3 novembre 2015 ore: 12:07
Giustizia

Detenuti e utilizzo delle tecnologie informatiche, c’è l’ok del Dap

Una circolare disciplina l’utilizzo dei personal computer, la connessione internet per motivi di studio, formazione e aggiornamento professionale, l’uso di Skype per facilitare i rapporti con i familiari
detenuto guarda fuori dalle sbarre, carcere

ROMA - Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) ha emanato una circolare innovativa che detta le linee guida sulle seguenti materie: utilizzo dei personal computer; connessione internet per motivi di studio, per la formazione e l’aggiornamento professionale; uso di Skype per facilitare i rapporti tra detenuti e familiari. La circolare disciplina l’utilizzo delle moderne tecnologie informatiche a sostegno dei percorsi rieducativi dei singoli detenuti e per ampliare le potenzialità dei progetti trattamentali attivati in collaborazione con il mondo dell’imprenditoria, del privato sociale e con gli Enti Locali.

- La circolare, datata 2 novembre 2015, consente la possibilità di tenere personal computer nelle camere di pernottamento e nelle sale destinate alle attività comuni; l’accesso ad internet avverrà esclusivamente dalle postazioni attivate nelle aree adibite allo svolgimento di progetti trattamentali, quali ad esempio le biblioteche. La configurazione delle postazioni e la predisposizione delle politiche di sicurezza saranno curate a livello centrale, mentre le limitazioni poste all’infrastruttura di rete consentiranno di instradare il singolo utente esclusivamente verso i siti (white list) per i quali è stato autorizzato.

Il capo del Dap, Santi Consolo, evidenzia l’importanza del provvedimento che “garantisce alla popolazione detenuta l’utilizzo delle tecnologie informatiche nel pieno rispetto delle esigenze della sicurezza. Si tratta, infatti, di un autentico progetto di inclusione sociale che passa anche attraverso la conoscenza e l’utilizzo della tecnologia da parte dei detenuti; soprattutto per quelle persone che provengono da situazioni di marginalizzazione e che, proprio in carcere, potranno avere la possibilità di sperimentare nuove tecniche di apprendimento, di studio e di formazione”. Significativi sono i campi applicativi quali, a titolo esemplificativo, l’apprendimento delle lingue, la scrittura di testi di narrativa, le attività che impegnano molti detenuti anche al di fuori dei percorsi scolastici, con risultati importanti sotto il profilo della crescita personale.

L’obiettivo ambizioso è quello di estendere tali possibilità a tutti i detenuti anche per conseguire titoli di studio e abilitazioni professionali. A tal fine, il capo del Dipartimento ha intrapreso una collaborazione con Poste Italiane e Fondazione “Poste Insieme Onlus” al fine di ottenere computer da destinare a tutti gli istituti penitenziari. 

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