21 febbraio 2014 ore: 16:15
Non profit

Donazioni ai partiti, "associazioni fuorigioco"

Anffas: ''Preoccupazione anche per la ricerca scientifica che viene sostenuta in grande parte grazie alla raccolta fondi. Che questo avvenga per favorire i partiti la dice lunga sull'attenzione che la politica riserva all'intera collettività''. Don Colmegna: "Norma da cambiare"
Contrasto Crisi economica. Soldi sul tavolo banconote e monete

Crisi economica. Soldi sul tavolo banconote e monete

ROMA - Da oggi in poi le organizzazioni onlus saranno messe “fuorigioco” per le raccolte fondi “niente meno che dai partiti politici, per la sproporzione delle agevolazioni, che metterà in pericolo progetti e servizi”. Una situazione paradossale che ricalca la cecità della politica in tema di politiche sociali. E' duro il commento di Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas, sulla nuove norme sul finanziamento pubblico, che per le donazioni al di sopra dei duemila euro renderanno più conveniente donare a un partito politico che al mondo del non profit. Norme che hanno suscitato la reazione anche di altre realtà del non profit.

"E' quanto mai paradossale registrare che da oggi in avanti le organizzazioni onlus, in tema di raccolte fondi, saranno messe fuori gioco niente meno che dai partiti politici. La sproporzione nelle agevolazioni previste per i soggetti che fanno donazioni ed erogazioni liberali a tutto vantaggio dei partiti mette in serio pericolo progetti e servizi che le organizzazioni non profit garantiscono spesso in supplenza dello Stato – sottolinea Speziale - Grande è la preoccupazione anche per la ricerca scientifica che viene appunto sostenuta in grande parte grazie alla raccolta fondi. Che questo avvenga per favorire i partiti la dice lunga sull'attenzione che la politica riserva alle organizzazioni che - soprattutto in questo momento - sono una risorsa indispensabile per l'intera collettività”.
"Cicero pro domo sua", questo e' l'antico retaggio con cui i partiti mantengono aree di privilegio – continua Speziale - a scapito di altre formazioni certamente non meno meritevoli di analoga attenzione; ma quando i nefasti effetti di questa ennesima scellerata scelta produrranno i loro effetti a pagarne le spese saranno, ancora una volta le fasce più fragili della popolazione, destinatarie delle attività delle Onlus insieme naturalmente all'intera collettività”.

Casa della Carità: "Norma da cambiare". Per don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità di Milano, la norma è sbagliata. "Il terzo settore ha bisogno di una fiscalità diversa - aggiunge -. Abbiamo bisogno da parte delle istituzioni e della politica di un sostegno perché ci occupiamo delle fasce deboli, di coloro che sono in grave difficoltà per la crisi. Chiedo per esempio che sia ulteriormente defiscalizzato il regime delle assunzioni in questo settore". 

Modavi: "Ennesimo schiaffo al non profit". In una nota. la presidente del Movimento delle associazioni di volontariato italiano (Modavi), Irma Casula, afferma: "Il sistema di donazioni private che si è architettato rappresenta uno schiaffo all’associazionismo, al terzo settore e a tutto il mondo del non profit italiano”.

Le perplessità dell'Airc. “Siamo come minimo perplessi. Ma sappiamo che il discorso non è concluso e speriamo in un aggiustamento nell'ambito della delega fiscale, che estenda i benefici a tutti”. Questo, infine, il commento di Niccolò Contucci, direttore generale dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro. 
(ec)

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