Disabilità, rette omogenee per i Centri diurni, il Veneto mette in campo 8,8 milioni
Venezia - La Regione Veneto mettera’ in campo 8,8 milioni di euro per "avviare un’operazione di riequilibrio e progressivo avvicinamento alla retta standard" per i centri diurni che offrono assistenza ai disabili. I Comitati dei Comuni, composti dalle vecchie conferenze dei sindaci, dal canto loro, dovranno stanziare altri 4,4 milioni di euro, "in modo da riconoscere alle strutture accreditate un progressivo e graduale riallineamento economico della quota pro-capite". Questo, in sostanza, quanto e’ risultato oggi dal tavolo tecnico regionale convocato dall’assessore al sociale Manuela Lanzarin, nell’ambito del percorso di riorganizzazione dei servizi di semiresidenzialita’ per la disabilita’ in Veneto.
Al tavolo, che si e’ riunito oggi a Venezia, hanno partecipato sindaci, Ulss, associazioni e cooperative, spiega Lanzarin, con l’obiettivo di revisionare l’attuale sistema di finanziamento dei centri diurni per arrivare entro tre anni a un sistema di servizi capillare e omogeneo in tutta la Regione. Attualmente sono circa 6.300 le persone con disabilita’ grave, fisiche e psichiche, che frequentano i centri diurni, aggiunge Lanzarin. Di queste, una su quattro (ovvero circa 1.500), frequenta un centro pubblico, mentre gli altri frequentano strutture accreditate e sostenute dal finanziamento regionale. E, proprio per allineare le quote versate da chi frequenta i diversi centri, e’ necessario individuare nuovi criteri per l’erogazione dei finanziamenti regionali in base a gravita’ dell’handicap degli assistiti, tipologia di centro e attivita’ offerte, e peculiarita’ e storia dei territori. A stabilire come sara’ il tavolo regionale, che intanto, oggi, ha simulato i costi arrivando alle cifre annunciate. (Dire)