18 maggio 2016 ore: 16:01
Immigrazione

Dalla convivenza all'aiuto quotidiano: le famiglie aprono le porte ai rifugiati

Sono due i progetti della Caritas di Vicenza: il primo prevede l'accoglienza in casa per 12 mesi, il secondo l'organizzazione di incontri, pranzi, gite o accompagnamento nelle esigenze di tutti i giorni così da diventare un riferimento stabile
Progetto rifugiato a casa mia - mani che si stringono da logo

VICENZA - Le famiglie aprano le loro porte ai richiedenti asilo: è questo l'appello di Caritas Vicenza, che ha attivato due progetti mirati all'accoglienza. Un'iniziativa in linea con l'invito del Vescovo Beniamino Pizziol che in passato aveva sollecitato i nuclei familiari e le persone singole a raccogliere la sfida dell’accoglienza come "un’occasione concreta per venire in aiuto a chi ne ha più bisogno".

“Rifugiato in famiglia” e “Adozioni di vicinanza" sono i due progetti promossi dalla Caritas locale. Entrambi prevedono il coinvolgimento delle famiglie a titolo gratuito e un percorso personalizzato attraverso gli aspetti abitativo, lavorativo, formativo e sociale. “Da alcuni mesi stiamo registrando al nostro ricovero notturno per persone senza dimora persone migranti– spiega il direttore della Caritas Vicentina don Giovanni Sandonà -. Finora ne sono passate per i nostri servizi 40, di cui 19 avevano ottenuto il permesso di soggiorno. Persone quindi che, a vario titolo, sono uscite dai programmi di accoglienza gestiti dal Ministero dell’Interno e rischiano un’emarginazione pericolosa per loro così come per l’intera comunità. Il rischio è che il solo permesso di soggiorno, senza una formazione, un alloggio e un lavoro, li condanni alla marginalità, che sarebbe un male per tutti. I numeri di questo fenomeno, infatti, potrebbero essere gestiti dai singoli enti di accoglienza, che in provincia di Vicenza sono 37, con una adeguata progettualità”.

Il progetto “Rifugiato in famiglia” - in cui è previsto il contributo degli enti locali - prevede un periodo di accoglienza di circa 12 mesi. I costi di vitto e alloggio sono a carico della famiglia, mentre i percorsi formativi e i costi straordinari vengono sostenuti dall’ente ospitante. È previsto un periodo di accompagnamento graduale, in modo da consentire una conoscenza reciproca. Questo periodo è caratterizzato da un percorso di integrazione, obbligatorio da parte del rifugiato, che permetta all’ospite di acquisire una certa indipendenza soprattutto nella sfera linguistica e lavorativa.  

La seconda proposta si rivolge alle famiglie che non possano o non si sentano in grado di gestire un’accoglienza fra le mura domestiche e prevede un’opportunità di prossimità nei confronti di persone che hanno ottenuto un permesso di soggiorno per protezione internazionale. Si possonocosì organizzare incontri, qualche pranzo assieme, una gita o un accompagnamento nelle esigenze quotidiane così da diventare gradualmente un riferimento stabile, anche senza una convivenza.

L’iniziativa è aperta a tutti, famiglie e persone singole. Chi volesse aderire o avere maggiori informazioni su uno dei due progetti può scrivere a migranti@caritas.vicenza.it o telefonare al mattino alla segreteria della Caritas vicentina al numero 0444-304986. 

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