24 luglio 2018 ore: 14:42
Disabilità

Disabilità e compartecipazione. Comune di Milano a Ledha: "No gioco al massacro su conti pubblici"

Compartecipazione di spesa con i disabili e ricorso al Consiglio di Stato: parla Claudio Minoia, Direttore centrale delle Politiche sociali: “Non è una scelta politica ma tecnica, Regione Lombardia prevede l'uso di risparmi e indennità”. Sulla ragazza disabile che ha fatto causa: “Entra gratis in struttura ma rischia di perdere l'indennità di accompagnamento da 516 euro”
Disabilità, uomo in carrozzina - SITO NUOVO

MILANO - Nessun “gioco al massacro” sui “conti del Comune” che rischia “di lasciare fuori altre famiglie dal sostegno pubblico”. È Claudio Minoia, Direttore centrale delle Politiche sociali per il Comune di Milano, a rispondere alle accuse mosse dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha). L'oggetto del contendere? Una delibera di giunta annullata in parte dal Tar Lombardia, dopo il ricorso presentato da una ragazza disabile e appoggiata proprio da Ledha Milano e da Anfass Milano. Il tema è quello delle compartecipazioni di spesa, fra disabili e amministrazione pubblica, per l'assistenza socio-sanitaria e residenzialità. La delibera prevedeva come “nel caso in cui l’utente possieda beni immobili oltre la cifra di 5mila euro, l’amministratore comunale differirà l’intervento fino a che queste risorse, impegnate per il sostegno dell’utente in forma privata, non si saranno ridotte all’importo di 5mila euro” . È stata ritenuta illegittima dai giudici amministrativi lombardi a gennaio 2018, perché contraria alla normativa nazionale e regionale che prevedono come “la compartecipazione al costo delle prestazioni socio-sanitarie e sociali devono essere stabiliti avendo come base la disciplina statale sull’Isee” . Dopo il ricorso del Comune di Milano, presentato il 12 luglio, la palla passa al Consiglio di Stato. Il Direttore di Ledha Milano, Roberto Morali, ha parlato di “stupore” per i tempi con cui è stato presentato l'appello a ridosso delle scadenze, e l'associazione che tutela le famiglie con disabili si è detta “interdetta” perché “nonostante mesi di dialogo e confronto, nessun rappresentante del Comune ha mai espresso l'intenzione di presentare ricorso”.

“Non ci deve essere nessuno stupore – è la risposta di Claudio Minoia –. C'è una tendenza consolidata, nella trattazione di cause da parte del Comune, a proporre ricorso quando la lite non viene considerata temeraria”. Aggiunge Minoia che “anche Ledha non ci ha avvisati quando ha deciso di andare in causa sulla compartecipazione di spesa e questo non deve portare a nessuna acrimonia fra le parti: è così che lavorano gli avvocati”.

Per il Direttore centrale delle politiche sociali milanesi “non si tratta di una scelta politica: è stato dato un parere tecnico dall'avvocatura sull'ammissibilità del ricorso e la giunta non è nelle condizioni di respingerlo”, anche perché “l'Isee socio-sanitario è un tema su cui la giurisprudenza non è certa e occorre consolidare un'interpretazione”, se necessario anche “aderendo a liti o contenziosi legali”.

Nel merito del contenzioso il dirigente delle politiche sociali meneghine spiega: “Regione Lombardia ha varato anni fa una delibera 'guida', nella quale è previsto che la parte di compartecipazione di spesa possa avvenire utilizzando i risparmi, le indennità o altre provvidenze che i disabili mettono in campo. Quindi abbiamo messo insieme i due aspetti, quello dell'ammissibilità e della compartecipazione di spesa”. Minoia fa riferimento ai criteri Isee per l'ingresso in strutture o residenze accreditate: gratis e completamente a carico dell'amministrazione per chi ha un Isee socio-sanitario da 0 a 3000; spese in comune per chi lo ha fra 3000 e 25000. Oltre quella soglia la mano pubblica smette di intervenire. “Nella fascia 0-25mila la delibera regionale ci dà la possibilità di introitare indennità e disponibilità varie, lasciando 180 euro per le necessità degli utenti. La partita non è definita in maniera certa ma il nostro sistema sta dando i suoi risultati – afferma Minoia –. Perché questo tipo di residenzialità a Milano sono per un 50 per cento degli utenti completamente a nostro carico e per un altro 50 per cento in compartecipazione, anche in proporzione a quanto introitano come indennità”. Proprio sul fronte delle indennità, che ha dato il là al contenzioso fra Comune e ragazza disabile appoggiata dalle associazioni, il dirigente mette in guardia: “La ragazza ha ottenuto un ok da parte nostra per ingresso gratuito in struttura, ma ora rischia che le venga tolta l'indennità di accompagnamento da 516 euro” perché l'Istituto nazionale di previdenza sociale “toglie l'indennità quando sei ricoverata in una struttura a costo zero per la famiglia”. “Nella nostra proposta c'è proprio l'attenzione nel proteggere le famiglie da un gioco al massacro che favorisce solo l'Inps e – chiude Minoia – è importante la volontà reciproca di trovare una soluzione che non metta in difficoltà i conti comunali rischiando di lasciare fuori altre famiglie”. (Francesco Floris)

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