5 settembre 2018 ore: 15:34
Immigrazione

Diciotti, 5 migranti accolti in Romagna. “Sono molto spaventati”

La Comunità Papa Giovanni XXIII ha accolto in 3 strutture in Romagna 5 migranti eritrei arrivati in Italia con la nave Diciotti. Non sarà, invece, l’Eremo di Ronzano a ospitare i due migranti che arriveranno nella Diocesi di Bologna
La nave diciotti nel porto di Catania 4

BOLOGNA - Uno ha 50 anni, gli altri ne hanno tra i 33 e i 35. Cinque persone in tutto, 5 eritrei che dopo il viaggio dalla Libia e lo stallo nel porto di Catania proveranno a ricostruire il loro futuro a partire dalla Romagna, accolti in 3 strutture della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Prima nel viaggio non si conoscevano. “Sono andato a prenderli venerdì a Rocca di Papa – spiega Jonatha Ricci, responsabile del settore immigrazione della Papa Giovanni per le province di Ravenna e Forlì-Cesena –. Li ho trovati molto spaventati. Prima il viaggio dalla Libia, poi il limbo a Catania, infine i giorni al grande centro di Rocca di Papa, un centro che conta 350 posti letto. Spaventati e spaesati, anche se a Rocca di Papa sono entrati in contatto con i loro connazionali, supportati anche dai mediatori. Certo, ora li aspetta una realtà diversa. Al momento abbiamo qualche problema con la lingua, visto che loro parlano solo tigrino, ma confidiamo che presto tutto sarà più semplice”. Primi step dell’accoglienza, gli incontri per spiegare il sistema italiano dell’accoglienza e, soprattutto, tranquillizzarli: “È importante che sappiano cosa li aspetta, che siano messi a parte delle tempistiche, talvolta anche molto lunghe, per il riconoscimento”, continua Ricci.

La Giovanni XXIII è stata tra i protagonisti della vicenda, come rivelato da Papa Francesco sul volo di ritorno dall’Irlanda e ricostruito da Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità e successore, al secondo mandato, di don Oreste Benzi: “La mediazione è nata tramite don Aldo Buonaiuto (membro della Papa Giovanni, ndr), perché conosce il ministro Salvini e conosce bene anche il cardinal Bassetti, presidente della Cei – ha spiegato –. In questa vicenda si era creata un’impasse e dunque si è pensato che la Chiesa potesse fare qualcosa. Io come responsabile sono stato d’accordissimo alla mediazione di don Aldo Buonaiuto, il quale è rimasto in stretto contatto con me e mi ha sempre chiesto conferma dei suoi passi. Ed io li ho confermati ben volentieri. Questo silenzioso lavoro diplomatico è stato un atto di giustizia, ha sbloccato una situazione molto critica, insostenibile per i migranti, che stava dividendo il Paese”.

Non sarà l’Eremo di Ronzano, invece, ad accogliere i 2 migranti della Diciotti che saranno ospitati dalla Diocesi di Bologna: “Noi avevamo dato la nostra disponibilità – spiega frate Benito Fusco – ma ci è stato comunicato che non arriveranno qui. Nel frattempo, però, sono arrivati due minori stranieri non accompagnati: ora ne accogliamo 23. Qui da noi vivono anche 3 famiglie eritree arrivate attraverso i Corridoi umanitari della Comunità di Sant’Egidio. Hanno 5 bambini, tutti vanno a scuola, chi all’asilo, chi alle elementari. Siamo orgogliosi di quanto avviene nel nostro eremo: il merito è della cooperativa DoMani, che ci insegna quotidianamente il valore dell’ospitalità e della solidarietà”. (Ambra Notari)

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