6 marzo 2019 ore: 15:05
Salute

Droga. Ddl Lega, Petrelli: "Il diritto penale non è strumento di propaganda politica"

L’ex segretario dell’Unione Camere Penali si schiera con i "no": "La risposta repressiva è in fase di revisione anche nell’America di Trump per i costi elevati e per la sua inefficacia"
Droghe, nuove sostanze - SITO NUOVO

- ROMA – “Il diritto penale non dovrebbe mai essere usato come uno strumento di propaganda politica, con l’aumento delle pene utilizzato in chiave di rassicurazione dell’ansia indotta nell’opinione pubblica da singoli casi di cronaca”. Francesco Petrelli, fino a qualche mese fa segretario dell’Unione Camere Penali, commenta il disegno di legge a firma Lega con cui il Carroccio propone di contrastare lo spaccio degli stupefacenti raddoppiando le pene e abolendo ‘la modica quantità’.
“Il principio di proporzionalità, come ci insegna la Corte Costituzionale, deve regolare la risposta punitiva ed è del tutto sproporzionato e contrario al buon senso irrogare pene elevate per condotte che possono essere davvero assai modeste. La risposta repressiva di massimo rigore del tipo ‘chi sbaglia paga e getto via le chiavi’ è in crisi anche nei paesi che per primi l’hanno promossa ed è in fase di revisione anche nell’America di Trump per i costi elevati e per la sua inefficacia”.

Che effetto avrebbe il ddl sulle carceri italiane?
“Una soluzione del genere, che sostituisce la prevenzione e il controllo del territorio con la repressione, avrebbe un effetto devastante sulle strutture carcerarie che soffrono di un endemico sovraffollamento con istituti di pena che versano in condizioni di collasso con poco personale e poche risorse”.

Il governo risponde riprendendo la vecchia tesi, considerata un vicolo cieco dalla precedente proposta di riforma, della costruzione di nuove carceri. Cosa ne pensa?
“Costruire nuovi carceri significa impegnarsi in un progetto dai tempi lunghissimi e incompatibili con simili riforme estemporanee, ma soprattutto significa dimenticare che appunto un carcere ha bisogno di operatori, agenti penitenziari, personale amministrativo: tutte figure che non sono disponibili. Significa investire enormi risorse in un progetto repressivo privo di senso, inefficace ed incostituzionale”. (Teresa Valiani)

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