16 giugno 2016 ore: 10:45
Disabilità

Dal massaggio cardiaco al defibrillatore: ciechi a scuola di rianimazione

Si è concluso il primo evento di una collaborazione tra L’Unione italiana ciechi Torino e il 118 Piemonte: medici e infermieri professionisti hanno formato 15 disabili visivi alle tecniche di rianimazione cardiopolmonare, dal massaggio cardiaco al defibrillatore, fino alla disostruzione delle vie respiratorie
Ciechi. Il braille

TORINO - “Preferirei farmi operare da un cieco” recita un celebre (e un tantino discriminatorio) modo di dire, generalmente indirizzato a medici, paramedici e chirurghi non ritenuti all’altezza delle proprie mansioni. Ma ribaltare il senso di quell’adagio, riportandolo verso il suo significato letterale, non dev’essere sembrata un’impresa così impossibile ai responsabili dell’Unione ciechi (Uici) di Torino: che la  scorsa settimana hanno riunito 15 disabili visivi, tra ciechi e ipovedenti, per un corso intensivo di primo soccorso e rianimazione cardio polmonare.

A occuparsi della formazione, che si è tenuta nei locali Uici di via Nizza 151, c’era uno staff di istruttori, medici e infermieri inviati direttamente dal 118 del Capoluogo sabaudo. Con loro, e grazie all’ausilio dei classici manichini “da esercitazione”, i 15 allievi non vedenti hanno potuto apprendere una serie di tecniche di rianimazione, dal classico massaggio cardiaco fino alla disostruzione delle vie respiratorie e perfino al corretto uso del defibrillatore. “Con le dovute precauzioni - spiegano dall’Uici - questo strumento può essere adoperato anche da chi non vede o vede poco, poiché è dotato di una voce sintetica che guida l'utente nei diversi stadi d'intervento. Come hanno rilevato gli stessi formatori, tutto si è svolto con grande naturalezza, grazie anche alle notevoli abilità manuali sviluppate dai disabili visivi”.

Oltre che con il Sistema d’emergenza e urgenza del 118 Piemonte, l’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione con l’Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione (I.Ri.Fo.R.): secondo i responsabili dell’Unione ciechi si tratterebbe di una novità assoluta nel panorama nazionale; e sia il presidente regionale dell’Ente, Franco Lepore, che il direttore dell’emergenza territoriale 118, Ciriaco Persichilli, ora auspicano che la partnership tra le tre agenzie prosegua in maniera stabile. “L’evento realizzato con l’Unione ciechi - ha detto Persichilli - è stato per i nostri istruttori un momento formativo di alta professionalità e di confronto sulle problematiche del cittadino ‘fragile’. Spero quindi che questo non si fermi ad un evento singolo ma sia l’inizio di un percorso a 360 gradi con il mondo dell’emergenza. Questo testimonia la sensibilità e l’apertura dei sistemi di emergenza su tutto il mondo delle fragilità e sarà sempre più importante nella gestione di una sanità rivolta al futuro”. (ams)

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