Disabile discriminata da infermiera dell’Umberto I: la denuncia di Spes contra Spem
ROMA - "Ma perche’ questa stamattina è dovuta venire proprio qui? 'Ste persone, se cosi’ si possono chiamare, dovrebbero rimanere a casa e vivere la loro vita in serenità, senza lo stress di venire in ospedale". Secondo la cooperativa sociale “Spes contra spem” sarebbero le parole pronunciate lo scorso 10 agosto da un’infermiera dell’Umberto I al momento di fare un prelievo, poi negato dalla stessa, ad una ragazza disabile trasportata in ambulanza con urgenza per un’emorragia nell’ospedale romano. La ragazza colpita da cerebropatia infantile con insufficienza mentale e comizialità vive nella casa famiglia “Casablu”.
"Dopo le nostre insistenze - denuncia la cooperativa Spes contra spem- la dottoressa presente in sala è intervenuta e ha fatto lei il prelievo. Quell’infermiera si sarà preoccupata del fatto che Giulia avrebbe potuto capire quello che ha detto? Constatiamo con tristezza che ancora tanta strada c’e’ da fare nei nostri ospedali, nella direzione del rispetto delle persone, a prescindere dalla loro patologia o disabilità. Sembra assurdo: proprio il luogo deputato ad accogliere e curare ogni sorta di malattia, si trova culturalmente impreparato di fronte alla disabilità. Come se ci fossero vite degne di essere vissute (e curate) e altre no. Pensavamo di aver sepolto questa idea con il nazismo 70 anni fa...". Eppure, prosegue la cooperativa sociale, è scritto "nella Costituzione e l’articolo 3 parla chiarissimo: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso di razza, di lingua di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.)’. Purtroppo per Giulia non è stato così. Non è nazismo, è totale impreparazione culturale delle persone e delle strutture". Per questo ‘Spes contra spem’ chiede con forza al Policlinico Umberto I "di adottare la carta dei diritti delle persone con disabilita’. Non solo per risarcire Giulia del torto subito - sottolinea - ma per evitare a tutte le ‘Giulie’ che arriveranno di sentirsi dire cose simili", conclude.
Dg Umberto I: Disabile discriminata? Avvierò indagine...". "Se l’infermiera non e’ impazzita improvvisamente... Come si fa a fare una cosa del genere? Saro’ costretto ad avviare immediatamente un’indagine interna per individuare il responsabile, se ci dovesse essere, di quanto denunciato dalla cooperativa sociale": così risponde il direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma, Domenico Alessio, interpellato dall’Agenzia Dire. "È assolutamente inconcepibile - prosegue Alessio - che in una struttura pubblica possa accadere una cosa del genere... Non credo che ci si possa inventare un fatto di sana pianta, qualcosa sarà accaduto... Di fronte ad una denuncia così grave non posso che avviare un’indagine per individuare innanzitutto questa persona. Dopodiché, se le cose stanno davvero così, è ovvio che procederemo immediatamente- conclude il dg dell’Umberto I- per accertare le responsabilità di questo operatore sanitario” (DIRE)