26 luglio 2019 ore: 11:52
Immigrazione

Decreto sicurezza bis, “provvedimento che abbassa il grado di umanità dell’Italia”

Le reazioni all’approvazione da parte della Camera del provvedimento del Governo. Acli: “Conferma una visione esclusivamente securitaria ed emergenziale dell’immigrazione e pone questioni di merito”. Libera: “Ci mobiliteremo contro questo nuovo attacco ai principi democratici”
Sea-Watch Migranti, la nave Sea-Watch 3 - SITO NUOVO

Foto Sea-Watch

ROMA – “Il decreto sicurezza bis, approvato alla Camera con il ricorso alla fiducia, conferma una visione esclusivamente securitaria ed emergenziale dell’immigrazione da parte del Governo e pone una serie di questioni di merito e di contenuti”. Sono le Acli nazionali a commentare l’approvazione del decreto sicurezza bis, evidenziando gli aspetti negativi di tale provvedimento.
“In primo luogo, piuttosto che fare la lotta alle vere cause dell’immigrazione, si criminalizza la solidarietà e quei mondi impegnati a salvare vite umane – affermano le Acli -. Non meno rilevanti i dubbi in ordine al rispetto delle norme di diritto internazionale ed europeo che, temiamo, possano provocare rilievi nelle sedi opportune”.

“Inoltre – continua la nota -, nei 18 articoli del decreto, come già chiarito da molti giuristi, sono presenti tratti di incostituzionalità, primo fra tutti la scelta di normare materie differenti (dal salvataggio in mare alle multe negli stadi fino alle Universiadi di Napoli)”.
Dal punto di vista politico e del merito, per le Acli “non si comprende poi l’uso della decretazione d’urgenza se posta in relazione al numero di migranti sbarcati in Italia in questi anni assolutamente minore rispetto a quello degli anni precedenti. Un ulteriore problema è il conflitto di competenze tra ministeri che, a parer nostro, non può essere risolto con una delega, seppure condizionata”.

“La nostra preoccupazione – conclude - è che in una fase in cui ci sarebbe bisogno di politiche strutturali di accoglienza, decise di comune accordo con l’Unione Europea, ancora una volta l’Italia preferisca trincerarsi dietro forme di respingimento preventivo, dimenticando la centralità delle vite umane”.

Libera: “Provvedimento che abbassa ulteriormente il grado di umanità dell’Italia”

 Anche Libera è intervenuta sull’approvazione del decreto sicurezza bis, affermando: “E' una vergogna, un decreto che abbassa ulteriormente il grado di umanità nel nostro paese. Un provvedimento dove vengono inseriti interventi in ambiti del tutto disomogenei, accomunando i temi dell'immigrazione a quelli della sicurezza, dell'ordine pubblico e del contrasto alla criminalità organizzata”.

“I contenuti del decreto – afferma Libera - evidenziano scelte politiche ingiuste e che criminalizzano le azioni di chi si occupa di soccorso di vite umane in mare, prevedendo pesanti sanzioni pecuniarie ed il sequestro delle navi. Lo stesso Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati aveva rilevato che il decreto si pone in contrasto con il principio di non respingimento previsto dalle Convenzioni internazionali”.

“Forte preoccupazione destano, inoltre, gli interventi previsti – senza i presupposti d'urgenza - su alcune norme del codice penale e di procedura penale, in particolare, aumentando a dismisura la repressione di alcuni reati contro i pubblici ufficiali durante le manifestazioni”.

Per Libera, “il ‘decreto sicurezza bis’, al pari del primo decreto non fornisce reali e concrete risposte alle vere emergenze nel nostro Paese – come lo sono sempre più le mafie ed i fenomeni di corruzione e malaffare – evidenziate nell'ultima relazione della Direzione investigativa antimafia e nelle recenti inchieste giudiziarie. Una politica che ha a cuore il bene comune ritiene invece urgenti e irrinunciabili le politiche per l'inclusione sociale, per il diritto all'abitare, alle accoglienze, al lavoro giusto. Per queste ragioni, facciamo un appello ai Senatori di non votare il testo approvato dalla Camera e ci mobiliteremo contro questo nuovo attacco ai principi democratici e l'ennesima emorragia di umanità”.

