28 novembre 2013 ore: 14:56
Disabilità

Disabilità, Speziale: ''Via il marchio Anfass se servizi non inclusivi''

Il presidente dell'associazione rivendica il ruolo fondamentale del “movimento della disabilità” in difesa dei diritti sanciti dalla Convenzione Onu. Presentate Linee guida per valutare i servizi

ROMA – “Oggi siamo qui per condividere la costruzione di un nuovo pilastro associativo, che renda concreti principi della Convenzione Onu sull’inclusione sociale delle persone con disabilità psichica”: così Roberto Speziale, presidente dell’Anffas, ha aperto oggi la due giorni di convegno dedicato a “La visione inclusiva nei servizi per le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale”, in programma oggi e domani a Roma. “La ricerca che presentiamo, svolta da Anffas Lobardia – ha detto ancora – parte da una domanda cruciale: i nostri servizi sono inclusivi? E noi stessi, e i nostri approcci associativi, agiamo in chiave inclusiva? Occorrono criteri scientifici per misurare l’inclusività del nostro agire e linee guida, come quelle tracciate dalla sezione lombarda, per costruire o rivedere i nostri servizi in quest’ottica. D’ora in poi quindi – ha annunciato – la formazione per gli operatori sarà obbligatoria su questi temi: chi non si adeguerà, non avrà più i requisiti per mantenere il marchio associativo”.

Speziale ha quindi rivendicato il ruolo fondamentale del “movimento della disabilità” in difesa dei diritti sanciti dalla Convenzione Onu, ratificata dall’Italia ma in buona parte disattesa: “Lo certifica la legge di stabilità appena approvata – ha detto – in cui nessuna delle questioni poste dalle associazioni è stato recepito. Nel Piano d’azione è stato scritto tutto ciò che dovrebbe accadere: continuiamo a produrre libri dei sogni, mentre le condizioni di vita delle persone con disabilità continuano a peggiorare. Dobbiamo essere consapevoli del fato che le risorse saranno sempre meno e che i tavoli di lavoro istituzionali continueranno ad essere luoghi inutili e costosità”.

 Nel corso dell'incontro è stata illustrata la ricerca-azione, iniziata nel 2010 col sostegno della fondazione “Dopo di noi”e realizzata insieme all'Università di Bergamo. Con l'obiettivo di valutare, attraverso una metodologia partecipata la capacità inclusiva dei servizi Anffas, l'indagine è stata portata avanti attraverso incontri, gruppi di discussione e laboratori di narrazione e scrittura. Nel corso della ricerca sono stati, inoltre, analizzati i servizi coinvolti e i metodi di formazione degli educatori. Sono stati coinvolto 4 gestori di servizi a marchio Anffas (associazioni, cooperative, fondazioni);4 servizi per disabili (diurni, formativi, residenziali, sperimentali) che seguono circa

1200 persone con disabilità e dove operano circa mille figure professionali; 40 responsabili o coordinatori; 40 educatori; circa 300 persone con disabilità intellettiva o relazionale; circa 100 famiglie e100 volontari, e infine i referenti delle associazioni Anffas locali e Anffas Lombardia. A partire dai dati raccolti sono state quidi stilate le Linee guida per la progettazione e l'azione inclusiva nei servizi per la disabilità. Linee guida che rappresentano uno strumento di lavoro per “autovalutare il livello inclusivo dei servizi e poterli riprogettare e riorganizzare”.  

© Copyright Redattore Sociale