28 aprile 2015 ore: 14:09
Immigrazione

Digiuno a staffetta per chiedere al governo di ripristinare Mare Nostrum

Per ora sono una trentina i partecipanti. Si andrà avanti fino al 20 maggio e chiunque può aggiungersi. Valentina Sachero, una delle ideatrici: "Vogliamo delle risposte perché Triton non è una risposta al dramma di migliaia di persone che cercano una vita migliore"
Mare nostrum: ?#?iodigiunoperché
Mare nostrum: ?#?iodigiunoperché

MILANO - Per ora sono una trentina, non tutti si conoscono e l'hanno saputo grazie al passa parola sui social network. A turno digiunano per chiedere il ripristino dell'operazione Mare nostrum e una nuova legge su immigrazione e diritto d'asilo. "È una forma di azione non violenta ed esprime la richiesta di riempire un vuoto legislativo", spiega Valentina Sachero, una delle ideatrici della staffetta #iodigiunoperché. Hanno creato un blog e una pagina facebook dove spiegano perché e come partecipare al digiuno. "Siamo convinte che ognuno può fare la sua parte -aggiunge-. Vogliamo dal Governo e dal Parlamento delle risposte perché Triton non è una risposta al dramma di migliaia di persone che cercano una vita migliore".

Il digiuno a staffetta durerà fino al 20 maggio e chiunque può aggiungersi. Si tratta di un digiuno soft, è possibile bere succhi di frutta o latte per esempio. "Vogliamo che sia alla portata delle persone comuni, e che sia vissuto in maniera positiva e che preservi la serenità". Sulla pagina facebook vengono postate le motivazioni di chi aderisce. "Manderemo poi la lista di chi ha partecipato al Governo e ai presidenti di Camera e Senato, per dimostrare che c'è chi è disposto a digiunare per chiedere un cambiamento - sottolinea Valentina Sachero-. Chiediamo a chi aderisce di rendere pubblico il proprio digiuno, magari indossando un nastro bianco". (dp)

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