21 novembre 2022 ore: 17:22
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Devianza e minori, “I ragazzi sono di chi arriva prima”: se ne parla a Borgo Ragazzi don Bosco

di Chiara Ludovisi
Giovedì 24 novembre una giornata di riflessione e confronto: “Cresce il coinvolgimento dei minori nella criminalità organizzata, ma diminuisce il tempo dedicato allo studio dei nuovi percorsi devianti e alla condivisione di prassi di lavoro efficaci ed integrate”

ROMA – Una giustizia “a misura di minore”, ma soprattutto strategie efficaci e condivise per affrontare la devianza dei ragazzi: è l'obiettivo della giornata di lavoro promossa, per giovedì 24 novembre, da Borgo Ragazzi don Bosco presso la propria sede (Roma, via Prenestina, 468), in occasione del trentennale del Centro Accoglienza Minori. “I ragazzi sono di chi arriva prima. Devianza minorile: scenari e sfide” è il titolo del convegno, in programma dalle 8.30 fino al pomeriggio, per porre l’attenzione sulla necessità di riprendere la riflessione sul fenomeno ed individuare spazi di azione condivisi. “Da molti anni si rileva l’assenza di momenti volti a tale riflessione, con la naturale conseguenza non solo di non conoscere più il fenomeno nelle sue ultime evoluzioni ma anche di rischiare ad intervenire in modo frastagliato ed inefficace – osservano gli organizzatori - La stesura del Codice del Processo Penale Minorile D.P.R. 448/1988, è stata caratterizzata da un grande fermento culturale e di compartecipazione, che ha visto coinvolte le istituzioni del mondo giuridico, universitario e del terzo settore. Il Codice veniva accolto come un intervento legislativo 'a misura di minore', che consentiva di modellare la disciplina del processo ordinario in modo da renderlo compatibile con la tutela della persona del minore ancora in via di formazione e che poneva dunque l’attenzione alle misure alternative al carcere che diventavano lo strumento principale per superare l’aspetto punitivo della detenzione con quello di rieducazione della pena e della progettualità evolutiva”.

La realtà appare però ben diversa: “Purtroppo, dopo più di 30 anni dalla sua applicazione, il grande fermento che ha caratterizzato gli anni 80 e quelli immediatamente successivi, ha subìto una battuta di arresto. E mentre cresce il coinvolgimento dei minori nella criminalità organizzata, come si evince dai dati pubblicati dall’Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza della Regione Lazio (“Lazio senza Mafie” – 6° e 7° rapporto 2020-2021 e 1° semestre 2022), diminuisce il tempo dedicato allo studio dei nuovi percorsi devianti e alla condivisione di prassi di lavoro efficaci ed integrate. Ad oggi, sembra che solo il mondo mediatico riesca a dare importanza a tutti quei fenomeni legati ai minori o in situazioni di devianza, riuscendone a catturare spesso il sintomo (baby gang, violenza, cyberbullismo, ecc...). Invece, è necessario che anche coloro che lavorano quotidianamente con i ragazzi interessati e coinvolti in percorsi devianti possano conoscere ed approfondire le nuove forme in cui sta strutturando la criminalità, al fine di individuare strategie efficaci e condivise di contrasto al coinvolgimento e all’utilizzo dei minori. Non a caso, il titolo del convegno 'I ragazzi sono di chi arriva prima' (cit. don Alfonso Alfano, salesiano di don Bosco e fondatore nel 1991 del Centro Accoglienza Minori), esprime bene l’urgenza di rinforzare le sinergie necessarie per affrontare con coraggio e determinazione questa sfida”.

Obiettivo del convegno è proprio quello di riportare l’attenzione di istituzioni, università e terzo settore sulla tematica attraverso la lettura della situazione attuale. Per questo, gli organizzatori chiedono che si apra un confronto strutturato, attraverso un Tavolo istituzionale permanente a cui riportare le riflessioni emergenti.

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