17 marzo 2014 ore: 14:31
Disabilità

Disabili e università, i tutor sono i compagni di corso

L’1% degli iscritti all’università di Modena e Reggio Emilia è disabile: 234 motori e 103 quelli con disturbi dell’apprendimento. A seguirli nelle attività 70 studenti. Guaraldi (Unimore): “Puntiamo all’integrazione e alla competenza perché non esistono lauree di serie b”
Universitario disabile, su carrozzina

MODENA – Sono 234 gli studenti con disabilità motoria iscritti all’Università di Modena e Reggio Emilia, 103 quelli con disturbi dell’apprendimento. Su circa 23 mila iscritti, i disabili rappresentano l’1 per cento della popolazione studentesca, “una percentuale molto alta se si pensa che la media nazionale degli atenei è dello 0,5 per cento”, spiega Giacomo Guaraldi, responsabile servizio accoglienza studenti disabili dell’Università. Oltre a benefici economici e ausili informatici, gli studenti che si iscrivono a Modena e Reggio Emilia possono avvalersi di un tutor, alla pari o didattico. Il primo è uno studente che aiuta il compagno con una disabilità negli spostamenti tra le aule, nella trascrizione di appunti e per il recupero del materiale didattico, un aiuto insomma nello svolgimento delle attività quotidiane. Gli altri, invece, sono compagni di corso con competenze specifiche che aiutano i disabili con l’apprendimento e lo studio privato. A oggi sono una settantina gli studenti che svolgono il servizio di tutoraggio. “Noi non vogliamo che sia l’università ad andare a casa degli studenti disabili, ad esempio con lezioni on line, ma facciamo di tutto affinché si integrino nella vita di ateneo – spiega ancora Guaraldi – Inoltre vogliamo favorire l’apprendimento in modo che abbiano le stesse competenze degli altri. Qui non esistono lauree di serie b”. Sono una decina gli studenti disabili che si laureano ogni anno.

Non tutti i giovani che fanno domanda per diventare tutor, poi accettano l’incarico. Il motivo? “Succede perché – spiega Guaraldi –  il compito non è facile da portare avanti e magari qualcuno si scontra con le difficoltà dello studio o è prossimo alla laurea. Chi accetta però è molto motivato e svolge un lavoro efficiente e competente senza cadere nell’assistenzialismo”. E, aggiunge: “I nostri tutor sono sensibili e competenti, chi ne trae vantaggio sono gli studenti disabili, tutti molto soddisfatti”. Le ore di assistenza sono retribuite e spesso, a fare richiesta per diventare tutor, sono gli studenti di scienze dell’Educazione e della Formazione. “All’interno di queste ore è previsto anche un corso di formazione obbligatorio per tutti i tutor ma aperto anche agli altri studenti interessati”. Sette incontri da 3 ore l’uno per acquisire competenze minime, conoscere le disabilità e imparare a relazionarsi con chi è disabile. Gli studenti che seguono il corso dovranno anche sostenere un esame che, se superato con esito positivo, riconoscerà 3 crediti formativi. “Ci sono ragazzi che seguono il corso solo per i crediti – conclude Guaraldi – per noi però è sempre una forma di sensibilizzazione”. 

Le lezioni inizieranno il 19 marzo e saranno tenute, sia a Modena che a Reggio Emilia, da docenti dell’università stessa ed esperti esterni. Per iscriversi c’è tempo fino a martedì 18 marzo e si può mandare la richiesta sul sito dell'università. (irene leonardi)

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