23 maggio 2016 ore: 17:41
Disabilità

Disabili, giudice di Bologna: chi è senza reddito, non paghi assistenza

Le richieste di pagamento del Comune di Bologna nei confronti dei disabili privi di reddito e delle loro famiglie per la frequenza dei Centri diurni sono illegittime: lo ha deciso il Giudice di pace Francesco Fiore, accogliendo la richiesta della madre di un disabile
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Bologna - Le richieste di pagamento del Comune di Bologna nei confronti dei disabili privi di reddito e delle loro famiglie per la frequenza dei Centri diurni sono illegittime. Lo ha deciso il Giudice di pace Francesco Fiore, che, accogliendo la richiesta della madre di un disabile, ha stabilito, fa sapere il legale Leonardo Colafiglio, che "secondo l'attuale assetto normativo i portatori di handicap privi di reddito, che percepiscono solo la pensione di invalidita' e l'assegno di accompagnamento, non sono tenuti a contribuire in alcun modo per usufruire dei servizi socio-assistenziali erogati dal Comune, compresa la frequenza dei Centri diurni".

Nella sentenza, il giudice smonta la linea difensiva del Comune, secondo cui spetta alla Regione "la valutazione economica dell'utente", e sempre la Regione avrebbe, in base all'articolo 117 della Costituzione, "potesta' esclusiva in materia di servizi assistenziali". Riferimenti palesemente sbagliati, a parere di Fiore, che citando l'articolo 117 ricorda che lo Stato ha legislazione esclusiva nella "determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale", cosi' come e' di sua competenza la normativa fiscale. Come se non bastasse il giudice, richiamando la legge del 2000 sui servizi sociali, osserva che le Regioni sono tenute a garantire, in ogni caso, il servizio dei "centri di accoglienza residenziali o diurni a carattere comunitario". Percio', tenendo anche conto del fatto che il criterio per 'pesare' la disponibilita' economica degli utenti e' l'Isee, in cui non si considera l'assegno di accompagnamento, Fiore ha dato torto al Comune, condannandolo a pagare "1.000 euro di spese legali, oltre al rimborso del contributo unificato".

(DIRE)

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