16 dicembre 2015 ore: 10:10
Welfare

Welfare, piccoli comuni in rete per evitare sprechi nell’assistenza

Con un progetto innovativo, 16 municipi vicino a Cagliari puntano alla sinergia anche con altri enti pubblici e associazioni non profit. E lanciano il Social day per premiare le “persone di cuore”. Prossimo traguardo: collaborare con le imprese per il welfare aziendale
Piccoli Comuni. Sindaci con fascia

CAGLIARI – Una rete di 16 piccoli comuni dell’Area Ovest di Cagliari per migliorare l’assistenza sociale di cittadini e lavoratori. È questo l’obiettivo del progetto “I love Plus” che i comuni di Assemini, Capoterra, Decimomannu, Decimoputzu, Domus De Maria, Elmas, Pula, San Sperate, Sarroch, Siliqua, Teulada, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villasor, Villaspeciosa stanno portando avanti da qualche mese. Perché l’unione e la condivisione fanno la forza, soprattutto in un momento in cui le risorse sono scarse, la coperta è corta e le esigenze dei cittadini sono tante.

“Abbracciamo le persone di cuore” è il motto che i 16 comuni hanno sposato, lanciando contemporaneamente un appello ai loro cittadini: “Cerchiamo persone singole o nuclei familiari che si distinguono offrendo, in modo volontario, il loro tempo, le loro energie e le loro risorse economiche a persone che si trovano in situazioni di disagio o fragilità”. “Sappiamo che sono tanti coloro che nelle nostre comunità, spesso in maniera silenziosa, si mettono al servizio dei più deboli e per questo vogliamo celebrarli”, spiega Marina Madeddu, sindaco di Villa San Pietro, comune capofila del progetto.

Le persone segnalate sono state pubblicamente premiate in occasione del Social Day che si è svolto a Cagliari il 12 dicembre 2015, presso la sala Polifunzionale del Parco di Monteclaro. “Una giornata dedicata a tutte le associazioni che si impegnano con dedizione al sociale – prosegue Madeddu - Tutti i cittadini residenti nei 16 comuni hanno segnalato, accedendo al form dal sito www.plusareaovest.it, una o più persone che si sono distinte, a loro giudizio, in azioni meritevoli di riconoscimento sociale”.

Ma il Social Day è stata solo una delle iniziative dei comuni del Plus (Piano locale unitario dei servizi alla persona) Area Ovest ed è parte di un progetto innovativo nella gestione sinergica delle risorse sociali presenti nel loro territorio, attraverso un’integrazione dei servizi già prevista a livello normativo. “La Sardegna – precisa infatti Cristiana Floris, responsabile dell'ufficio di piano locale - a differenza di altre regioni italiane, si è dotata di una legge (23/2005) che prevede che i Plus garantiscano l’integrazione funzionale, gestionale ed operativa tra gli “attori sociali, assistenziali, sanitari”, pubblici e privati, profit e non profit. Ecco perché abbiamo chiamato il progetto I Love Plus: amiamo il concetto di integrazione che è proprio dei Plus”.

Nei mesi scorsi, i comuni hanno avviato un ciclo di incontri con altri soggetti quali l’Inail, i patronati e le associazioni datoriali con lo scopo di fare un vero e proprio censimento di tutte le attività sociali per capire come ciascun attore può contribuire alla realizzazione del progetto, per poi sviluppare patti o protocolli operativi ed evitare duplicazioni di servizi, sovrapposizioni e spreco di risorse.

“Il progetto I Love Plus - conclude Marina Madeddu - nasce dall'esigenza di garantire una migliore gestione delle risorse sociali, assistenziali e sanitarie che a tutti i livelli vengono messe in campo attraverso l’integrazione di tutti gli attori istituzionali e non, a garanzia di livelli essenziali di qualità. Vorremmo anche mettere a disposizione delle imprese la competenza dei comuni per fare welfare aziendale, che il disegno di Legge di Stabilità 2016 mette al centro dell’intervento in ambito lavoristico. Come enti pubblici primari, abbiamo tutta l’esperienza e siamo pronti ad offrire servizi socioassistenziali qualificati alle aziende da destinare ai dipendenti e alle loro famiglie”. (vca)

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