10 settembre 2013 ore: 14:37
Società

Dispersione scolastica: abbandoni tripli per i nati all'estero, doppi alle superiori

Col decreto scuola, in arrivo 15 milioni e il Miur traccia i contorni del fenomeno. Il Mezzogiorno resta il territorio più colpito, ma è il Molise l’unica regione a rientrare nei target Ue. Rischio abbandono più forte per i ragazzi, per gli alunni iscritti a istituti tecnici e gli stranieri
Scuola, bambini con zaino entrano in istituto

ROMA - Italia quartultima per quanto riguarda l’abbandono scolastico, subito dopo il Portogallo, ma i giovani tra i 18 e i 20 anni che hanno abbandonato prematuramente gli studi o qualsiasi altro tipo di formazione nel 2012 sono scesi di 29 mila unità rispetto al 2011: nel 2012 sono 758 mila. A stilare la classifica nell’Europa a ventisette è il Servizio statistico del Miur, ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ultimo focus sulla dispersione scolastica di giugno 2013. Dispersione scolastica che il governo ha deciso di aggredire con un 3 milioni e 600 mila euro nel 2013 e 11,4 milioni nel 2014 previsti dal pacchetto scuola e università varato ieri. Obiettivo per il 2020 è di scendere al 16 per cento, attualmente l’incidenza dei giovani in possesso della sola licenza media e non più in formazione è pari al 17,6 per cento (era al18,2 per cento nel 2011).

Il fenomeno continua a interessare soprattutto il Mezzogiorno, con punte del 25,8 per cento in Sardegna, del 25 per cento in Sicilia e del 21,8 per cento in Campania, ma è il Molise l’unica regione ad avere raggiunto il target europeo, con un valore dell’indicatore pari al 9,9 per cento. A far segnare una diminuzione rispetto al 2011, oltre al Molise, anche Lazio, Veneto e Lombardia, con oltre due punti percentuali in meno. Per Marche, Trentino Alto Adige, Liguria e Umbria invece tra il 2011 e il 2012 si registra un innalzamento significativo di circa due punti percentuali.

Rischio abbandono maggiore negli istituti tecnici. Studiato a partire dall’anno scolastico 2011-2012, grazie all’Anagrafe nazionale degli studenti, tale rischio riguarda 3.409 unità per la scuola secondaria di I grado (0,2 per cento degli alunni iscritti a settembre) e a 31.397 unità per la scuola secondaria di II grado (1,2 per cento degli alunni iscritti). Maggior rischio per gli iscritti agli istituti professionali, tecnici e nell’area dell’istruzione artistica. Liceo classico e scientifico, invece, mostrano i tassi più bassi di rischio abbandono. Per quanto riguarda la gestione, sono le scuole secondarie di II grado non statali a riportare “una concentrazione molto alta di alunni a rischio di abbandono con una quota sul numero di iscritti del 2,9 percento contro l’1,2 per cento delle scuole statali”.

Rischio abbandono maggiormente diffuso nel Sud Italia, spiega il documento. “La distribuzione regionale individua, per la scuola secondaria di I grado, nella Sicilia, nella Sardegna e nella Campania le regioni dove il fenomeno dell’abbandono scolastico è più evidente, seguite dalla Puglia e dalla Calabria. Analogamente nella scuola secondaria di II grado elevate percentuali di alunni “a rischio di abbandono” sono presenti nelle regioni meridionali, prime fra tutte la Sardegna, seguita dalla Sicilia e dalla Campania”. Da non sottovalutare la dispersione scolastica in aree maggiormente sviluppate. “In regioni caratterizzate da un mercato del lavoro ad ingresso più facile e in cerca di mano d’opera anche meno qualificata – spiega il documento -, una larga parte della popolazione giovanile, con scarso rendimento scolastico, trova allettante la prospettiva di rinunciare alla conclusione del proprio percorso di studi per entrare prematuramente nel mondo del lavoro”. Fenomeno evidente nella scuola secondaria di II grado, soprattutto in Liguria, Toscana e Marche. Comune a tutte le regioni d’Italia, la maggiore propensione all’abbandono scolastico da parte degli alunni di sesso maschile, che secondo il Miur è particolarmente evidente nelle aree più disagiate del paese.

Il fenomeno colpisce maggiormente i cittadini stranieri rispetto a quelli italiani, spiega il Miur, ma sono soprattutto gli stranieri nati all’estero ad essere in maggiore difficoltà, rispetto alle seconde generazioni. “Nella scuola secondaria di I grado la percentuale di alunni stranieri a “rischio di abbandono”, in percentuale degli iscritti a settembre, è pari allo 0,49 per cento, contro lo 0,17 per cento degli alunni con cittadinanza italiana. Analoga è la situazione nella scuola secondaria di II grado, in cui gli alunni stranieri “a rischio di abbandono” sono pari al 2,42 per cento degli iscritti contro l’1,16 per cento degli alunni italiani”. Elevato, inoltre, per gli stranieri il rischio abbandono. “Nella scuola secondaria di I grado oltre l’84,5 per cento del numero complessivo di alunni stranieri a “rischio di abbandono” è rappresentato, infatti, da alunni stranieri nati all’estero; nella scuola secondaria di II grado tale percentuale tocca il 92%”. Quanto al dettaglio della cittadinanza degli alunni, per la scuola secondaria di I grado, gli alunni che presentano la percentuale più alta di “rischio di abbandono” hanno cittadinanze di paesi africani. Quanto alla scuola secondaria di II grado, gli alunni a maggior rischio di abbandono hanno cittadinanza di paesi asiatici. 

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