12 dicembre 2018 ore: 14:55
Immigrazione

Donne trattenute a Malpensa, il Garante detenuti chiede chiarimenti

La richiesta è stata mandata alla Questura di Varese. "Vogliamo capire se il loro fermo è stato o meno convalidato dal giudice di pace, come prevede la legge". Dopo decreto sicurezza, il Garante ha avviato indagine conoscitiva per verificare se aeroporti e porti hanno locali adeguati al trattenimento dei migranti
Aeroporto di Malpensa, terminal 1 - SITO NUOVO

MILANO - Il Garante nazionale dei diritti dei detenuti ha chiesto chiarimenti alla Questura di Varese sul caso delle due donne, una senegalese e una cubana, trattenute per giorni all'aeroporto di Malpensa prima di essere rimandate nel loro Paese d'origine. Le due donne, da anni residenti in Italia, hanno scoperto che il loro permesso di soggiorno era stato revocato proprio al controllo documenti dell'aeroporto, al ritorno da un periodo di vacanza all'estero. La signora senegalese, incinta di tre mesi, è stata bloccata in aeroporto per tre giorni, mentre la donna cubana per cinque. "Non abbiamo ancora ottenuto risposte dalla Questura e quindi per ora abbiamo solo la versione degli avvocati delle due donne", spiega Massimiliano Bagaglini, responsabile dell’Unità privazione della libertà e migranti dell'Ufficio del Garante nazionale dei detenuti. "Sulla base di quanto affermano gli avvocati, vogliamo capire se il fermo delle due donne è stato o meno convalidato dal giudice di pace, come prevede la legge. Inoltre vogliamo capire perché non è stato permesso alle due donne di parlare con gli avvocati e perché sarebbe stato sequestrato alla signora cubana il cellulare".

Sulla base di quanto denunciano gli avvocati (vedi lanci di Redattore sociale dell'1, del 3 e dell'11 dicembre), le due donne hanno dovuto dormire in una stanza insieme ad altre dieci persone. "Le condizioni di trattamento devono essere ispirate al principio che siano dignitose e non degradanti", aggiunge Bagaglini. Inoltre la signora senegalese aveva dichiarato di essere incinta. "Ci chiediamo se è stata data a questa donna la possibilità di procurarsi il certificato sul suo stato di gravidanza o le hanno proposto una visita medica che potesse accertarlo. Ricordiamo che non si può respingere una donna incinta. Tanto più che, sempre sulla base della ricostruzione degli avvocati, lei stessa aveva chiesto di poter fare domanda d'asilo".

Per ora il caso delle due donne è il primo che viene segnalato al Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Ma è esemplificativo di quel che potrebbe succedere nei prossimi mesi. Il decreto sicurezza, infatti, prevede all'articolo 4 che il giudice "può autorizzare la permanenza (dei migranti, ndr), in locali idonei presso l'ufficio di frontiera, sino all'esecuzione dell'effettivo allontanamento e comunque non oltre le quarantotto ore successive all'udienza di convalida". L'ufficio del Garante ha quindi deciso di avviare "un'indagine conoscitiva per verificare se le frontiere, come appunto gli aeroporti o i porti, hanno locali adeguati al trattenimento dei migranti che stanno per essere espulsi", conclude Massimiliano Bagaglini. (dp)

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