figura esperte, che vadano ad aiutare anche i ragazzi italiani a gestire la diversità”. Nel programma di Lepore si parla di Ius Soli, che sarà inserito, simbolicamente, nella carta del Comune di Bologna “in attesa di una auspicata modifica della legge nazionale”. Viene poi prospettata una nuova Casa dell’incontro e del dialogo tra Religioni e Culture; l’incremento dell’accoglienza diffusa tramite nuovi – “adeguati ed esteticamente belli” – posti dedicati al Sai. A proposito di cittadini migranti, viene prospettata l’apertura di un sportello dedicato alle “Nuove Cittadinanze” e la promozione di formule di raccordo con realtà del territorio e proprietari privati per favorire inserimento abitativo delle persone in uscita dai percorsi di accoglienza. Il programma di centrosinistra si concentra anche sulle persone senza dimora, “aumentate drasticamente nell’ultimo anno. Per questo occorre intervenire con urgenza rafforzando e implementando la rete delle strutture per l’accoglienza, pianificando la realizzazione di nuovi centri pubblici di inclusione”.

Sicurezza

Poi c’è la sicurezza, al centro delle discussioni di quest’ultimo mandato. A Bologna sicurezza fa rima con degrado, individuato soprattutto nella zona universitaria. Battistini ha annunciato: “Nei primi 100 giorni nominerò un City Security Manager sul modello internazionale che si faccia carico operativo e gestionale delle azioni di coordinamento per la Sicurezza della città a 360 gradi". Tra gli altri provvedimenti previsti, “no a zone franche della criminalità, più controlli, creare un’architettura anti-crimine che ripensi lo spazio urbano in funzione della presenza sociale delle persone, togliendo occasioni al degrado e al crimine”. Ha proposto anche un assessorato alla sicurezza “che dia copertura alle forze dell’ordine” e la delocalizzazione dell’autostazione e la riqualificazione dell’area della stazione. Lepore, dal canto suo, ha detto: “La droga, in questo momento, è il nemico pubblico numero uno a Bologna”. Come prevenire questo fenomeno? In primis con l’istituzione, sul modello di altre grandi capitali europee, del cosiddetto Sindaco della notte, figura dedicata alla vita notturna cittadina. E se lo spaccio in zona universitaria avviene alla luce del sole, in zone delicate avviene nelle case, come al Pilastro. Sì, allora, all’aumento di videosorveglianza. E poi punta sull’educazione, per esempio proponendo “un museo dei ragazzi. Un centro culturale dedicato ai giovani e alle loro famiglie, ispirato alle migliori esperienze educative e culturali europee”. L’idea di investire in cultura e manifestazioni per animare spazi, vie, zone che solitamente vertono in condizioni di degrado è estesa a tutta la città, anche in collaborazione con enti e istituzioni, come Acer.

Sostenibilità

Voce in cima ai programmi di entrambi i principali concorrenti, tra transizione ecologica e sostenibilità ambientale. Nel suo programma Battistini parla di rispetto per l’ambiente “senza un approccio anti-industriale” e di Master Plan per la transizione ecologica che coinvolga Hera e Tper, ma anche cittadini e imprese. Tra le proposte anche quella di una Bologna Carbon Free da realizzarsi attraverso tre strumenti: continuità al bonus 110 per cento per gli edifici; offerta di incentivi agli edifici Carbon Free di nuova realizzazione; riconversione immediata dei sistemi di riscaldamento in dotazione agli edifici di proprietà del Comune. Tre le parole d'ordine per Lepore: forestazione urbana, rigenerazione e decementificazione. “Nell’Agenda dei primi 100 giorni del nuovo mandato intendiamo candidare Bologna tra le prime cento città europee che puntano alla neutralità carbonica entro il 2030”. È prevista anche la nomina di un assessore con delega all’agricoltura urbana e alle reti idriche. Saranno piantati 100 mila nuovi alberi; istituita una Consulta del verde che lavorerà in collaborazione con un Garante degli alberi; promosso un Osservatorio sulla rigenerazione e realizzato il primo fondo municipale d’Italia per la transizione giusta per fare in modo i nuovi lavori “verdi” siano davvero accessibili a donne, giovani e disoccupati.

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