31 agosto 2022 ore: 11:30
Salute

Deficit cognitivo, al via il progetto "e-MemoryCare" per allenare la mente

Ideato da una giovane studentessa con il patrocinio di Federanziani, si avvale di un'apposita piattaforma digitale e quattro diverse App. In Italia colpiti oltre 1,7 milioni di uomini e donne
Salute mentale, psichiatria, sanità, alzheimer, demenze

ROMA - Contrastare in modo efficacie il deterioramento delle facoltà cognitive e salvare così il benessere psico-fisico dell'anziano. E' questo l'obiettivo che si pone la nuova metodica non farmacologica 'e-MemoryCare' rivolta a oltre 4,2 milioni di uomini e donne che in Italia soffrono di questi problemi (sono 600 mila solo quelli colpiti da demenza di Alzheimer). Un'iniziativa innovativa e unica nel suo genere che si sviluppa interamente on line, sfruttando le nuove tecnologie informatiche. Una metodica non farmacologica per prevenire le ospedalizzazioni e i ricoveri in strutture protette, mantenere così una buona qualità di vita al paziente e al tempo stesso assicurare risparmi all'intero sistema sanitario nazionale.

Attraverso un'apposita piattaforma digitale e quattro diverse App si può fare riabilitazione e stimolazione per preservare così l'indice di riserva cognitiva. Si tratta di interventi non farmacologici e i vari esercizi previsti dalla metodica attivano una stimolazione che interviene non solo sulla sfera conoscitiva, ma anche su quella affettiva, sociale, comportamentale e relazionale.

Il progetto è stato ideato da una giovane studentessa prossima alla laurea in Psicologia, Marianna Messina, e si avvale di un Advisory Board scientifico che riunisce psicologi, psichiatri, neurologi, nutrizionisti, fisiatri, cardiologi, neuro-psicologi ed economisti. Il progetto 'e-MemoryCare' è patrocinato da Senior Italia FederAnziani.

"Il deficit cognitivo è uno dei grandi problemi sociosanitari legati alla terza età- sottolinea Francesco Fazio, presidente del comitato scientifico di Senior Italia Federanziani- E' una condizione che provoca la progressiva compromissione delle funzioni conoscitive in modo tale da pregiudicare il mantenimento di una vita autonoma e soprattutto di arrivare a fine vita in casa propria. I dati e le previsioni delle autorità sanitarie internazionali sono francamente preoccupanti- continua- Si calcola che in tutto il pianeta il numero dei pazienti raddoppierà nel 2030 e triplicherà nel 2050 con 7,7 milioni di nuovi casi all'anno. L'impatto economico sui vari sistemi sanitari sarà di circa 604 miliardi di dollari l'anno. Non va poi mai dimenticato- evidenzia Fazio- che l'Italia è uno dei Paesi più 'anziani' del mondo. Quindi è necessario avviare nel nostro Paese progetti innovativi in grado di ritardare il più possibile il deficit cognitivo".

Il progetto "e-MemoryCare è costituito da un percorso personalizzato che tiene conto delle esigenze del singolo paziente- aggiunge Marianna Messina- Prevede la somministrazione di immagini e concetti personalizzati per ciascun paziente e l'obiettivo finale è favorire l'utilizzo e il mantenimento dell'indice di riserva cognitiva (Cri). Grazie alle nuove tecnologie è possibile aiutare la persona a fissare, memorizzare e riconoscere, simboli, volti, paesaggi, immagini e a trattenere concetti, nozioni e informazioni del suo se, della sua vita presente. La piattaforma è di facile accesso e può essere utilizzata da pazienti, familiari, Rsa, centri specializzati, medici, farmacisti, istituti di ricerca soprattutto dagli psicologi che in Italia sono 117.000 e saranno loro i prescelti dai pazienti. Attraverso il progetto si potranno inoltre recuperare preziosi Big Data sul deficit cognitivo che potranno poi essere utili per la ricerca clinica. Sono già iniziati i corsi di formazione per gli psicologi d'intensa con il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi. Il progetto diventerà operativo da ottobre".

"E' un progetto che porta uno contributo effettivo a persone con un decadimento cognitivo importante- aggiunge Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di neuropsico-farmacologia e copresidente della Società italiana di psichiatria geriatrica- Si tratta di un percorso di aiuto concreto attraverso le condizioni di ricostruzione autobiografica o della capacità di stimolare reminiscenze. Può aiutare non solo a 'perfezionare' alcune competenze cognitive ma anche a migliorare le condizioni di umore e comunicazione con gli altri".

"E' un progetto tecnologico e innovativo che si pone due grandi obiettivi- sottolinea Alessandro Padovani, direttore della Clinica neurologica e direttore della Scuola Specialità in Neurologia dell'Università di Brescia- Il primo è quello di aprire una luce su un problema rilevante come quello delle demenze e più in generale il decadimento cognitivo. Il secondo aspetto fondamentale è dare una risposta di intervento con una presa in cura o in carico che permette di contrastare il decadimento e soprattutto la sua progressione".

"L'attenzione verso gli anziani va coniugata con la messa a punto di programmi basati sulle evidenze per ridurre i problemi e migliorare la qualità della vita- sottolinea David Lazzari, presidente del Cnop - Consiglio Nazionale Ordine Psicologi- Gli aspetti psicologici devono avere la giusta attenzione come nel caso di questo progetto".

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