9 ottobre 2013 ore: 12:21
Salute

Dalla malnutrizione all’obesità: i paradossi dell’Africa

In Africa dagli inizi del 2000 ad oggi è aumentato di dieci volte il numero di presone in sovrappeso. Colpita la nuova classe media: auto, videogiochi, cibi grassi e bibite gassate, per l’Onu nel 2030 metà degli africani vivrà in città e si muoverà sempre meno
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Bambino obeso

ROMA - L’obesità infantile  è una delle sfide più grandi che la sanità pubblica si troverà ad affrontare nel XXI secolo, secondo l’Oim nel mondo ci sono più di 42 milioni di bambini sotto i cinque anni in sovrappeso, di questi 35 milioni vivono in paesi in via di sviluppo. A causa delle malattie legate all’obesità ogni anno muoiono 2,8 milioni di adulti. Parlare di cibo in eccesso o errata alimentazione riferendosi all’Africa sembra quasi una contraddizione, ancora oggi il continente vive i problemi legati a fame e malnutrizione, nonostante questo, il nuovo allarme sanitario africano si chiama “obesità”. Se ne è occupato il giornalista Alessandro Gandolfi, in un lungo articolo pubblicato nel numero 5 della rivista Africa. c

Qualche dato. Negli ultimi dieci anni in Africa il numero delle persone sovrappeso appartenenti all’emergente classe media è diventato dieci volte maggiore, per il “Kenya Demographic abd Healt Survey”, a Nairobi le cifre parlano chiaro: quasi una persona su due è sovrappeso e nel 2012 il problema è stato riconosciuto ufficialmente dal ministero della Sanità che ha promosso iniziative per limitare il fenomeno.  Per il “Centre fot International Programmes Collaboration” della Kenyatta University, nelle zone urbane del Kenya: il 17% delle studentesse e il 7% degli studenti fra i 9 e gli 11 anni mostrano segni di obesità. Anche in Camerun e Ghana quasi metà della popolazione è obesa. In Sudafrica dove la percentuale dei grassi supera il 60%, gli operatori sanitari segnalano un aumento delle patologie legate ai chili di troppo. Nel 2008 è stata pubblicata una ricerca sull’obesità in Kenya che dimostrava come i Masai, i Lou, i Kamba, membri delle tribù tradizionali quando si spostano a vivere in zone urbane aumentano di tre volte la possibilità di ingrassare.

Diffusione del benessere e ascesa della nuova classe media. Auto, videogiochi, cibi grassi e bibite gassate, per l’Onu le previsioni future non sono rosee, nel 2030 metà degli africani vivrà in città e si muoverà sempre meno. I sedentari aumentano e le strutture sanitarie non sono attrezzate ad affrontare i nuovi mali della società come diabete e disturbi cardiovascolari. L’obesità in Kenya è diventata anche il soggetto di una programma televisivo, grande successo riscuote infatti la trasmissione “Slimpossible” dove signore in sovrappeso si impegnano a dimagrire per poter poi sfilare davanti alle telecamere di Citizen Tv e sperare di essere elette ‘Miss Slimpossible’. È l’effetto occidentalizzazione. (slup)

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