27 settembre 2016 ore: 12:12
Disabilità

Disabilità, appello a Renzi per salvare il Centro per l’autonomia umbro

La denuncia del presidente Andrea Tonucci che invita i disabili e le loro famiglie a mandare una mail al premier per scongiurare la chiusura del servizio attivo da 13 anni che “è stato di beneficio per tante persone, ma la cui esperienza rischia di essere dispersa”. Da ottobre i lavoratori saranno in cassa integrazione
Disabilità. Carrozzina in penombra

TERNI – “Il 17 settembre a Firenze, in occasione della V Conferenza nazionale sulla disabilità, Matteo Renzi, in risposta alla mia denuncia di imminente chiusura del Centro per l’autonomia umbro, mi ha sollecitato a inviargli una mail per spiegargli i problemi dei ritardi dell’Umbria in materia di vita indipendente. Sono certo che non farai mancare il tuo contributo per rendere quanto più incisivo un appello che può rappresentare l’ultima spiaggia per il Centro per l’autonomia umbro”. Inizia così la mail con cui Andrea Tonucci, presidente del Centro per l’autonomia umbro (che fa parte del network del Cerpa Italia onlus), chiede a persone disabili e non, familiari, amici, conoscenti, colleghi di inviare a loro volta una mail al Presidente del Consiglio per scongiurare la chiusura del centro.

“Quest’anno facciamo 13 anni di attività – racconta Tonucci – ma è la prima volta che non abbiamo voglia di festeggiare perché troppo presi dall’imminente chiusura”. Già nel 2012 Tonucci aveva denunciato le difficoltà del centro che si finanzia in parte con risorse provenienti dal Fondo nazionale per la non autosufficienza, “che quell’anno è stato azzerato”. La situazione è andata via via aggravandosi, complici anche i ritardi nella realizzazione da parte del Comune di Terni della struttura progettata (nel 2003) per ospitare il centro. “Qui paghiamo un affitto e abbiamo accumulato un debito che ci azzererà il capitale sociale e ci porterà alla chiusura – aggiunge Tonucci – Purtroppo i soggetti in capo ai quali ricade una precisa responsabilità istituzionale in materia, a partire dalla Regione, tardano a dare risposte concrete, essenziali per garantire la sostenibilità presente e futura del Centro per l’autonomia umbro e sebbene la struttura sia quasi pronta, oggi è più probabile la definitiva chiusura di questa esperienza”. A partire da ottobre i lavoratori saranno messi in cassa integrazione. 

Nato nel 2000 come progetto dell’allora Associazione Paratetraplegici della provincia di Terni (oggi Associazione Vita indipendente Umbria), il Centro per l’autonomia umbro è stato inserito, in occasione del primo Piano sociale di zona dell’ambito territoriale n. 10, tra i progetti innovativi in ambito comunitario. Grazie a un bando del ministero del Welfare, il progetto ha ottenuto un finanziamento che ha portato l’associazione a creare la cooperativa sociale Mosaic – tra i fondatori ci sono 11 persone con disabilità – per la gestione del centro, inaugurato nel 2003. Il centro si ispira ai principi della vita indipendente riconosciuta come diritto fondamentale di ogni persona dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e al modello bio-psico-sociale proposto dall’Organizzazione mondiale della sanità ed è un “vero e proprio laboratorio di innovazione culturale in tema di diritti e politiche sulla disabilità – precisa Tonucci – Il nostro obiettivo è sostenere le persone con disabilità nella realizzazione del proprio progetto di vita indipendente”. Per questo nel centro lavora un team di operatori, dalla psicologa alle assistenti sociali, dal tecnico per la progettazione accessibile al terapista occupazionale e al consulente alla pari. 

Il Centro per l’autonomia opera su due livelli, l’empowerment individuale per offrire alla persona disabile motivazioni e strumenti per realizzzare il proprio progetto di vita e l’empowerment comunitario per accrescere la capacità della comunità di garantire il pieno ed effettivo riconoscimento dei diritti delle persone disabili. Tra i servizi che offre c’è il Contact Center per informare i cittadini con disabilità sulle modalità di erogazione di prestazioni e servizi socio-sanitari, il Centro di documentazione sulla disabilità, lo showroom degli ausili, l’adattamento delle abitazioni per rimuovere ostacoli e barriere e l’addestramento delle persone disabili all’uso di ausili, il Centro di mobilità con simulatore di guida, prove di guida con l’auto adattata. Il centro è anche la sede della Fish Umbria. 

Partito con una dimensione territoriale il Centro per l’autonomia ha guadagnato sempre più una valenza nazionale quale realtà promotrice di una nuova cultura della disabilità e di iniziative per il riconoscimento dei diritti delle persone disabili. I numeri lo dimostrano: alcune schede del Contact Center sono state visualizzate 300 mila volte, “ogni giorno riceviamo telefonate, mail, richieste da tutta Italia ma il materiale andrebbe aggiornato, così come il sito Internet, ma noi non abbiamo le risorse – precisa Tonucci – Il servizio è stato finanziato fino al 2012 poi sempre meno fino al 2014 e nel 2015-2016 non è stato finanziato. Il rischio è che tutto questo patrimonio vada disperso. È stato un beneficio per tanti e potrebbe esserlo per molte più persone se ci venisse data la possibilità di continuare, ma in una dimensione regionale”. (lp)

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