3 ottobre 2017 ore: 12:00
Disabilità

Disabilità e salute, il nuovo "approccio culturale" del progetto Dama

A Milano il convegno “Oltre il progetto Dama”, che ha lo scopo di favorire la creazione di percorsi socio-sanitari di presa in carico e di continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Il nuovo modello di assistenza ha accolto oltre 5.600 pazienti con disabilità grave

ROMA - Una rete assistenziale socio-sanitari per il benessere delle persone con grave disabilità, che accolga e prenda in carico ogni aspetto e bisogno della loro vita: è la sostanza e lo scopo dei percorsi “Dama” (Disabled Advanced Medical Assistance), attivati finora a Milano, Mantova, Varese, Bologna, Empoli, Bolzano e Cosenza. A far da pilota è stato, nel 2001, l’Ospedale San Paolo di Milano, in risposta alle istanze di famiglie con persone con disabilità che avvertivano la difficoltà della struttura ospedaliera nel garantire un’assistenza sanitaria pari a quella offerta alle persone senza disabilità. Il nuovo modello di accoglienza e di assistenza medica, divenuto oggi a tutti gli effetti una Unità Dipartimentale del Dipartimento di Emergenza, ha accolto in questi anni oltre 5.600 pazienti con disabilità grave del territorio lombardo e non solo, incoraggiando la nascita di altre esperienze simili. 

Un bilancio di questo modello, in una prospettiva di incremento ed espansione, sarà tracciato a Milano il 6 ottobre, dalle 9 alle 17, presso l’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia (via Melchiorre Gioia, 37), in occasione del convegno “Oltre il progetto Dama. Da una rete nazionale degli ospedali per la disabilità a un nuovo approccio culturale al benessere delle persone con disabilità”, promosso dalla Fondazione Mantovani Castorina, in collaborazione con l’assessorato al Welfare di Regione Lombardia e Asst Santi Paolo e Carlo e con il patrocinio del comune di Milano. Una giornata di studio e di confronto su una nuova visione dell’inclusione e della salute di quanti affrontano la sfida della grave disabilità intellettiva e neuromotoria, per offrire una risposta appropriata alle centinaia di migliaia di famiglie con bisogni speciali.

Obiettivo del convegno è promuovere e favorire la creazione di percorsi socio-sanitari di presa in carico e di continuità assistenziale tra ospedale e territorio, che includano hub ospedalieri, presidi e servizi territoriali e si estendano a tutti gli ambiti che concorrono nel definire la qualità di vita di ciascuno: quotidianità, lavoro, cultura, residenza. Ora, a partire dalle esperienze già attivate, si vuole “ambire a una risposta più completa – spiegano i promotori - che consideri la salute non semplicemente come la mancanza di malattia ma come un concetto positivo che metta in gioco anche le risorse individuali, fisiche, mentali e sociali, permettendo di realizzare le proprie ambizioni e soddisfare i propri bisogni in sinergia con l’ambiente e la collettività”. 

Il convegno presenterà i principali risultati di DAMA e di tutte le realtà nate da questa esperienza, fornendo una prima mappa nazionale della risposta ospedaliera dedicata a questa fascia debole della popolazione. Allo stesso tempo si prefigge di capitalizzare le best practice e il know how maturato in ambito ospedaliero anche al di fuori di questo settore, promuovendo a livello regionale e nazionale azioni utili per la costituzione di una rete efficace di assistenza alle persone con grave disabilità e delle loro famiglie, con l’obiettivo di migliorarne la qualità di vita da ogni punto di vista.

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