16 agosto 2016 ore: 14:31
Disabilità

Disabilità, quelle “belle addormentate” che fanno sorridere

Eléonore Despax ha 40 anni, vive a Montpellier e fa l’illustratrice di libri per l’infanzia. Quello che disegna con umorismo, sensibilità e leggerezza nel suo blog – il nome viene dalle sue gambe, sono loro le “belle addormentate” – è frutto del suo vissuto quotidiano
Eléonore Despax

ROMA - Le sue fonti d’ispirazione “sono gli anni Trenta, i saltimbanchi, le scene di famiglia, i colori delle miniature persiane, l’India e l’arte popolare latinoamericana”. -Questo quando si tratta di illustrazioni per bambini. Quando invece veste i panni di vignettista, nel suo blog “Le belle addormentate” (lesbellesendormies.blogspot.it) sulla disabilità al femminile e sulle peripezie della vita in carrozzina, il suo disegno diventa più rapido e minimale, la scrittura si fa graficamente più fanciullesca e le tavole si caricano di ironia e comicità anche nel rappresentare momenti che dovrebbero invece essere dolorosi o fastidiosamente imbarazzanti.

Come racconta un articolo pubblicato sulla rivista SuperAbile Inail di luglio, Eléonore Despax ha 40 anni, vive a Montpellier, in Francia, e fa l’illustratrice di libri per l’infanzia. Diplomata in arti decorative a Strasburgo, in sedia a ruote dal 2001 per via di un incidente che le ha cambiato la vita, lavora per diverse case editrici e riviste rivolte agli under 14 e spesso organizza mostre nelle mediateche o in altri luoghi dediti all’educazione, accompagnate quasi sempre da laboratori artistici (anche per i bambini ricoverati in ospedale). Quello che disegna con umorismo, sensibilità e leggerezza nel suo blog – il nome viene dalle sue gambe, sono loro le “belle addormentate” – è frutto del suo vissuto quotidiano. Sono situazioni autobiografiche e quindi realmente accadute, solo un po’ più colorite per risultare maggiormente briose e divertenti. Parla delle sue scarpe, dei suoi abiti e di moda in generale tanto quanto delle sue serate, delle sue vacanze, del praticare sport (Eléonore fa yoga adattato per persone con disabilità motoria) o della sua famiglia, molto presente.

I bambini occupano parecchio spazio nei suoi disegni. “Sono così spontanei nei loro discorsi – ha dichiarato in un’intervista alla stampa francese –. Negli adulti, invece, ci sono molti più tabù e, allo stesso tempo, c’è molta più mancanza di tatto anche quando vogliono essere politicamente corretti”. Inoltre “essere disabile è difficile. Credo che molte persone possano identificarsi con ciò che disegno: è anche un modo per rendersi conto che non sono sole”. Il suo blog è quindi un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche per fare coraggio a chi la disabilità la vive tutti i giorni. (Michela Trigari)

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