30 marzo 2016 ore: 17:08
Disabilità

Disabilità, Mattarella: no a cittadini invisibili

No ai programmi di inclusione sociale "compressi o vanificati" e "non possiamo accettare che tanti diventino 'cittadini invisibili'". Lo ha detto nel suo intervento il presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi al Quirinale in occasio...
Sergio Mattarella 4

ROMA - No ai programmi di inclusione sociale "compressi o vanificati" e "non possiamo accettare che tanti diventino 'cittadini invisibili'". Lo ha detto nel suo intervento il presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi al Quirinale in occasione della 'Giornata per le persone con disabilita' intellettiva'.
"Abbiamo una Costituzione che ci incoraggia. Abbiamo- ha detto Mattarella- una legislazione avanzata nell'affermare i diritti delle persone con disabilita', e che di recente e' ulteriormente progredita, come dimostra la legge sulla diagnosi, la cura e l'abilitazione delle persone con problemi dello spettro autistico e sull'assistenza alle famiglie".

La questione da affrontare "e' l'attuazione di queste disposizioni. Il terreno su cui misurarsi e' rappresentato dalle concrete politiche sociali che devono tradurre in realta' gli indirizzi di fondo- ha proseguito il Capo dello Stato- Gli ostacoli sono le risorse scarse e la disparita' di trattamento, tra territori e ambienti diversi, tra Nord e Sud, tra piccoli e grandi centri, tra fasce di reddito. Il rischio, insomma, e' di aggiungere disuguaglianze a disuguaglianze. Non possiamo permettere che i programmi di inclusione sociale siano compressi o vanificati. Non possiamo accettare che tanti diventino "cittadini invisibili". E' un tema che ci riguarda tutti: istituzioni, corpi sociali, famiglie, singole persone".

La disabilita' "non e' una malattia"
. Non e' una malattia "tantomeno un problema da scaricare sul singolo individuo o sui suoi familiari. Le condizioni di disabilita' - ha detto ancora Mattarella- divengono gravi soprattutto se il mondo circostante non tiene conto delle diversita' e trasforma la differenza in fattore di esclusione. A creare le barriere sono soprattutto, purtroppo, i limiti della nostra organizzazione sociale e le nostre mancanze culturali. A partire dai riflessi lenti di fronte agli ostacoli che impediscono la piena espressione della personalita'".

"Stiamo parlando di cittadini, non di pazienti". Tuttavia, dice ancora Mattarella, "laddove la tutela sanitaria non e' sufficiente, o impone costi sociali e familiari insostenibili, e' proprio il percorso di cittadinanza a essere ostruito. Peraltro, la tutela sanitaria va integrata con pratiche e competenze che implicano professionalita' e multidisciplinarieta'. Va integrata con la solidarieta' e la sensibilita' dei corpi sociali e delle strutture intermedie delle varie istituzioni. In questo modo si afferma la dignita' di ogni essere umano e il suo diritto alla vita". 

"Il diritto al lavoro e' fondamentale per la liberta' e per l'autodeterminazione. Come lo e' il diritto a un'equa retribuzione, purtroppo non sempre corrisposta". Mattarella ha spiegato che "vi sono ancora imprese che preferiscono subire sanzioni economiche piuttosto che ottemperare alle norme sull'inserimento lavorativo delle persone con disabilita'. E' questo un segno di scarsa maturita' del sistema, a cui occorre rispondere con un impegno maggiore, ad esempio agevolando forme di tirocinio o di praticantato, che favoriscano l'avvicinamento della persona con disabilita' e sviluppino le sue competenze e professionalita'".

Sostegno a scuola talvola non sufficiente. "L'Italia e' stata all'avanguardia nell'inclusione scolastica delle persone con disabilita', abolendo le scuole e le classi 'speciali' ma "occorre fare di piu'". Mattarella ha definito "una scelta di grande valore educativo", quella dell'abolizione di scuole e classi speciali, "non soltanto perche' rifiuta logiche ghettizzanti, ma perche' consente a tutti i bambini di entrare sin dall'infanzia in contatto con le diversita', di conoscerle e abbattere cosi' le barriere del pregiudizio".
Secondo il Capo dello Stato "occorre tuttavia impegnarsi nel concreto perche' l'inclusione scolastica sia pienamente effettiva. Il sostegno a scuola talvolta come sappiamo non e' sufficiente, e cio' provoca esclusione, o forti limitazioni, all'alunno con disabilita'. E' necessario fare di piu' sia in termini di qualita' che di quantita'".

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