17 agosto 2015 ore: 11:15
Non profit

Don Franco, prete da 59 anni. Capodarco festeggia il suo fondatore

Il 19 agosto tradizionale festa per don Monterubbianesi, che nel 1966 diede vita alla storica Comunità nelle Marche, poi diffusa in Italia e nel mondo. Spostatosi a Roma negli anni 70 continua instancabile a progettare e denunciare “lo smarrimento” della società
Don Franco Monterubbianesi

Don Franco Monterubbianesi

CAPODARCO – Mercoledì 19 agosto alle 17 la Comunità di Capodarco torna a riunirsi accanto al suo fondatore. Presso la sede storica di Fermo, don Franco Monterubbianesi festeggerà infatti l’anniversario del suo sacerdozio, il cinquantanovesimo, con una messa e una riflessione aperta con comunitari e amici.

Don Franco Monterubbianesi
Don Franco Monterubbianesi

Nel Natale del 1966, don Franco, insegnante del liceo classico di Fermo, aveva poco più di 35 anni (è nato il 30 maggio del 1931) ed era prete da 10 quando insieme a un gruppo di persone disabili e sane diede vita in una villa semi abbandonata a un’esperienza tra le più importanti per l’impegno sociale in Italia. La Comunità di Capodarco avrebbe rappresentato la possibilità di riscatto e di vita dignitosa per tante persone accolte e fino ad allora emarginate; ma anche una fonte di ideali e di progetti concreti per migliaia di volontari, laici e cattolici, che l’hanno incontrata nel loro cammino, da operatori o da semplici “visitatori impegnati”.

Lo spirito di Capodarco negli anni si è diffuso in tutta Italia e in vari paesi del mondo, attraverso altre comunità, centri di accoglienza, case famiglia. La Comunità Capodarco di Roma, in particolare, fin dagli anni 70 accoglie don Franco, che non ha mai smesso di indicare possibili percorsi di lavoro e di denuncia man mano che nuovi bisogni sociali emergevano con prepotenza.

In questi ultimi anni il fondatore è particolarmente attivo per favorire il protagonismo dei giovani  - “che, fatti forti nella loro speranza di cambiamento, devono indignarsi dei mali che vedono attorno ad essi" – e per promuovere l’agricoltura sociale, sia nella realtà di Grottaferrata (Roma) che nel suo territorio d’origine, tra Servigliano e la stessa Fermo. L’economia sociale, il rilancio del welfare, la finanza etica sono tra i temi più ricorrenti da lui affrontati nelle corrispondenze e negli incontri tenuti in questi anni, con un instancabile richiamo a reagire allo “smarrimento che ci procura la crisi. Una crisi totale: di valori, di visione politica e purtroppo di egoismi, di individualismi e di idolatrie del mercato e del denaro”.

La messa del 19 non potrà che essere anche una simbolica apertura degli appuntamenti che si attendono nel corso del 2016, quando la “sua” Comunità celebrerà il cinquantesimo anniversario

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