30 aprile 2014 ore: 15:49
Società

Donne travestite da uomini: in mostra le foto delle "Drag King"

Esposizione di Alice Arduino, giovane fotografa torinese che lavora soprattutto sulle tematiche Lgbt. Gli scatti sono stati realizzati chiedendo a una serie di modelle, vestite in abiti maschili, di assumere atteggiamenti che nell’immaginario comune riconducono all’idea di virilità
Alice Arduino Drag King 1

Cecilia-Charlie. Foto di Alice Arduino

Drag King 9

TORINO - Canotte da body builder che lasciano scoperte braccia tatuate. Cravatte slacciate sopra camicie con le maniche arrotolate. E poi baffi, jeans rigonfi pose “intense” e molti altri simboli di quell’immaginario che è idealmente associato all’idea di mascolinità. Sono le Drag King di Alice Arduino, giovane fotografa torinese che ha giocato a ricreare lo stereotipo maschile sui corpi delle sue modelle, con una serie di scatti che lavorano sulla decostruzione dei ruoli di genere e che da oggi fino al 6 maggio saranno in mostra alla Feltrinelli Express della stazione di Porta nuova.

Nei paesi anglofoni, l’espressione Drag King viene generalmente usata per riferirsi a donne che si esibiscono travestite da uomini sui palchi di club o locali, interpretando personaggi maschili o impersonandone gli stereotipi, con gli aspetti estetici più virili messi bene in vista mediante barbe posticce, abiti tipicamente maschili e “packing" (ovvero il rigonfiamento dei pantaloni nella zona pubica ottenuto mediante cotone o altro).

“Il progetto - spiega Alice - nasce da un laboratorio sul kinging che è stato organizzato dal collettivo Sguardi sui Generis, e ospitata dal circolo Maurice di Torino. L’idea di fondo era mettere in evidenza alcuni degli stereotipi ‘uomo-donna’ che caratterizzano l’universo maschile e quello femminile. In ‘Animus e Anima’, Jung spiega come in ognuno di noi convivano una parte mascolina e una femminile. Questi elementi possono essere più o meno marcati a seconda delle circostanze e delle sensibilità individuali: quello che volevo mettere in evidenza, dunque, è che il nostro essere uomo o donna è un qualcosa di molto soggettivo”.

Per questo, oltre che sugli abiti e sull’elemento estetico, Arduino ha voluto insistere molto anche su posture, atteggiamenti e sul linguaggio del corpo. “Prima degli scatti - spiega - ad ogni modella è stato chiesto di assumere due posizioni a scelta: una tipicamente femminile e una maschile. Successivamente, vestite da uomo, hanno ripetuto le stesse posture: ciò che viene fuori è che, da prima a dopo, la posizione cambia. Dopo il travestimento, anche l’atteggiamento risulta trasformato. Tutta una serie di attitudini virili sono più marcate: si passa quindi da uno sguardo dolce e dalle gambe accavallate a un aspetto più rigido e un’espressione più dura”.

Arduino, che non ha mai fatto mistero della sua omosessualità, ha già esplorato spesso la tematica Lgbt. Nel maggio del 2010  fece molto discutere una sua opera esposta all’Università di Torino, un autoscatto intitolato “Frocifissione” che la ritraeva in croce, coperta solo da due panni bianchi e da una serie di scritte che denunciavano i diritti negati ai gay in Italia.”Mi era stato chiesto - ricorda - di esporre un lavoro per la Giornata mondiale contro l’omofobia, e proprio per questo ho voluto realizzare una foto che suscitasse un’emozione forte. L’abbiamo scattata di domenica, al parco del Valentino, tra le famiglie che ci guardavano incuriosite: ho preparato la macchina, mi sono distesa sul prato e poi ho chiesto ad alcuni amici di occuparsi dello scatto. La croce e le scritte sono state aggiunte in seguito, con un programma di editing”.

“Shockare il pubblico mi piace, non lo nego” conclude. “Ma non è l’unica cosa che mi interessa. Per questo, dopo ‘Frocifissione’ ho voluto dare uno sguardo diverso sul mondo lgbt, con ‘Legoland Homosexuality’, un’esposizione che ritraeva scene di vita quotidiana di soggetti omosessuali impersonati da modellini della Lego. In generale, comunque, mi interessa tutto ciò che è percepito come ‘altro’, ‘diverso’. Per questo sto anche lavorando a un progetto fotografico sulla disabilità con l’Associazione italiana paralisi spastica”.

“Drag King: uno sguardo sui generi” resterà in mostra fino al 6 maggio alla Feltrinelli Express della stazione di Porta nuova (via Nizza 6). Alcune delle foto scattate da Alice sono state pubblicate anche sul volume “Il Re nudo. Per un archivio Drag king in Italia” (collana “Altera”, Ets) che verrà presentato il 2 maggio, sempre alla Feltrinelli, insieme all’inaugurazione ufficiale della mostra. Per informazioni www.alicearduino.com/#!drag-king/c215y (ams)  

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