Cgil: “Il Senato non voti un provvedimento antidemocratico”

 “Il Senato non voti un provvedimento dai contenuti antidemocratici che causerebbe un arretramento delle libertà civili. Per il bene del Paese, per non isolarlo dalla comunità internazionale, per i nostri valori costituzionali, non va votato”. Questo è l’appello che il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Massafra, rivolge al Parlamento all’indomani dell’approvazione alla Camera del decreto sicurezza bis.
Per il dirigente sindacale si tratta di “un decreto legge non ponderato, un ‘colpo di mano’ così come si evince dall’articolo 1: il divieto di ingresso, transito o sosta delle navi per ragioni di ordine e sicurezza contrasta con la normativa internazionale che regola il soccorso in mare, ed è il palese tentativo del Ministro degli Interni di portare sul piano amministrativo quello che è una questione di ordine penale e quindi di competenza della Magistratura. L’aspetto più sconcertante resta tuttavia l’introduzione del reato di solidarietà, attraverso il provvedimento sanzionatorio nei confronti di chi salva le vite in mare”.

Inoltre, sulla seconda parte del decreto, quella che riguarda la gestione della pubblica sicurezza e la riforma del codice penale, Massafra dichiara: “L’aumento delle pene per i reati che possono accadere durante le manifestazioni pubbliche, e la responsabilità penale per chi promuove una manifestazione non autorizzata nella quale qualcun altro compie un qualsiasi reato o danneggiamento, rendono evidente un altro obiettivo ossia scoraggiare e limitare la partecipazione alle mobilitazioni, un fatto assai grave”.
“Tutto ciò rappresenta una seria minaccia sia ai diritti dei cittadini italiani, che a quelli dei migranti, dei richiedenti asilo, delle persone vittime di tortura, sequestri, detenzioni illegali. Siamo di fronte ad una deriva autoritaria folle che - conclude Massafra - allontana l'Italia dai principi democratici e di libertà costituzionali e la rende debole e isolata nei confronti della comunità internazionale”.

Emmaus Italia: "Il prezzo dell’egoismo si conta in vite umane e la sicurezza non c’entra"“Mentre ieri alla Camera si votava il cosiddetto ‘Decreto sicurezza bis’ in mare morivano centinaia di persone la cui sorte oramai non interessa più a nessuno. Persone sacrificate sull’altare della propaganda e dell’egoismo, pericolose per il solo fatto di esistere e per il tentativo disperato di sopravvivere. Tutto ciò genera un dolore e una rabbia immensi che aumentano con la sempre più chiara consapevolezza che anche chi cerca di arginare questa deriva vergognosa – salvaguardando quel minimo e purtroppo non sufficiente slancio di umanità – viene criminalizzato e costretto a pagare di persona per le proprie scelte di giustizia e di solidarietà”. Lo afferma il presidente di Emmaus Italia, Franco Monnicchi.

“Lo vogliamo ribadire con forza: è giusto salvare vite umane ed è giusto disobbedire a tutte quelle leggi che vanno contro ogni individuo, ai suoi diritti, alla sua vita; questa vergogna deve finire - continua Monnicchi -! Non dobbiamo più sacrificare alcuna persona e alcuna vita sull’altare della nostra ipocrisia e del nostro egoismo. Facciamo appello a tutte le realtà, alle associazioni, ai cittadini, alle forze politiche affinché si oppongano con noi in maniera decisa e contrastino con tutti i mezzi le prossime fasi del ‘decreto sicurezza’, mettendoci la faccia con decisione, senza posizioni pilatesche o furbe”.

“Oggi, venerdì 26 luglio, come Emmaus Italia verseremo altri 25.400 euro raccolti dal nostro movimento e dalle nostre comunità in favore di Mediterranea; allo stesso tempo auspichiamo l’urgente ritorno in mare della nave Mare Jonio, e perciò sosterremo tutte le altre navi che sono già presenti nel Mediterraneo (come la Sos Méditerranée o quelle che aderiranno all’appello delle istituzioni umanitarie internazionali per il salvataggio di ogni persona in mare). Non ci sentiamo per questo criminali. Piuttosto consideriamo tali quanti, con vergognosa ignominia e con la scusa di aumentare la nostra sicurezza, colpiscono i più poveri e i più deboli con atti di vigliaccheria e arroganza disumana, del tutto contrarie ai messaggi evangelici che pure vengono sbandierati a ogni occasione. Dobbiamo interrompere questa deriva e combattere con decisione le vere cause di miseria e di sofferenza. Lottiamo ed esponiamoci insieme. Dopo sarà troppo tardi”.

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