16 marzo 2009 ore: 10:54
Disabilità

Down e laureato: ''Anche io posso fare il professore''

Rassegna stampa estera. In primo piano la storia di Pablo Pineda, 34 anni, che ha ottenuto la laurea. Tra le altre notizie, l'allarme di Ecpat: i minori si prostituiscono nelle città di pellegrinaggio indiane
Laurea

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ROMA - La storia di Pablo Pineda, 34 anni, la prima persona con sindrome di Down a ottenere la laurea in Europa in primo piano della numero 23 (dal 9 al 15 marzo) della rassegna estera di Redattore Sociale sui temi dell'agenzia, curata ogni lunedì mattina da Mariangela Paone.  

In primo piano
Down e laureato: ''
Anche io posso fare il professore''
Parla lo spagnolo Pablo Pineda, 34 anni, la prima persona con sindrome di Down a ottenere la laurea in Europa. ''Sono stanco di essere l'eterno alunno, l'eterno bambino''
El País - Spagna, 9 marzo
"Da 15 anni appaio nei media e parlo di integrazione, di normalizzazione. Ma non bisogna star sempre a spiegarlo alla gente. Sono venuto qui a fare una lezione, una lezione di cinema. Ed è quello che ho fatto. Perché sono professore, indipendentemente dal fatto che abbia o meno la sindrome di Down”. A parlare è Pablo Pineda, la prima persona con sindrome di Down a ottenere in Europa un titolo universitario. Ha appena concluso la lezione sul cinema che ha impartito a un gruppo di ragazzi in una scuola primaria di Cordova. "Ovvio che mi piacerebbe insegnare - dice - per questo ho studiato Magistero e per questo mi mancano quattro esami per finire Psicopedagogia. Però so che se finisco a fare il maestro sarà brutale per la società. Le famiglie continuano ad aver paura delle persone con Down, paura che diventino maestri, paura che diventino il fidanzato o la fidanzata dei loro figli”... “Io sono stanco di essere l'eterno alunno l'eterno bambino - continua - ora tocca a me dar classe”. E questa settimana lo ha fatto. Ventiquattro bambini lo hanno ascoltato per 45 minuti come ad un professore qualunque. La lezione era speciale solo perché si parlava di cinema: Pineda è stato tra i protagonisti del lungometraggio Yo También (Anch'io), e ha parlato ai piccoli studenti dell'importanza della sceneggiatura, di fotografia, della direzione degli attori, del potere della colonna sonora...In modo semplice e didattico, ha spiegato come si fa un film. Il fatto che Pablo avesse un cromosoma 21 in più non è stato un dato rilevante per nessuno. Il tema della sindrome di Down è venuto fuori in forma indiretta solo quando una bimba ha chiesto il significato del titolo del film, Anche io. “E' una forma di metaforizzare la riaffermazione dei diritti delle persone con sindrome di Down - ha risposto Pineda - anche io posso, anche io posso farlo, anche io posso studiare, anche io posso innamorarmi”. Tutti sono rimasti in silenzio. E la lezione è continuata.
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Le altre notizie 
Uk. Protezione dei minori, la ''cenerentola'' dei servizi
Le gravi carenze denunciate in un nuovo rapporto ufficiale riaprono in Uk la discussione sulla riforma del sistema di assistenza sociale per i minori: almeno 200 mila bambini vivono in case in cui rischiano di subire violenze e abusi.
The Guardian - Regno Unito, 13 marzo
Il servizio Cenerentola. Così il sistema di protezione sociale dei minori del Regno Unito viene definito in un nuovo rapporto reso pubblico questa settimane. Il "rapporto Laming", come è conosciuto per il nome del suo autore, denuncia le carenze del sistema di assistenza sociale, con operatori demoralizzati e un  alto numero di posti non coperti. Nonostante le modifiche introdotte dopo il 2003, il sistema britannico continua a essere deficiente al punto che almeno 200 mila bambini vivono in case in cui rischiano di subire violenze e abusi. Uno dei motivi della scarsa qualità del lavoro degli assistenti sociali, secondo il documento, è l'alto livello di burocratizzazione raggiunto dal servizio: gli operatori passano più tempo a inserire dati al computer che nei contatti diretti con i bambini e le loro famiglie. Tra le soluzioni proposte dal rapporto c'è l'introduzione di sanzioni disciplinari per i dirigenti e gli operatori del servizio che non svolgono correttamente le loro funzioni.
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La Bolivia contro il latifondo: la terra torna agli indigeni
Il presidente boliviano distribuisce alla popolazione locale titoli di proprietà di terreni espropriati a latifondisti accusati di impiegare lavoratori in condizioni di schiavitù
La Prensa - Bolivia, 15 marzo
Il presidente boliviano Evo Morales ha distribuito sabato scorso 36 titoli di proprietà della terra a cittadini indigeni guaranì poveri. Le terre erano state espropriate a ricchi latifondisti, proprietari di estensioni superiori ai 5.000 ettari. La politica contro il latifondo è inclusa nella nuova Costituzione approvata con il referendum che si è celebrato a gennaio. Morales ha distribuito circa 38.000 ettari di terreno che appartenevano a cinque grandi proprietari stranieri accusati di impiegare lavoratori in condizioni di semi schiavitù. "La proprietà privata sarà sempre rispettata - ha dichiarato Morales - però vogliamo che la gente che non è interessata all'uguaglianza cambi la sua mentalità e si concentri di più sulle necessità del paese".
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Francia, un numero verde  per i genitori di bambini disabili
E' la nuova iniziativa lanciata da una organizzazione francese. Gli esperti che rispondono alle domande dei genitori sono a loro volta genitori di persone disabili
L'Express - Francia, 10 marzo
Un numero verde per i genitori di bambini disabili che ricevono risposte da interlocutori che sono, a loro volta, genitori di persone disabili. E' l'iniziativa lanciata questa settimana dall'Associazione dei paralitici di Francia (APF). La scelta di affidare il numero verde a persone che condividono la stessa esperienza degli utenti è stata dettata dal fatto che niente vale più dell'esperienza personale e niente facilita il dialogo come il fatto di sapere che chi è all'altro lato del telefono non ti giudica e sa di che cosa si sta parlando. I genitori-esperti faranno un breve periodo di formazione prima di mettersi all'opera.
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India, bambini si prostituiscono nelle città dei pellegrinaggi
La denuncia in un rapporto congiunto di Ecpat e Equations:  il fenomeno, finora troppo sottovalutato secondo le ong, è in aumento e riguarda soprattutto minori maschi: scarso controllo sui turisti e il divieto di lavoro minorile
The Telegraph  - India, 14 marzo
Le principali città di pellegrinaggio dell'India, come Puri e Tirupati, stanno diventando centri di sfruttamento della prostituzione minorile maschile. E' la denuncia contenuta in un nuovo rapporto congiunto dell'Ecpat, una organizzazione internazionale che si batte contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, e della ong indiana Equations. Le cause, secondo il rapporto, sono due: la mancanza di vigilanza su cosa fanno i turisti che si dirigono in questi centri e, paradossalmente, il divieto di lavoro minorile. Secondo lo studio, infatti, nonostante il divieto la pressione sui ragazzi affinché apportino guadagni alla famiglia rimane molto forte. Il rapporto denuncia anche la mancanza di informazioni sul fenomeno, sottovalutato perché si pensa che dal momento che gli sfruttatori sono uomini le vittime siano esclusivamente donne. Si tratta però di una realtà molto diffusa e alimentata anche dal fatto che “le famiglie vedono meno rischi quando a prostituirsi è un maschio, perché lo stigma sociale è minore e perché non c'è il rischio di gravidanze”.
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'’Chiudete i cpt'': il ministro britannico '’preso in ostaggio'’

