25 agosto 2017 ore: 12:06
Salute

Difficoltà di accesso alle cure e ai farmaci, "servono nuove politiche"

L’appello arriva dal convegno organizzato da Banco Farmaceutico al Meeting di Rimini. La povertà assoluta cresce, e sempre più persone rinunciano a curarsi per motivi economici. Promossa la legge anti-sprechi, ma si aspetta il decreto attuativo sulla donazione dei farmaci
Farmaci, povertà sanitaria, salute

RIMINI - “Sono 12 milioni gli italiani che rinunciano a curarsi e in questi ultimi anni è cresciuta gradualmente la difficoltà di assistenza sanitaria”: esordisce così mons. Carmine Arice, Direttore nazionale per la Pastorale della Salute Cei in occasione del convegno “Difficoltà di accesso alle cure e ai farmaci e risposte per un nuovo sistema sanitario” promosso da Banco Farmaceutico al Meeting di Rimini. Mons. Arice sottolinea le differenze da regione a regione ma, spiega, “a noi interessa tutta l’Italia. In questo contesto socio culturale occorre pensare in particolar modo alla popolazione anziana che su 12,5 milioni di over 65 registra la presenza di ben 3 milioni di non autosufficienti”. E richiama un pensiero di Papa Francesco: “Mettere al centro di ogni azione politica e culturale la persona malata considerata nella sua piena dignità”.

Al convegno, Maria Chiara Gadda, prima firmataria della legge anti-sprechi, ha sottolineato il lavoro fatto in questi ultimi mesi: “Con la legge 166/2016 (quella anti-sprechi, appunto, ndr), il reddito di inclusione e la riforma del Terzo settore, la politica – insieme con tutti gli altri attori coinvolti – si è fatta carico del tema della povertà in tutte le sue forme”, assicura. E annuncia l’impegno a chiudere il cerchio, entro l’anno, con il decreto attuativo sulla donazione dei farmaci: “La 166 ha semplificato il quadro normativo di riferimento rendendo più accessibile e conveniente donare beni in eccedenza, con particolare riferimento a cibo e farmaci, grazie anche all’introduzione di specifiche agevolazioni”. Le fa eco Davide Faraone, sottosegretario alla Salute: “Emaneremo i decreti attuativi della legge anti-sprechi nel più breve tempo possibile”.

Gli stessi dati a disposizione dell’Osservatorio Donazione Farmaci di Banco Farmaceutico hanno confermato questi passi avanti, che corrono, però, paralleli a una situazione che, dopo la ripresa fatta registrare lo scorso anno, oggi, invece, è peggiorata. Nel 2016 erano 4,6 milioni gli italiani in povertà assoluta (500 mila in più rispetto al 2015), pari al 6,1 per cento delle famiglie (erano il 5,7 per cento l’anno precedente). In particolare, nel 2016 oltre 12 milioni di italiani hanno dovuto limitare il numero di visite mediche o gli esami di accertamento per motivazione di tipo economico.

“Gli anni della crisi hanno modificato sostanzialmente il profilo della povertà in Italia – spiega Salvatore Geraci, responsabile dell’Area Sanitaria della Caritas di Roma –: oggi, protagonisti sono anche i giovani, al Sud come al Nord, non solo famiglie numerose, ma anche chi ha un lavoro. In questa situazione certamente più complessa di un tempo, si inserisce anche la cosiddetta povertà sanitaria: l’11,2% delle 190.465 persone che si sono rivolte in un anno nei centri d’ascolto delle Caritas in tutta Italia, lo hanno fatto per problematiche sanitarie”. Se il Servizio sanitario nazionale resta il perno fondamentale dell’assistenza come strumento democratico del diritto alla tutela della salute, “si devono mettere in campo politiche specifiche di contrasto alle disuguaglianze – rivedendo per esempio alcuni criteri sull’esenzione dal ticket – e attivare una vera sussidiarietà trasversale valorizzando un sistema recettoriale di prossimità che il volontariato, laico e confessionale, il privato sociale e in genere il terzo settore può mettere in campo con passione e professionalità”.

D’accordo anche Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus: “Gli effetti della crisi persistono e si stanno estendendo a porzioni sempre più ampie di popolazione. Sia alle fasce medie, che sperimentano sempre più difficoltà, sia a chi era già povero e oggi lo è ancora di più”. Daniotti, di fronte a questa situazione, chiede che tutti facciano la propria parte: “Noi facendo al meglio il nostro lavoro; la politica, individuando azioni e misure efficaci volte a facilitare le donazioni, impedire lo spreco e, soprattutto, valorizzare quei soggetti appartenenti al mondo del Terzo settore che quotidianamente lavorano per sostenere gli indigenti”. (Ambra Notari)

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