4 febbraio 2015 ore: 15:43
Disabilità

Disabilità, arriva il rimborso alle famiglie per gli assistenti scolastici "ad personam"

Fracesca e Sonia frequentano due licei della provincia di Milano e le loro famiglie hanno dovuto pagare gli assistenti personali, nonostante ne avessero diritto. Dopo l'intervento dei legali della Ledha, Palazzo Isimbardi ha promesso il rimborso per solom per una delle due. L'altra ricorrerà al Tar
Morgenstern/laif/Contrasto Scuola, educazione: aula scolastica, studente con mano alzata

Scuola, educazione: aula scolastica, studente con mano alzata

MILANO - Come spesso accade, la situazione si sblocca quando arriva la lettera dell'avvocato. Come nel caso di Francesca (nome di fantasia), studentessa disabile in un liceo della Provincia di Milano. Per legge avrebbe diritto alla assistenza "ad personam", ossia la presenza di un operatore che l'aiuti nella sua vita quotidiana a scuola. Il problema è che nel settembre scorso la Provincia non aveva ancora attivato il servizio e la scuola e la famiglia hanno dovuto rivolgersi a educatori privati. La famiglia di Francesca ha dovuto accollarsi tutta la spesa. La Ledha e i suoi avvocati hanno quindi inviato a Palazzo Isimbardi una lettera di diffida. Il risultato è arrivato in questi giorni, con la Provincia che ha assicurato il dirigente scolastico dell'istituto frequentato da Francesca che la famiglia riceverà dunque un rimborso per le spese sostenute, grazie ai fondi messi a disposizione da Regione Lombardia.

Meno fortunata è, per ora, un'altra studentessa disabile, Sonia. Anche lei nella stessa situazione di Francesca, ma con la differenza che a settembre la Provincia le aveva assegnato un assistente personale, ma per un numero di ore inferiore a quello di cui aveva bisogno. Nel suo caso la lettera dell'avvocato della Ledha non ha sortito effetti. Da qui la decisione di portare la vicenda di fronte al TAR. "Continueremo a sostenere entrambe le famiglie e a monitorare la situazione - commenta l'avvocato Gaetano De Luca del Servizio Legale Ledha -. Il rischio, per i genitori di Francesca, è che il rimborso della Provincia non sia sufficiente a coprire interamente i costi già sostenuti per l'assistenza ad personam". L'intervento di LEDHA a favore delle due famiglie si è reso necessario a causa dell'inadempienza della Provincia di Milano nell'attivazione del servizio di assistenza. Infatti, nonostante le molte sollecitazioni da parte delle associazioni delle persone con disabilità, ancora a metà del mese di novembre Palazzo Isimbardi non aveva attivato il servizio di assistenza "ad personam" per i ragazzi che frequentano le scuole superiori. Solo recentemente, infatti, la Provincia ha chiesto ai Comuni e agli Uffici di piano di attivare "tempestivamente" il servizio.

© Copyright Redattore Sociale