Un gruppo di attivisti per i diritti degli immigrati ha fatto irruzione nel ministero interrompendo le attivita' del ministro Phil Woolas: ''Sono strutture vergognose''

The Daily Telegraph - Regno Unito, 14 marzo
Una dozzina di membri del gruppo di attivisti per la difesa dei diritti dei migranti, Manchester no Borders, ha fatto irruzione giovedì scorso nel ministero dell'Immigrazione britannico. Per alcuni minuti i manifestanti hanno interrotto le attività del ministro Phil Woolas e del personale per chiedere la chiusura dei centri di permanenza temporanea nel paese. “I centri - ha spiegato uno dei manifestanti - sono strutture vergognose dove gli immigrati sono detenuti senza nessuna accusa, nessun processo e nessuna sentenza”.
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Francia, minorenne suicida in carcere
Un ragazzo di 17 anni si è suicidato nella sua cella, nella sezione minorile del carcere di Moulins. Un anno fa un caso simile scatenò la polemica sul sistema carcerario d'Oltralpe
Le Figaro – Francia, 14 marzo
Un giovane di 17 anni è stato trovato morto impiccato nella sua cella nella sezione minorile del carcere di Moulins nel dipartimento francese di Allier. Il giovane era entrato in carcere pochi giorni prima. Un anno fa un altro minore si era suicidato nel centro penitenziario minorile di Myzieu, nella regione del Rodano, scatenando la polemica sulla situazione del sistema carcerario d'Oltralpe dove si è registrato negli ultimi anni un aumento preoccupante dei suicidi tra i detenuti.
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Le fonti
El País, quotidiano progressista spagnolo, uno dei più autorevoli in Europa;
The Guardian, quotidiano britannico indipendente, uno dei più importanti in Europa;
La Prensa, uno dei più diffusi quotidiani della Bolivia;
L'Express, uno dei più diffusi settimanali francesi;
The Telegraph, quotidiano indiano con sede a Calcutta;  
The Daily Telegraph, uno dei più importanti quotidiani britannici, conservatore;
Le Figaro, uno dei più importanti quotidiani francesi, conservatore. 

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