8 marzo 2019 ore: 10:02
Disabilità

Disabilità e agricoltura. Stefano, Gianmarco e Lucio firmano il primo contratto

Recuperare terreni incolti e avviare al lavoro persone con disabilità intellettiva. Con il sostegno di Fondazione con il Sud e Enel cuore onlus nella campagna intorno a Lecce fioriscono micrortaggi e si prepara la terra per prodotti particolari e poco diffusi

LECCE - Restituire utilità e dignità a persone – e cose – finite ai margini. E’ pienamente al lavoro su questo prezioso obiettivo il progetto “Utilità marginale” che, come il nome tradisce, prende la propria ispirazione da uno dei capisaldi della teoria economica neoclassica. E’ grazie a questa logica che Stefano, Lucio e Gianmarco – tre giovani leccesi con disabilità intellettiva – hanno da poco firmato il primo contratto di lavoro della loro vita, assunti come braccianti agricoli dalla cooperativa sociale Filodolio, partner del

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progetto supportato da Fondazione con il Sud e Enel cuore onlus. “Abbiamo pensato al bando ‘Terre colte 2017’ della Fondazione con il Sud come opportunità per potenziare il lavoro sull’orto di nostra proprietà, già avviato nel 2016”, spiega Maria Teresa Pati, presidente della Fondazione Div.ergo onlus di Lecce, promotrice del progetto vincitore del bando. Le marginalità – sociali, colturali ed economiche – valorizzate quindi per uscire dai margini e diventare patrimonio a disposizione di tanti. Il bando della Fondazione con il Sud, infatti, prevedeva la ricerca e il recupero di terreni incolti e abbandonati, e oltre all’orto già avviato dalla Fondazione Div.ergo ne sono stati individuati cinque in varie zone intorno alla città di Lecce. Per la coltivazione dei terreni sono stati stipulati comodati d’uso con i proprietari.

“E’ proprio nella logica della marginalità da recuperare e della sperimentazione di modelli innovativi che sono state scelte le colture – sottolinea Pati -. Nei terreni, in corso di preparazione, verrà prodotto lo zafferano, grazie alla collaborazione dell’azienda agricola Pezzuto che lo coltiva e ne sostiene la commercializzazione qui nel Salento; i legumi, come la varietà dei ceci di Nardò, e anche la particolare radice di nome topinambur. Inoltre, in una piccola serra presso l’orto già attivo di nostra proprietà stiamo lavorando alla coltura dei micrortaggi, come ad esempio rapa, rucola, cavolo, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari”. Si tratta di colture molto particolari e innovative, dalle significative proprietà alimentari, di cui viene consumato solo il germoglio perché l’ortaggio non viene portato a completa maturazione. E’ già attiva la vendita di questi prodotti attraverso la cooperativa sociale Filodolio, mediante una lista di acquirenti tra famiglie e ristoratori della zona. Dei sei giovani poco più che ventenni già coinvolti a lavorare nell’orto della Fondazione Div.ergo, tre – Stefano, Lucio e Gianmarco – hanno da poco firmato un contratto di lavoro con la cooperativa Filodolio, una tappa fondamentale per acquisire ancora maggiore consapevolezza delle proprie potenzialità e dei risultati che si è in grado di raggiungere lavorando pienamente nel progetto. Sono invece un gruppo di circa dieci persone, di varie età, coloro che sono coinvolti nella coltivazione dei micrortaggi e che hanno stipulato contratti di formazione al lavoro.

Il lavoro delle persone coinvolte si svolge anche con la collaborazione degli adolescenti e giovani adulti volontari dell’associazione di volontariato C.A.Sa., che via via cerchiamo infatti di coinvolgere e formare al volontariato  - aggiunge la presidente della Fondazione Div.ergo -. Stefano, Lucio, Gianmarco e gli altri giovani attivi nel progetto lavorano durante la settimana con ritmi e orari diversi, arrivano nelle aree dove si svolge il lavoro insieme a tutti i collaboratori in modo da decidere e impostare le attività. Si tratta ora di ultimare la preparazione dei terreni per le colture e di continuare a far conoscere e diffondere quanto più possibile questo progetto. Nel dicembre scorso abbiamo già svolto qualcosa di simile ad un open day, con i nostri giovani che hanno mostrato e spiegato il loro lavoro. Erano presenti circa 150 persone, entro il mese di aprile pensiamo di organizzare un’altra iniziativa di questo tipo”. Il progetto Utilità marginale, dal costo complessivo di 180mila euro, è cofinanziato da Fondazione con il Sud (che ha già erogato un primo 30% del finanziamento) e Enel Cuore onlus e nei vari ambiti di attività vede la collaborazione di Università degli Studi di Bari, Cooperativa sociale Filodolio, associazione di volontariato C.A.Sa., Èspero, spin off dell' Università del Salento, azienda agricola Pezzuto – Zafferano del Salento e Cia Lecce. (sm)

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