8 giugno 2014 ore: 14:47
Disabilità

Disabili intellettivi. Cei, catechesi con app e musica

Donatello (Cei): Sensibilizzazione all’inclusione di persone con disabilità in circa 130 su 220 diocesi italiane. I tutor di Hotel a 6 stelle: “Emanuele e Martina ci hanno aiutatoTestimonianze di spiritualità di persone down al convegno “Diversi da chi”.
Catechismo in lingua dei segni, lis

ROMA - Le persone con disabilità gravi in quanto capaci di amore e spiritualità e la loro partecipazione attiva nella vita della Chiesa e nelle parrocchie è stato al centro del dibattito all’interno convegno “Diversi da chi? L’altro come risorsa”, organizzato ieri dall’Aipd nella sede di Radio Vaticana a Roma.

Luigi Manconipresidente commissione diritti umani del Senato, ha sottolineato come tra gli ostacoli al riconoscimento dell’importanza sociale delle persone con disabilità ci sia anche la politica: “C’è un’insensibilità antropologica, funzionalistica e utilitaristica, che dà dignità a chi serve, a chi è utile, e si somma a pregiudizi culturali di idea di forza”. Per Manconi si tratta di una visione “di natura consumistica e salutista”, “che rende la persona con disabilità, nella migliore delle ipotesi oggetto di assistenza paternalistica”. Inoltre, ha sottolineato il presidente della Commissione Diritti umani del Senato, “si tratta di appena 40mila persone con sindrome di down, così come appena 60mila detenuti nelle carceri italiane e poche centinaia di immigrati nei cie”. “Non hanno capacità di portare consenso elettorale, possono non essere ascoltati”. “Il corpo della sua condizione di unicità e sofferenza, nella politica non c'è”. Manconi ha ricordato come sia doveroso oggi “avere la capacità di consentire alla minoranza di entrare nel gioco democratico”, esigenza evidenziata dalle azioni del Papa: “che hamesso al centro il corpo, anche sofferente, come soggetto di dignità”. 

Costanza Galli, religiosa e dirigente medico della Asl 6 di Livorno, ha affrontato il tema di coloro la cui disabilità è talmente grave, che vengono considerati da alcune correnti di pensiero “esseri umani ma non persone” in base a una supposta “mancanza di consapevolezza”. Per Galli la risposta è quella dei vangeli: “Accogliere l'uomo sempre e comunque”.  Veronica Donatello, religiosa, responsabile del Settore catechesi per le persone disabili della Cei, un ufficio esistente dal 1999, ha affermato di aver fatto un lavoro di sensibilizzazione in circa 130 su 220 diocesi italiane, attraverso la progettazione e svolgimento di corsi di formazione. Si tratta principalmente di due attività formative: Un corso di accompagnamento alla morte della persona disabile, anche in collaborazione con la Caritas con l’ufficio giuridico della Cei, e formazione specifica per catechisti, in collaborazione con l’Università Salesiana, anche attraverso l’utilizzo di strumenti digitali e artistici: “Abbiamo creato un’app per sostenere il percorso di catechesi e fatto un lavoro sull’uso della musica, soprattutto per disabili gravi”. “Inoltre , ha affermato la religiosa, alcune diocesi hanno creato strutture "dopo di noi," e "durante noi". Fondamentale per la religiosa il passaggio “Da "io mi prendo cura di te" a "tu sei mio fratello"”.

Ruggero Piperno, psichiatra e psicoterapeuta dell’Opera Don Calabria, ha affermato che “il gesto solidale per se stesso migliora il tessuto umano di cui fa parte, ed è espressione del detto talmudico chi salva una vita salva il mondo intero”, tuttavia, “il senso dell'esclusione si infiltra precocemente in ciascuno, e provoca sempre sofferenze”. “Se i canoni imperanti sono l'arroganza e il predominio”, ha riflettuto Piperno, “se non li ho, è vergogna per me e per coloro che mi amano”. “E’ un segno dei tempi che dobbiamo tenere sotto controllo”, ha concluso. Giuseppe Brunelli, fondatore e direttore dell’Opera don Calabria ha parlato della spiritualità delle persone con disabilità come sua esperienza concreta: “Quando vedo una lacrima nel volto di una persona down, o un sorriso, mi chiedo cosa c'è la dietro”. Brunelli ha voluto espimere il percorso che la realtà da lui fondata, che lavora con disabilità mentali, sta affrontando: “Stiamo camminando e non vogliamo arrivare, ma vogliamo camminare abbracciati”. “Difendere loro e i loro diritti, portarli nei tavoli importanti sempre”.

Hanno poi portato le loro testimonianze i due tutor nell’albergo dove è stato girato il programma “Hotel a 6 stelle” realizzato dalla Rai realizzato in collaborazione con l’Aipd. “La cucina è meno allegra, senza Emanuele”, ha detto Tommaso tutor del ragazzo down. Deborah Forgione ha detto di Martina: “Ha tirato fuori delle risorse da quella vita piatta dentro a quell'albergo, ha tolto quel cinismo che si crea durante gli anni, loro non hanno filtri e ci hanno aiutato a esprimerci, anche noi”. “Martina alla fine era in grado di lavorare da sola”, ha ricordato Forgione. “Hotel a 6 stelle, ha annunciato il presidente dell’Aipd di Roma Giampaolo Celani, sarà replicato, in prima serata il 16 giugno e si pensa di preparare hotel 6 stelle bis”. “Gran parte ragazzi down possono lavorare”, ha ricordato Enzo Remicci, attuale presidente Locanda Girasoli e presidente del Consorzio Sintesi che opera dell’inserimento al lavoro disabili. “La persona Down ti fa girare la vita in maniera diversa, riesce a rendere le persone che non conoscono la disabilità sensibili e solidali”. 

Elena Improta, presidente dell’associazione Oltre Lo Sguardo e madre di un ragazzo con grave disabilità ha ricordato con emozione il suo percorso all’interno delle strutture della Chiesa e in cui non sempr si è sentita accolta “ma il momento della Comunione è stato sentito da Mario in maniera fortissima”. “Lui non parla ma conosce benissimo la strada per il cimitero del nonno”. (Ludovica Jona)

 

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