29 marzo 2016 ore: 11:56
Economia

Una valigia di sogni e un gioco di ruolo per riflettere su povertà e solitudine

Festival del Gioco di Modena (2-3 aprile). Due performance ludiche dedicate all'incontro con l'altro e con lo straniero si confrontano tra le proposte di venerdì primo aprile a Play
Festival del gioco. foto 1

Foto di Luigi Ottani

ROMA - “Siamo partiti da una coperta, un pezzo di cartone e un paio di scarpe. Da questi tre oggetti, in qualche modo simbolo di emarginazione, abbiamo sviluppato l'idea di un evento di gioco che possa far riflettere sull'incontro con chi è considerato straniero, diverso, ai margini della società”, racconta Giorgio Gandolfi, uno degli organizzatori del Festival del gioco di Modena, Play. “Il viaggio dei sogni” è uno degli eventi che il festival ludico modenese, in programma il primo fine settimana di aprile, dedicherà ai temi sociali. L'allestimento del gioco è realizzato con i materiali del mercatino dell'usato dell'associazione Porta Aperta, che dal 1978 a Modena si occupa di accoglienza di persone senza dimora o in difficoltà. Ai partecipanti, grandi o bambini, si chiede di preparare la propria valigia scegliendo alcuni degli oggetti messi a disposizione. Gli scatti delle valigie, accompagnati dai pensieri dei partecipanti, saranno condivisi sulla pagina facebook del “Viaggio dei sogni”, diventando parte di una riflessione collettiva sull'alterità, le differenze e le somiglianze tra le persone.

Foto di Luigi Ottani
Festival del gioco. foto 2

“Abbiamo individuato alcuni oggetti legati al tema della fuga e dell'esilio, ma non solo”, racconta ancora Giorgio: “Ci saranno pagine di vecchi libri, giocattoli, una bandiera italiana molto consunta e tante chiavi abbandonate, che non aprono più nessuna porta”. Guidati dai volontari del festival e dell'associazione Porta Aperta, i partecipanti immagineranno un sogno a partire dalla propria valigia e potranno scoprire quali storie ci sono dietro gli oggetti che hanno scelto. Tra i conduttori del gioco, la giornalista modenese Laura Solieri, che all'associazione Porta Aperta ha di recente dedicato un libro, “Argini Margini”, realizzato a quattro mani con il fotografo Luigi Ottani.

Foto di Luigi Ottani
Festival del gioco. foto 3

Ai temi dell'emarginazione, della solitudine, di cosa si provi a vivere senza denaro e senza contatti in una grande città, è stato dedicato anche il gioco “La leggenda di Parsifal”, un gioco di ruolo dal vivo che a Modena verrà presentato come caso di studio all'interno del convegno “Gioco e realtà”, sempre nell'ambito del festival Play. Nel settembre 2015, a Roma, sessanta persone hanno partecipato per quattro giorni consecutivi al gioco di ruolo immersivo 'La leggenda di Parsifal' organizzato dall'associazione Chaos League. Per quasi cento ore, i partecipanti hanno simulato di essere persone che, per un motivo o per un altro, si trovavano in condizione di emarginazione e solitudine e hanno interagito, sempre nei panni dei propri personaggi, con i passanti inconsapevoli. 

“Obiettivo del gioco, serio e impegnativo, era esplorare i concetti di marginalità e moralità, mettere alla prova convinzioni, confrontarsi con l'alterità”, spiega uno degli autori, Andrea Giovannucci, nella presentazione del proprio intervento. Il gioco ha ricevuto l'apprezzamendo di Terry Gilliam, alla cui “Leggenda del Re Pescatore” gli autori si sono in parte ispirati per la costruzione del mondo in cui si è svolto il gioco. Sia la presentazione di Giovannucci, sia la performance “Il viaggio dei sogni” sono in programma venerdì primo aprile negli spazi messi a disposizione dall'Università di Modena e Reggio Emilia in via San Geminiano 3. (Giulia Bondi)

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