4 marzo 2016 ore: 15:26
Disabilità

Disabili “eterni ragazzi”? Il convegno Erickson smonta lo stereotipo

Appuntamento oggi e domani a Rimini. I direttori scientifici Ianes e Folgheraiter: "Impostare un rapporto adulto può aiutare a considerare meglio le loro esigenze e aspettative, con benefici per la qualità della vita e un rafforzamento del loro diritto a scegliere autonomamente del proprio futuro”
Convegno Erickson. #Sono adulto

ROMA – Disabili “eterni ragazzi”: una visione stereotipata e fuorviante, ma molto diffusa in Italia e non solo. Specialmente quando la disabilità non è nel corpo ma nella psiche, l'immagine di una eterna giovinezza accompagna facilmente questa condizione. Con tutto ciò che ne consegue, a livello personale, sociale e perfino politico. Per superare questo grande “malinteso”,si svolge oggi e domani a Rimini il convegno Erickson “Sono adulto. Disabilità: diritto alla scelta e progetto di vita”. Un convegno che vuole mettere a fuoco la condizione di quelle persone con disabilità di trenta, quaranta o anche cinquant’anni, “signori e signore trattati come fossero ancora adolescenti da familiari – spiegano i promotori - e operatori che vivono al loro fianco e se ne prendono cura. In realtà, questi eterni ragazzi, in molti casi sono uomini e donne che – pur con difficoltà – stanno facendo un percorso di vita e di crescita”. 

Convegno Erickson. #Sono adulto

Di fatto, l’ingresso delle persone con disabilità nell’età adulta è un percorso accidentato: difficile l'accessoal mondo del lavoro, complicata la scelta del luogo e della casa dove andare ad abitare, remota la possibilità di vivere una vita sessuale e di coppia, talvolta condizionata dai limiti anche severi posti dalle disabilità. Di tutte queste difficoltà si parlerà al convegno, soprattutto con lo psicologo Carlo Lepri, l’assistente sociale Ivana Ferrazzoli, la psicologa Cecilia Marchisio e lo psicoterapeuta e sessuologo Fabio Veglia. 

Si parlerà poi di “autodeterminazione nelle persone con disabilità”, a partire dal necessario ripensamento della programmazione degli interventi e dei servizi rivolti alla disabilità adulta, nella prospettiva di coniugare il potenziamento della qualità della vita tramite un’attenta analisi dei bisogni individuali e l’innalzamento della qualità della riabilitazione. Sul tema interverranno Dario Ianes e Lucio Cottini, docenti di pedagogia speciale, il sociologo Renzo Scortegagna, lo psicologo e fondatore della Fattoria Sociale Fabio Comunello. 

E si parlerà di “siblings” , i fratelli e le sorelle delle persone con disabilità, soprattutto durante il dibattito sul “Dopo di noi” e sulla legge che, dopo l'approvazione alla Camera, ha appena ripreso il suo iter in Senato. Su questo interverrà, tra gli altri, Roberto Speziale, presidente dell’Anffas, che proprio in questi giorni ha esaminato il testo nel dettaglio, individuando 10 punti su cui è utile un intervento. Tra le testimonianze di persone con disabilità, sono previste quelle di Claudio Imprudente, tra gli ideatori del “Progetto Calamaio”, Cinzia Rossetti del Movimento vita indipendente e don Giacomo Panizza, il prete operaio fondatore del Progetto Sud.

Obiettivo del convegno è quindi sostenere un cambiamento culturale ma anche sociale, come spiegano i direttori scientifici, Dario Ianes e Fabio Folgheraiter: “Smettere di considerare le persone con disabilità eterni ragazzi e impostare un rapporto adulto può infatti aiutare a considerare meglio le loro esigenze e aspettative, con benefici per la qualità della vita e un rafforzamento del loro diritto a scegliere autonomamente del proprio futuro”.

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