24 luglio 2015 ore: 14:26
Giustizia

Nasce "Poste Insieme". E apre la prima casa famiglia per mamme detenute

Porre fine all’ingiusta reclusione dei 34 bambini che si trovano dietro le sbarre, accanto alle mamme detenute: è la prima azione della neonata onlus di Poste italiane, che sta ristrutturando una struttura confiscata all’Eur. Secondo obiettivo: contrastare la dispersione scolastica con i “mentori”. Il “grazie” del ministro Orlando: colmiamo un vuoto colpevole”
Mamma detenute

ROMA - Aprirà all’Eur, nei prossimi mesi, la prima casa famiglia protetta per madri detenute e per i loro bambini: è il primo impegno della neonata fondazione “Poste Insieme onlus”, presentata questa mattina ufficialmente a Roma da Poste italiane. Obiettivo: “portare fuori dal carcere innanzitutto i 9 bambini che attualmente sono reclusi a Rebibbia insieme alle loro mamme – ha riferito il ministro della Giustizia Orlando, intervenendo alla conferenza stampa – ma successivamente a tutti i 34 bambini che in questo momento si trovano, ingiustamente, dietro le sbarre dei carceri italiani”. 

Secondo impegno iniziale della onlus sarà il contrasto alla dispersione scolastica, che soprattutto nelle regioni del Meridione toccano “picchi del 18% - ha riferito l’assessora alle Politiche sociali Francesca Danese – quando l’Europa punta ad abbassare il tetto all’8%”.  Due progetti per i quali la Fondazione investirà, per il primo anno, complessivamente 300 milioni di euro. “Abbiamo individuato queste due aree come prioritarie per la mission di inclusione e solidarietà sociale che la fondazione si pone – ha detto Luisa Todini, presidente di Poste Italiane e della stessa fondazione – Abbiamo pensato di iniziare da interventi relativamente piccoli ma concreti e ben misurabili, di cui verificheremo fattibilità ed efficacia periodicamente – ha detto – Una scelta che deriva dall’analisi dei bisogni e dal confronto con istituzioni e soggetti del no profit. La prima azione – ha specificato – intende dare attuazione alla legge 62/2001, che prevede il trasferimento di mamme detenute con i loro figli in apposite strutture. Ma finora sono mancate le risorse per dare concretezza a questa importanza possibilità”. La casa famiglia sorgerà all’Eur, in una struttura confiscata alla criminalità organizzata, in cui sono in corso i lavori di adeguamento e ristrutturazione. 

“Il secondo progetto invece – ha proseguito Todini – si chiama ‘Mentoring’, perché prevede un programma strutturato di interventi di sostegno agli studenti attraverso ‘mentori’, nelle regioni più colpite da dispersione e abbandono: Campania, Calabria e Puglia”. L’azione fa parte di un progetto internazionale sperimentale, “Mentoring Usa-Italia”, sostenuto dal Cnr e operativo dal 1998, che ha coinvolto, finora, circa 10 mila studenti e altrettanti volontari in 8 paesi del mondo (Benin, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Marocco, Regno Unito. Spagna, Svizzera, Usa. “Il nostro intervento – ha specificato Todini – interesserà 165 ragazzi e altrettanti mentori volontari”.

A rendere concretamente possibile la realizzazione dei due progetti sarà l’impegno volontario di dipendenti di Poste Italiane, che saranno opportunamente formati a partire dai prossimi mesi. A vigilare sul lavoro della fondazione, guidando la scelta delle aree d’intervento ma anche verificando il perseguimento degli obiettivi, è stato istituito un apposito Comitato scientifico, composto da Sabino Cassese, Giuseppe Ragusa e Anna Maria Tarantola. “Viviamo un’epoca di vorticosi cambiamenti – ha detto Tarantola – in cui la riduzione drastica dei fondi per il welfare pubblico contrasta con l’aumento esponenziale della domanda di servizi e di assistenza. Per questo, la nascita di soggetti come questa fondazione riveste un’importanza fondamentale nel perseguimento dell’utilità sociale”. 

Per Francesca Danese, assessora alle Politiche sociali, “questa è una bella giornata, perché si posa un mattone importante nella costruzione di quella città a misura di bambino che è la priorità di questa amministrazione – ha detto – Non possiamo più tollerare che i bambini siano reclusi in carcere per mancanza di strutture adeguate – ha aggiunto – Grazie a Poste Insieme Roma, prima in Italia, avrà una casa famiglia pensata per loro: e troveremo il modo per tirarli fuori tutti”, ha assicurato. 

Un “sentito grazie a Poste italiane” è stato pronunciato dal ministro Andrea Orlando, “perché ci aiuta a colmare un vuoto colpevole, compiendo un passo determinante nel raggiungimento di un obiettivo fondamentale: arrivare a fine anno senza bambini dietro le sbarre, perché la reclusione in età infantile rappresenta non solo un trauma, ma la premessa di un pregiudizio. Dirò di più – ha precisato Orlando -: il 2015 dovrà essere l’anno in cui non ci sia nessuno, dietro le sbarre, la cui pericolosità sociale non sia specifica e accertata. Oggi quindi assistiamo a un passaggio storico in questo senso: dateci ancora una mano – ha chiesto infine a Poste Insieme – per portare avanti questo percorso”. 

Le attività di Poste Insieme sono svolte con le rendite del fondo di dotazione iniziale, pari a 1 milione di euro, e con il fondo di gestione, pari a 3 milioni di euro per il triennio, conferito da Poste italiane e dalle società del gruppo. Inoltre, la fondazione accederà, a partire dal 2016, al riparto del 5 per mille, per progetti condivisi con il terzo settore. (cl)

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