7 ottobre 2015 ore: 17:31
Giustizia

Dalla bambina virtuale Sweetie all'Interpol, è guerra alla pedopornografia online

Una bambina filippina virtuale ha attirato in dieci settimane oltre 20 mila pedofili, e scoperchiato un fenomeno, il turismo sessuale online. Le polizie collaborano a livello internazionale come il mercato che contrastano, visionando migliaia di immagini
Sweetie 2.0, il software che monitora e stana i pedofili on line

ROMA – Una bambina filippina virtuale, un lungo lavoro di investigazione, 20.172 contatti, mille identificati in 71 paesi, arresti in tutto il mondo. L'operazione “Sweetie” (nome dato al personaggio digitale) di Terres des Hommes, nel 2014, ha portato ottimi risultati e messo in evidenza l'ultima frontiera dello sfruttamento alle bambine per fini sessuali. Racconta la vicenda Hans Gujit, Direttore Programmi speciali di Terre des Hommes Olanda, durante la presentazione del dossier Indifesa della ong, in occasione della Giornata mondiale delle BambineSembrava che la prostituzione minorile fosse scomparsa dai luoghi classici, come discoteche bar e alberghi, nelle Filippine, e invece si era spostata nei cyber cafè e, ancora peggio, nelle case, dove genitori vendevano i loro bambini per questa nuova forma di turismo sessuale virtuale – spiega Gujit -. La leva è lo stesso legame familiare, che spinge a sacrificarsi per aiutare la famiglia, i clienti sono spesso stranieri che pagano tanto più, fino a 600 dollari, per pratiche tanto più estreme e con bambini sempre più piccoli”.

L'idea è stata allora creare questa bambina di dieci anni virtuale, comparsa in 19 chat (ma ce ne sono 40 mila, secondo una stima dell'Fbi). Quattro ricercatori in 10 settimane hanno scoperchiato il fenomeno, portando a mutamenti legislativi e l'interesse delle forze dell'ordine di molti paesi. “È un nuovo approccio proattivo – spiega il membro di Terres des Hommes -: intervenire prima del crimine e disincentivare i pedofili potenziali. Crediamo sia giusto dare mandato alle forze pubbliche di monitorare chat. Molti si allarmano all'idea, ma è come presidiare un parco. Internet deve essere  libero ma non senza leggi”. “L'investigatore online ha il privilegio di essere già proiettato a livello internazionale, con una forte cooperazione dell'Interpol, ma la polizia non avanza da sola: con lei ci sono ong, aziende di settore, i mezzi di comunicazione e di informazione - racconta Elvira D’Amato, Direttore del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedofilia Online -. È investigazione di frontiera, il cybercrime è  sempre di frontiera, una lotta contro il tempo in un vero e proprio mercato, che ha domanda, offerta e quindi produzione ubiquitari”.

In dieci anni in Italia i casi di pornografia minorile sono aumentati del 569,4%, con 70 bambini vittime, contro i 13 del 2004. “Non saprei commentare i numeri, ma siamo di fronte a un fenomeno allarmante – commenta il vicequestore –. C'è sicuramente un aumento esponenziale del materiale pedopornografico veicolato attraverso la rete, che amplifica il fenomeno. Si tratta anche qui di schiavitù e abuso, la violenza sessuale, in famiglia o con il turismo sessuale, è in costante crescita”. D’Amato spiega che in Italia abbiamo ottimi strumenti di contrasto, fra le migliori leggi, che permettono le intercettazioni telematiche e la sottocopertura online: “L'investigatore vede in tempo reale l'abuso, quindi deve testimoniare il trend, ma anche le proprie sensazioni: per noi sono emozioni fortissime, dobbiamo visionare tutto il materiale, ed è una vera e propria  guerra contro l'infanzia, prodotta in territori di guerra, contesti di povertà, veicolati da pedofili”.

Ci sono milioni di immagini che devono essere esaminate per l'identificazione delle vittime, attraverso strumenti tecnologici di analisi e banche dati internazionali, ognuno può chiedere aiuto e dare consulenza in tutto il mondo. “La violenza sessuale viene agita per indurre terrore, da questo punto di vista è lo stesso che nelle aree di guerra – aggiunge -, la rete ci riproduce tutti questi scenari, compresa la nuova frontiera del bullismo in cui adolescenti usano immagini di sesso come arma di ricatto contro coetanei”. “Dobbiamo essere dove gli altri non si sono ancora spinti, vedere fenomeni in nascita – commenta Raffaele Salinari, Presidente Federazione Internazionale Terre des Hommes -. Lo abbiamo fatto con la tratta, lo facciamo ora con la  pedopornografia su Internet, e con questo dossier abbiamo creato una rete di collaborazione e nuovi modi di interagire”.

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