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11 aprile 2019 ore: 15:48
Immigrazione

Calolziocorte vara le zone rosse in cui è vietata l'accoglienza dei migranti

A meno di 150 metri da stazione e scuole non è più possibile aprire centri di accoglienza. Istituite anche le zone blu (biblioteca e oratori), in cui è necessario il nulla osta. Il sindaco leghista Marco Ghezzi: "È solo un piano di governo di queste strutture". Nel novembre scorso approvate anche norme sul daspo urbano
Migranti camminano in strada, accoglienza

MILANO - Finora solo per le sale da gioco e slot machine si era disposto la distanza di sicurezza da luoghi sensibili, come scuole, oratori o ospedali. Calolziocorte, piccolo comune di circa 13mila abitanti in provincia di Lecco, ha aperto ora una nuova strada: il Consiglio Comunale, nella seduta di lunedì 8 aprile, ha infatti approvato una delibera con cui istituisce le zone rosse e le zone blu, in cui l'apertura di un centro di accoglienza è rispettivamente vietato o ammesso previo nulla osta del Comune. Le zone rosse sono quelle della stazione ferroviaria e le scuole, mentre le zone blu riguardano la biblioteca e gli oratori. "Tra i centri di accoglienza e le zone sensibili dovrà esserci una distanza minima di 150 metri, misurata calcolando il percorso pedonale più breve", recita la delibera. Favorevoli le forze politiche della maggioranza (Lega, Forza Italia, Fratelli D'Italia), contrarie le opposizioni (Cittadini Uniti e Cambia Calolzio). Il sindaco leghista Marco Ghezzi, nel suo intervento in Consiglio comunale, ha sottolineato che in questo modo si "realizza un piano di governo per la collocazione delle strutture d'accoglienza" e che non si tratta  di "un'operazione per impedire l'introduzione di centri di accoglienza". Per Diego Colosimo di Cambia Calolzio, è invece un provvedimento "privo di motivazione visto che non ci sono mai stati problemi con i richiedenti asilo e non avrà nessun risultato concreto".

La storia di questa delibera inizia nel giugno dell'anno scorso, quando si è cominciato a discuterne nelle commissioni. All'inizio la distanza di sicurezza doveva essere addirittura di 300 metri ed erano considerati zona rossa anche gli oratori, ma poi questi ultimi sono passati a zona blu visto che è proprio nei locali dell'oratorio di Rossino che sono ospitati una quindicina di richiedenti asilo. La delibera approvata lunedì scorso non è retroattiva, ma in futuro se le parrocchie vorranno avviare nuove accoglienze dovranno chiedere il nulla osta al Comune.

Il Consiglio comunale di Calolziocorte ha dedicato al tema sicurezza anche altre sedute nel corso del 2018 e il 16 novembre ha approvato una modifica al regolamento di Polizia urbana per introdurre il cosiddetto "daspo urbano", ossia una misura con cui un sindaco, in collaborazione con il prefetto, può multare e poi stabilire un divieto di accesso ad alcune aree della città per "chiunque ponga in essere condotte che impediscono l'accessibilità e la fruizione" di infrastrutture o luoghi pubblici. Ebbene, il Comune di Calolziocorte ha specificato che applicherà il daspo urbano intorno alla stazione e alle scuole. Quindi le zone rosse (divieto di centri di accoglienza) e zone per il daspo urbano coincidono. Resta da capire se questa "coincidenza" avrà delle ripercussioni o meno sulla vita degli immigrati di Calolziocorte. (dp)

 

 

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