31 marzo 2016 ore: 12:15
Immigrazione

Dopo il confine greco-macedone, ancora in azione gli attivisti di #overthefortress

Pronti per il prossimo appuntamento, previsto per domenica 3 aprile, data in cui con una mobilitazione al Brennero contro la chiusura del confine tra Italia e Austria, si tenterà di riaprire il passaggio di creare un corridoio umanitario sicuro
#overthefortress #overthefortress nel campo di Idomeni

Foto: #overthefortress

ROMA - Hanno montato un gazebo con corrente per caricare i cellulari, garantito una copertura wi-fi, un punto luce, un impianto audio per un palco e un generatore, è stata costruita una tenda info-point con area bimbi, hanno imbastito un cinema all'aperto. Hanno fatto cantare, ballare e giocare adulti e bambini, e fornito il loro sostegno a tante persone in difficoltà. Si sono dati da fare gli attivisti e le attiviste partiti con la carovana #overthefortress, rientrati mercoledì dopo aver passato cinque giorni nel campo di Idomeni sul confine greco-macedone a stretto contatto con i milioni di migranti bloccati in un campo che ha ormai assunto le forme di una prigione a cielo aperto. In moltissimi, dai centri sociali del Nord Est a quelli delle Marche, dalla Campagna Welcome Taranto agli Amici del Baobab di Roma fino alla Carovana Migranti di Torino e all’associazione YaBasta, ad offrire il loro aiuto concreto e a mettersi in gioco cimentandosi in diverse forme di solidarietà.

Il vedere con i propri occhi l’indegna situazione in cui versano milioni di uomini, donne, bambini, famiglie al momento in fuga dalla miseria ha acuito la rabbia nei confronti degli accordi disumani stipulati da chi ha il potere di decidere le sorti di queste persone, e rafforzato la necessità di mostrare chiaramente il totale rifiuto collettivo nei confronti di ogni forma di confinamento o blocco delle e dei migranti.
Ma “probabilmente per la straordinarietà nei numeri e per l’imponenza della solidarietà materiale manifestata, la carovana è stata immediatamente percepita come un motivo di una nuova speranza, una piccola luce nella notte di incertezza e di attesa”. Queste le parole degli stessi attivisti, toccati e arricchiti da un’esperienza probabilmente difficile da cancellare. Salpati il 25 mattina dal porto di Ancona intonando lo slogan “Siamo tutti clandestini” e arrivati il giorno seguente nel campo di Idomeni, i quasi 300 attivisti di #overthefortress, dopo che alcuni dei loro furgoni carichi di aiuti umanitari sono stati fermati e perquisiti dalla polizia, hanno distribuito i beni di prima necessità che hanno raccolto, soprattutto materiale per bambini e prodotti per l'igiene personale.

- La vita del campo non è facile, spesso hanno luogo degli episodi di rivolta dei migranti che con slogan e cartelli manifestano contro le forze di polizia schierate lungo il filo spinato che divide il confine greco da quello macedone reclamando l’apertura di una frontiera e di un canale in cui passare. Mentre in Italia venivano spesi oltre 1,3 miliardi per imbandire le tavole per il pranzo di Pasqua, gli attivisti e le attiviste della staffetta #overthefortress hanno passato la domenica protestando contro il blocco di un cordone di polizia che impediva fisicamente loro di portare gli aiuti umanitari al campo. Per denunciare l’assurdità del comportamento della polizia, anche austriaca, i militanti hanno simbolicamente frapposto gli aiuti umanitari fra loro e la polizia.

Lunedì 28 ha avuto invece luogo una protesta davanti al palazzo del governo di Salonicco che aveva l’intento di manifestare la totale contrarietà al nuovo vergognoso accordo fra Unione Europea e Turchia e la complicità del governi greco e macedone e di ribadire la necessità di garantire diritti a chi tramite questo piano, che coinvolge tutta l'area dei balcani, stanno venendo strappati. Non è chiudendo e militarizzando le frontiere con piani militari che si attua una nuova politica dell’accoglienza queste persone hanno dei diritti e non possono più essere calpestati da governi che sembra non se ne vogliano fare carico.

“L'Austria ha dato un’accelerata per quanto riguarda l'attuazione del piano che intende chiudere tutte le frontiere toccate dalla questione migranti”, dice un attivista intervistato durante la protesta a Salonicco. Per questo molti dei collettivi e delle realtà italiane e non che hanno aderito a questa campagna sociale e politica sono già pronti per il prossimo appuntamento, previsto per domenica 3 aprile, data in cui con una mobilitazione al Brennero contro la chiusura del confine tra Italia e Austria, si tenterà di riaprire il passaggio di creare il corridoio umanitario sicuro che il governo di Vienna, cieco davanti alla sofferenza di milioni di uomini, donne e bambini sembra così tanto temere.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news