5 marzo 2019 ore: 14:48
Salute

Droga. Ddl Lega, FederSerd: “Servono scelte politiche sensibili e intelligenti”

Il presidente Fausto D’Egidio: “Difficile mettere fuori legge qualcosa che ha provato almeno uno volta nella vita la metà, o quasi, degli italiani. Va distinta la pericolosità delle droghe. Ci vuole intelligenza per intervenire su questi temi in maniera non distruttiva”
Adolescenti e droghe - SITO NUOVO

ROMA – “Non esiste modica quantità, ti becco a spacciare, vai in carcere con le misure cautelari. Per quanto riguarda lo spaccio le pene passano da un minimo di 3 a un massimo di 6 anni e la multa da un minimo di 5 mila a un massimo di 20 mila euro”. L’annuncio di un disegno di legge a firma Lega sulle droghe era arrivato da Matteo Salvini durante una conferenza stampa alla Camera dei deputati. Ma sul raddoppio delle pene e sull’intervento in materia di modica quantità è già polemica. E mentre dai Cinque Stelle, solo poche settimane fa, era arrivato un disegno di legge in Senato che va nella direzione opposta e propone la legalizzazione della cannabis, le voci del mondo giudiziario e degli operatori del settore dicono che il solo inasprimento delle pene non potrà mai essere la soluzione al problema. E che, anzi, si rischia di aggravare la situazione.

“In attesa di leggere il testo del disegno di legge – commenta Fausto D’Egidio, presidente di Federserd -, voglio ricordare due cose in questa occasione: nel marzo 2014 ci fu l’allora ministro della Salute che propose una legge che continuava a mantenere le due tabelle della Fini-Giovanardi con la cannabis inserita nella stessa tabella dell’eroina. Noi ci siamo dati molto da fare in quella nottata e il giorno dopo, quando il testo arrivò in Consiglio dei ministri, le tabelle erano diventate cinque. La nostra battaglia da sempre è quella di distinguere la pericolosità delle droghe, che non è uguale per tutte e, soprattutto, non è indipendente dal contesto”.

“Un legge del genere – sottolinea il presidente di FederSerd - richiede molta intelligenza e  lungimiranza da parte del politico, perché io mi chiedo, ma non lo dico solo io, ricordo Rosy Bindi all’epoca della Fini-Giovanardi, quali sono gli spazi possibili per dichiarare fuori legge, o mettere in mora, o condannare, un’attività che è propria, o è stata propria, di quasi la metà degli abitanti di questo Paese. E’ difficile mettere fuori legge qualcosa che ha provato almeno uno volta nella vita forse la metà degli italiani. Quindi le scelte politiche devono essere molto intelligenti, molto sensibili: ci vuole una grande qualità di politico per intervenire in maniera non distruttiva su questi temi. Soprattutto ci vuole la qualità di un politico che non usa questi argomenti per il proprio vantaggio personale ed elettorale. Ci sono troppe cose che in questo periodo non vanno bene: da chi vuole permettere la coltivazione per uso personale a chi ricostruisce uno schieramento opposto e radicale. E questo fa solamente male sia ai malati che ai giovani, che a tutto il Paese”. (Teresa Valiani)

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