16 maggio 2018 ore: 17:44
Immigrazione

Roma, incendio nell’ex Penicillina: “Necessaria evacuazione e presa in carico dei migranti”

Non ci sono stati feriti, ma alcuni dei migranti hanno perso effetti personali e documenti. Parti dello stabile, invece, sono state distrutte in seguito ai roghi. E’ il bilancio dell’ennesimo grave incendio nella fabbrica, sulla via Tiburtina in cui vivono circa 600 migranti

ROMA - Non ci sono stati feriti, ma alcuni dei migranti hanno perso effetti personali e documenti. Parti dello stabile, invece, sono state distrutte in seguito ai roghi. E’ il bilancio dell’ennesimo grave incendio nell’ex fabbrica della Penicillina, sulla via Tiburtina di Roma, dove vivono circa 600 persone, quasi tutti di origine straniera, in condizione di grave disagio. “Da settimane denunciamo le condizioni inumane e degradanti in cui sono costrette a vivere queste persone - scrive in una nota l’associazione Alterego, fabbrica dei diritti - in mezzo ad amianto, cumuli di rifiuti, residui tossici e i continui incendi che si stanno verificando non fanno che peggiorare una situazione già precaria”.

Ex Fabbrica Penicillina3

L’associazione ricorda che gli uffici della Prefettura e del Comune di Roma dovrebbero avviare, in queste settimane, le procedure per il censimento delle persone presenti per predisporre successivamente lo sgombero. “Reputiamo necessario evidenziare come la situazione di grave violazione dei diritti umani che si sta verificando in via Tiburtina 1040 richieda una immediata assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni competenti, con la predisposizione di una evacuazione – non di un ennesimo e dannoso sgombero - dell’edificio e la presa in carico di tutte le persone presenti. Tutti gli occupanti, infatti, riversano in uno stato di estrema vulnerabilità, causata soprattutto dalle condizioni disumane in cui si trovano costretti a vivere. Dunque, tutti necessità della predisposizione di soluzioni alloggiative degne”.

Per Alterego “non si può accettare che centinaia di uomini e donne vedano messa in pericolo la propria esistenza a causa dell’inerzia e dell’irresponsabilità della pubblica amministrazione. Il mega-ghetto di via Tiburtina 1040 è stato creato a causa dei progressivi sgomberi di piccole occupazioni informali che da mesi si stanno verificando nella zona di Tor Cervara - spiegano -. Una risposta repressiva che non ha fatto altro che peggiorare le condizioni di vita di chi già viveva ai margini ed acuire le tensioni sociali nel quartiere”.
"Non sono gli occupanti dell’ex Fabbrica ad essere la causa del “degrado” presente nel territorio, loro stessi sono vittime dell’incuria delle istituzioni - continua la nota -. Vi sono, infatti, precise responsabilità istituzionali in merito al mantenimento in una condizione di marginalità di centinaia di persone; così come vi sono precise responsabilità istituzionali nella mancata bonifica di un ex insediamento industriale colmo di rifiuti tossici ed amianto. Per una volta potremmo provare ad evitare la faida tra poveri.Per una volta potremmo provare ad inchiodare le istituzioni alle loro responsabilità”.

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