1 dicembre 2021 ore: 18:03
Disabilità

Disabilità e neuroscienze, esperti europei a confronto

Promosso il 3-4 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità  e nell'ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario della sua fondazione, con il Centre for Mental Health Research associato all'Università di Cambridge

ROMA - Il 3 e il 4 dicembre 2021, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre) e nell'ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario della sua fondazione, l'Istituto Serafico di Assisi organizza, in collaborazione con il Centre for Mental Health Research associato all'Università di Cambridge, il primo Convegno Internazionale Assisi-Cambridge sui disturbi del neurosviluppo, disabilità e neuroscienze: un rilevante momento di confronto dal respiro internazionale e di condivisione interdisciplinare di evidenze scientifiche, percorsi e strategie sanitarie, che oggi risultano indispensabili per affrontare i nuovi problemi e le sfide cliniche sempre più complesse legate al mondo della disabilità.

Oltre un miliardo di persone nel mondo (circa il 15% della popolazione globale) vive oggi con qualche forma di disabilità, mentre in Italia si stima siano 3,1 milioni (il 5,2% della popolazione nazionale).

Attraverso un panel di esperti e ricercatori provenienti da tutta Europa, l'Istituto Serafico "intende sottolineare in modo concreto la centralità che ha sempre attribuito alla necessità di adottare un approccio multidisciplinare integrato, capace di superare i confini tra le diverse professionalità e competenze al fine di facilitare la presa in carico e la gestione di patologie complesse dovute alla presenza di vari deficit, limitazioni e bisogni di salute che riguardano le componenti organiche, funzionali, comportamentali e relazionali di un individuo con disabilità". "La migliore cura della persona con bisogni speciali richiede, - sottolineano i promotori - di pensare oltre la diagnosi e il trattamento del disturbo per implementare modelli di salute e programmi di riabilitazione e assistenza integrata. Perché oltre alla patologia, è fondamentale individuare e considerare anche gli aspetti psicologici, le situazioni familiari, le risorse sociali e i fattori contestuali. Un progresso positivo, in questo ambito, può essere raggiunto mediante l'incremento di collaborazioni e reti informali e la condivisione dei risultati della ricerca scientifica e dei trattamenti innovativi, che integrano nella pratica clinica le evidenze scientifiche provenienti dalle neuroscienze e dalle biotecnologie".

"Siamo orgogliosi di promuovere ed ospitare il primo Convegno Internazionale Assisi-Cambridge sui disturbi del neurosviluppo, disabilità e neuroscienze, che è espressione dei grandi risultati scientifici ottenuti dal nostro Centro di ricerca "InVita”, inaugurato nel 2017, e del modello di cura del Serafico, da sempre impegnato a coniugare la valorizzazione delle potenzialità dei nostri singoli ospiti con l'attenzione ai progressi della scienza medica, instaurando dialoghi preziosi con analoghi Istituti e sedi universitarie sparse nel mondo – sottolinea la presidente Francesca Di Maolo - Abbiamo voluto realizzare queste due giornate di studio e di confronto in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità proprio per affermare, con determinazione, che il prendersi cura delle persone con gravi disabilità non può limitarsi ad una buona assistenza e alla relazione individuale di cura, ma va inquadrato in un orizzonte più ampio in cui mettere in campo tutte le forze disponibili per rendere veramente pieno il diritto alla salute delle persone più fragili. Di fronte alla disabilità bisogna abbandonare un atteggiamento passivo e trovare capacità innovative non solo in termini di risposte sociali, ma anche di modelli di salute e programmi di riabilitazione e assistenza integrata. La disabilità è un fenomeno che deve essere affrontato dall'efficienza di un'intera società solidale e non può mancare la voce della scienza".

"Il Convegno internazionale che l'Istituto Serafico ha organizzato in collaborazione con il Centre for Mental Health Research associato all'Università di Cambridge rappresenta un'occasione di riflessione e dibattito interdisciplinare che, alla luce delle ultime conquiste delle neuroscienze su evidenze scientifiche, percorsi e trattamenti innovativi per la cura di problematiche cliniche e sfide sempre più complesse, intende promuovere un cambiamento e rinnovamento dei modelli culturali e organizzativi al fine di migliorare l'accessibilità e l'equità per i bisogni di salute delle persone con disabilità complesse – sottolinea Sandro Elisei, direttore sanitario dell'Istituto Serafico di Assisi - In particolare, nel corso del Convegno saranno riportati i risultati di recenti studi sul ruolo dei fattori ambientali e dei meccanismi epigenetici nello sviluppo dei disturbi del neurosviluppo, ma anche delle ricerche e delle politiche nazionali per la diagnosi precoce dei disturbi dello spettro autistico che, come è noto, oggi sono in forte aumento. Si parlerà inoltre dei fattori traumatici, della sofferenza psicologica e fisica nei giovani con disturbi del neurosviluppo, soprattutto in relazione all'attuale pandemia, delle strategie di intervento pensate su misura per loro, ma anche dell'efficacia dei dispositivi robotici nei processi di riabilitazione per bambini con disabilità neurologica e dei fattori che influiscono sulla plasticità neuronale. Una particolare sessione sarà dedicata, infine, ad un confronto sui fattori che influiscono sull'accessibilità alle cure, con contributi scientifici della realtà anglosassone e statunitense”.

A fare da cornice a questa iniziativa scientifica di grande rilievo è il tema adottato come leitmotiv per il centocinquantenario dell'Istituto Serafico: l'accessibilità alle cure per le persone con disabilità. Scelta dettata dall'impegno del Serafico nel "promuovere un modello di cura che parta innanzitutto dalla conoscenza della persona nella sua totalità e non dalla sua disabilità. Unico approccio in grado di leggere i reali bisogni delle persone con fragilità e fornire loro risposte sempre più adeguate al fine di favorire un cambiamento concreto all'insegna dell'equità e dell'innovazione".

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