8 giugno 2017 ore: 15:57
Disabilità

Disabilità e diritti in Europa, il punto sulla Convenzione Onu. Facile da leggere

Le raccomandazioni dell'Onu all'Italia sono ora in versione “Easy to read”, grazie all'impegno di Anffas e delle persone con disabilità intellettiva o relazionale. Uno strumento per comprende quanto e come è applicata la Convenzione Onu in Italia, ma un altro passo avanti verso la piena inclusione e partecipazione delle persone con disabilità
Guida diritti Anffas

ROMA – In che misura e in che modo è applicata in Italia la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità? E cosa dovrebbe fare il nostro Paese per dare piena attuazione ai diritti contenuti in questo fondamentale documento? Lo ha scritto recentemente il Comitato Onu sulla Convenzione, elaborando le relative Raccomandazioni, che ora Anffas, con l'aiuto dei suoi soci, ha “tradotto” in versione “easy to read”, ovvero facile da leggere e da comprendere. Un lavoro importante, che già era stato compiuto con la Convenzione stessa, da tempo ormai disponibile in questo formato, facilmente accessibile a chi ha una difficoltà di lettura e comprensione.

Il lavoro di “traduzione” è stato realizzato grazie alla collaborazione delle persone con disabilità intellettive della “Piattaforma Italiana Autorappresentanti in movimento” (il primo movimento di Auto-Rappresentanza italiano, composto da persone con disabilità intellettive e/o relazionale e nato grazie al Progetto di Anffas “Io, Cittadino!”): il documento che è stato prodotto rappresenta non solo uno strumento utile per comprendere cosa è stato fatto relativamente all’applicazione della Convenzione in Italia, ma “vuole essere anche un nuovo ed ulteriore passo avanti – spiega Anffas - verso la piena accessibilità delle informazioni e la piena inclusione e partecipazione delle persone con disabilità, in particolare intellettive e/o relazionali, nelle attività e nei processi che le riguardano”.

Ecco, in sintesi, il contenuto delle 30 pagine del documento “Cosa si fa in Italia per le persone con disabilità?”. Si spiega innanzitutto che “nel 2016 il Comitato ha scritto un documento dove dice se in Italia la Convenzione Onu è rispettata e se i diritti delle persone con disabilità sono rispettati”. Dopo aver “fatto i complimenti all’Italia per tutte le cose fatte in questi ultimi anni per i diritti delle persone con disabilità”, il Comitato “ha anche detto che ci sono alcune cose che non vanno bene” e ha formulato le raccomandazioni per risolvere tali criticità. Ne riportiamo alcune, a titolo esemplificativo, così come formulate nel documento “easy to read” di Anffas.

Troppe leggi diverse. “il Comitato ha chiesto all’Italia di cercare di fare delle leggi uguali per tutto il paese. Ha chiesto anche di parlare di disabilità in modo giusto e non come se si parlasse di una malattia”

Le persone con disabilità non vengono ascoltate. Quindi “il Comitato ha chiesto all’Italia di formare un gruppo di persone che possa lavorare sempre per le persone con disabilità e ha chiesto di far partecipare le persone con disabilità alle decisioni che le riguardano”.

Gli accomodamenti ragionevoli. “Fare degli accomodamenti ragionevoli – spiega Anffas - vuol dire che devono essere tolti gli ostacoli che possono impedire alle persone con disabilità di avere gli stessi diritti di tutte le altre persone”. Poiché questo in Italia avviene ancora in modo inadeguato, “il Comitato ha detto di creare il più presto possibile gli accomodamenti ragionevoli per rispettare la convenzione Onu. Ha detto anche di fare una legge per condannare chi non usa gli accomodamenti ragionevoli e chi non rispetta i diritti delle persone con disabilità”

No alle discriminazioni. “Il Comitato è preoccupato per le discriminazioni plurime. Discriminazioni plurime vuol dire che una persona viene trattata diversamente dagli altri per diversi motivi. Il Comitato ha chiesto quindi di realizzare degli strumenti per combattere le discriminazioni multiple e di aiutare le persone con disabilità a capire e a sapere come possono proteggersi”

Donne con disabilità. “Il Comitato ha chiesto all’Italia lavorare di più per riuscire a raccogliere più dati sui bambini con disabilità, in particolare sui bambini da 0 a 5 anni”.

Accessibilità. “Il Comitato ha chiesto allo Stato italiano di rafforzare le leggi sulle leggi per l’accessibilità. Ha chiesto anche di far in modo che tutto sia accessibile ad esempio i siti web, i servizi di emergenza, il trasporto pubblico, i parchi pubblici, ecc.

Le situazioni rischiose e le emergenze umanitarie. “Il Comitato ha chiesto all’Italia di accogliere tutti i migranti con disabilità e soprattutto con disabilità intellettive con pari diritti degli altri e di non discriminarli. Ha chiesto di dargli il giusto aiuto e i servizi di riabilitazione di cui hanno bisogno. Ha chiesto anche di approvare e firmare una convenzione internazionale per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e un documento che si chiama Carta del 2016 per l’inclusione delle persone con disabilità durante le emergenze umanitarie”.

Il diritto a sentirsi sicuri e liberi. “Il Comitato ha chiesto all’Italia di cambiare le leggi che riguardano la privazione della libertà. Ad esempio le leggi che dicono che alcune persone con disabilità possono essere ricoverate anche se loro non vogliono”. (cl)

© Copyright Redattore Sociale